Riprendersi la Cultura. Quella che vogliamo Noi.

IL MANIFESTO DA CREARE INSIEME NEL MESE DI MARZO

Voglio dedicare questo mese alla creazione di un Manifesto per riprenderci la cultura: quella che vogliamo noi, quella che ci fa stare bene, quella da lasciare a chi verrà dopo.

E non voglio assolutamente farlo da sola.

La cultura è un concetto non imbrigliabile: c’è n’è per tutti e tutti vi possono trovare se stessi. Ho trovato questa frase in un articolo a commento del Manifesto “Per una costituente della cultura” promosso dall’inserto culturale Domenica de’ Il Sole 24 ORE: un progetto importante che vorrei sostenere in questo piccolo spazio che si chiama ToWriteDown.

L’iniziativa del Sole è rivolta al Governo italiano e sta trovando supporto e riscontro in diversi ambiti: richiede  a Governo e a imprese di rimettere la cultura al centro delle strategie di sviluppo del Paese e sostiene che chi pensa che la crescita dei giovani possa avvenire senza ricerca, senza cultura e senza innovazione, ipotizza un futuro da consumatori disoccupati, inasprendo uno scontro generazionale.

Vi invito ad approfondire il dibattito che ne è scaturito qui.

Cosa è la cultura per noi?

Fatevi questa domanda: qualcuno potrebbe avere le idee chiare, altri più nebulose, comunque sia nel pensarci non lasciate spazio ad alcun killer creativo, siate liberi.

Potrebbe essere un residuato bellico dei vostri anni scolastici, oppure il frutto di una ricerca condotta con coraggio, il recupero delle tradizioni familiari, di un lessico che va ad impoverirsi: o ancora la libreria di casa, i vostri viaggi, la capacità culinaria che avete affinato, l’investimento in opere d’arte (scarpe Loubutin comprese), la musica popolare della vostra terra, o semplicemente l’insieme di valori, credenze e norme che definiscono chi siete e come vi comportate, al di là di leggi e regolamenti del vivere civile.

Posso dirvi cosa è la cultura per me riportandovi un episodio del mio esame di maturità. Ho frequentato un liceo sperimentale, ho dovuto passare l’esame di maturità per tutte le materie dell’ultimo anno, se non ricordo male nove, e ci arrivai molto stanca, a fine luglio: l’esaminatrice di italiano interruppe il mio lungo monologo su Libertà, la novella del Verga, per chiedermi se di lì a una ventina d’anni avrei voluto essere riconosciuta come una donna colta oppure come una donna erudita.

Una domanda che mi sono portata avanti per tanto tempo e che ancora adesso, che vent’anni sono passati, mi faccio quando divento pesante: perchè la conoscenza accumulata è noiosa se non viene elaborata e utilizzata nel quotidiano.

Come funziona il nostro Manifesto

Per tutto il mese questo articolo resterà visibile nella barra del menu, quella nera in alto: sentitevi liberi di partecipare alla creazione del Manifesto aggiungendo tutto ciò che ritenete utile, che sentite vostro, che volete condividere poichè vi ha arricchito e pensate possa arricchire anche altri.

Nel farlo, utilizzate, vi prego, cultura in senso ampio, ampissimo: e coinvolgete tutti coloro che ritenete possano contribuire al Manifesto, condividendo e segnalando l’iniziativa come preferite.

Per contribuire con immagini e video inviatemi gli stessi via mail (towritedown at gmail dot com): tutto quello che riceverò verrà pubblicato a vostro nome, a meno che non mi chiedate esplicitamente di farlo in forma anonima.

Ogni giovedì del mese ci sarà un aggiornamento dei contenuti, con l’obiettivo di arrivare a fine mese con il nostro Manifesto.

Un po’ come un messaggio infilato in una bottiglia lanciata nel mare, o attaccato al filo di un palloncino, o sotterrato in una capsula per il futuro: o meglio, lasciato libero di essere letto, arricchito e condiviso da chiunque, per sensibilizzare il più possibile sul tema e riprenderci veramente la cultura. Quella che vogliamo noi.

(I credits delle foto sono indicati sulle singole immagini visualizzando il nome delle stesse) 

47 thoughts on “Riprendersi la Cultura. Quella che vogliamo Noi.

  1. Ma che idea meravigliosa e terribile insieme!
    Come hai accennato tu, il concetto di “cultura” è talmente ampio che questo manifesto potrebbe essere interminabile! ^^
    Mediterò a lungo e saprò darti un contributo (via post sul mio blog, probabilmente, onde evitare di occupare tutto lo spazio disponibile per i commenti XD).

    • Mentre maturavo questa cosa a inizio febbraio sono stata conquistata dal manifesto del Sole…e mi sono decisa.

      Oggi l’ho mostrato in anteprima ad un amico che mi ha detto che mi stavo imbarcando in una cosa più grande di me:e ha ragione.

      Ma fosse anche un rigagnolo di affluente in questo mare mi sentirei meglio per il solo fatto di avere voluto provarci.

      Ottima l’idea del post, anzi grazie per averla suggerita: la giro a tutti i blogger che vogliono contribuire – scrivete un post sul vostro manifesto della cultura!

      Lo linkerò alla pagina molto volentieri.

      A presto,
      Grazia

    • Grazie, sarebbe un vero piacere avere il tuo contributo.

      Tra l’altro stavo giusto meditando ora se ho materiale o meno per intervenire sul tuo progetto di cui ho letto oggi, sarebbe un interessante scambio🙂

      Non ho volutamente messo vincoli nè strutture preconfezionate ai contributi perchè vorrei appartenessero, anche nello stile, a chi inteverrà, ma ovviamewnte in questi giorni, sentiti alcuni pareri, magari uscirò dalla nebulosa con qualcosa di più concreto😉

  2. Talmente ampio da correre il rischio di rimanere senza parole.
    Una mezza idea credo di averla, tutto sta a vedere se sarò anche in grado di farle prendere forma; avrò le idee più chiare dopo qualche ora di sonno.

    • Ampio perchè davvero ognuno ha un proprio punto di vista: che non deve per forze essere ampio. Anzi, può essere circoscritto a un pensiero, una immagine, una idea.
      Che sogni hai fatto?

      • Ho sognato un mondo in cui ancora esisteva ed era diffusa la cultura di educare i propri figli. Un mondo in cui la cortesia ed il rispetto erano ancora valori e non argomento di derisione.
        Insomma, ho fatto un tuffo nel passato. E si che non sono poi così antico …

  3. Pingback: Io, i manifesti, li demolisco « Il Grimorio della Strega

  4. che bella iniziativa! mi piacciono i tue post perchè invitano alla “riflessione”….
    mi sono imbarcata in una “riflessione a due” su cos’è la cultura qualche anno fa🙂 e
    devo ammettere che non è facile spiegare cos’è per me la CULTURA
    mi colpiscono le persone che “sanno” tante cose,
    su una materia specifica (musica,letteratura,cinema,storia,..)
    oppure su tanti argomenti, e quando ne incontro qualcuna penso “che cultura”!
    Quindi il “sapere” (e ricordare🙂 è cultura…ma non basta, hai ragione!
    In alcuni casi il sapere è “saccenza” o “istruzione” e basta.
    In altri casi c’è cultura senza istruzione, senza sapere..
    Anche io ho un ricordo legato ai tempi della scuola (elementare) che mi porto dietro da sempre. Studiavo dalle suore (ed ero una secchiona🙂.
    La suora, che era la maestra, ci diceva sempre di cercare il senso delle cose e dietro le cose,
    di farci delle domande quando studiavamo qualcosa ma anche quando leggevamo un libro o giocavamo …ecco forse la cultura è :
    curiosità
    rielaborazione
    interiorizzazione
    esperienza (diretta e indiretta)
    condivisione
    e anche RIFLESSIONE!
    baci

    • Mi segno la tua riflessione Rox, e ti ringrazio per avere condiviso qui i tuoi ricordi, sia quello del confronto a due sul tema della cultura sia quello di infanzia.

      Che poi, inutile precisarlo, è proprio nel corso dell’infanzia che ci formiamo molte idee, che veniamo “condizionati” per gli anni a venire: e sarebbe interessante ragionare su quanti di questi condizionamenti siano all’origine di molti comportamenti, ma questa è un’altra storia.

  5. Grazia la tua idea è davvero bellissima ed ambiziosa al tempo stesso. Ho le idee piuttosto vaghe, ma la mia impressione è che il tuo manifesto, grazie al contributo di più persone eterogenee tra loro per interessi ed esperienze di vita, potrebbe riservare risultati sorprendenti. Mi tornano istintivamente alla memoria i famosi cartelloni che si facevano a scuola, tanti anni fa, in cui grazie al contributo di diversi allievi, in seguito alla ripartizione di compiti e competenze, sfociavano in risultati sempre piuttosto personali ed affascinanti. Mi riservo di rileggere il tuo post domattina quando sarò senz’altro un po’ più lucida, vista l’ora in cui sto scrivendo, e se il tempo che ho a disposizione in questo periodo mi permetterà di aderire. Buonanotte,
    Michela

    • Ciao Michela,

      l’idea del cartellone è proprio un bel modo di visualizzare quello che potrebbe essere il risultato del mettere insieme idee di persone dalle diverse esperienze.

      So che non è una impresa semplice e che il risultato finale potrebbe anche essere deludente, ma voglio provarci: comunque vada, ora, nel percorso di creazione, mi sto già divertendo!

  6. Definizione di Cultura dal Devoto-Oli
    Quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società. Variante di coltura. Dal latino cultus, p.pass. di colére coltivare.
    Riflessione
    L’atto del coltivare presuppone la capacità della cura. Si è in grado di pendersi cura di qualcosa quando ne si riconosce il VALORE. Dare valore alla propria crescita morale ed intellettuale significa essere CONSAPEVOLI della propria unicità, del proprio talento e di come questo possa contribuire all’arricchimento della comunità d’appartenenza.

    • Benvenuta Sofia!

      Il tuo modo di sintetizzare, in una riflessione decisamente densa, il significato di cultura partendo dal Devoto-Oli è funzionale e di effetto.

      Nelle tue righe c’è una parola ripetuta in due punti: in un primo momento è utilizzata quale sostantivo, in quello successivo quale aggettivo.

      La parola è morale ed è indubbio che riveste un ruolo importante in un dibattito incentrato sulla cultura: credo che finora però quale sia questo ruolo non sia stato ancora trattato.

    • Finalmente stasera sono riuscita a commentare il post che mi hai segnalato: nei giorni scorsi ho avuto problemi con i commenti ai blog supportati da blogger, mi spiace per il ritardo.
      Lo ritengo molto interessante: e se hai altre riflessioni per il manifesto sono le benvenute!

      • Grazie, mi fa davvero piacere ti sia piaciuto il mio post e ovviamente mi farà piacere se vorrai linkarlo o riportarne un brano.
        Se ne hai la possibilità, ti suggerisco di vedere il film di Elisabetta Sgarbi “Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra”, è davvero ricco di spunti interessanti.
        Buon inizio di settimana.
        Francesca

        • Mi interesserò a come recuperare il film di Elisabetta Sgarbi perchè non lo conosco e non l’ho trovato in questi giorni.
          Ancora grazie e, se me lo permetti, vorrei riprendere parte del tuo post tra gli interventi dei blogger: ritengo che possa prendervi parte a pieno titolo. Ovviamente citandoti.

  7. che bella questa iniziativa! scusa se non mi sono fatta viva prima ma ero fisicamente e psicologicamente distrutta xD non ho ben capito però (non mi sono ancora ripresa del tutto) come facciamo a contribuire? cioè… devo mandarti una mail o cosa? xD scusa sono un po’ tarda!

    • Ciao Francesca, visto che io ho tardato nella risposta spero che tu nel frattempo ti sia ripresa.

      Come suggerito da La Strega forse la soluzione ideale per chi ha un blog è di contribuire direttamente con un post dedicato all’iniziativa, segnalandola: io a mia volta riprendo la cosa qui o in un successivo articolo sul Manifesto per ricomprendere anche il contributo pubblicato.

      Se vuoi partecipare,sei la benvenuta!

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  12. Ciao, sono capitato casualmente nel tuo blog e ho letto al suo interno di questa originale iniziativa del Manifesto della Cultura.
    Penso proprio che parteciperò scrivendo un post sul mio blog!
    Vediamo cosa uscirà fuori… ti segnalerò l’articolo una volta pronto🙂

    E complimenti per il blog, una fonte interessante!

    Tau

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  14. Pingback: Le Origini della nostra Cultura | ToWriteDown

  15. Cara Grazia, sono riuscita a scrivere un modesto – modestissimo – contributo che troverai qui:
    http://lacollinadeibarattoli.blogspot.it/2012/03/la-cultura-e-come-un-albero.html
    Purtroppo avrei voluto approfondire di più e meglio e scrivere più cose, ma dal momento che ci tenevo a partecipare al tuo progetto e che in questo periodo non so mai se la connessione mi assiste, ho deciso comunque di approfittare di questo raro momento di funzionamento. Se riuscirò, nei prossimi giorni mi piacerebbe anche dedicare qualche parola all’ultimissima frase del mio post. Intanto ti abbraccio e cerco di leggermi gli altri contributi, che purtroppo ancora non sono riuscita a leggere con calma.

    • Ho letto con molto interesse il tuo ricchissimo articolo, Tamara.

      L’albero e’ uno dei simboli che preferisco, così ricco di significati e di valori che non potevi, a mio avviso, trovarne uno migliore: e i ricordi della costruzione del tuo bagaglio culturale mi hanno molto ricordato i miei.

      Riprenderò i contenuti del tuo post, citandolo, nel prossimo articolo di sintesi dei contributi dei blogger, se sei d’accordo, mentre mi riservo di commentare direttamente sul tuo blog.

      Spero che i problemi di connessione si risolvano quanto prima, mi spiace non riuscire a “parlare” più spesso con te (e sono sempre in debito di un articolo, che arriverà presto!).

  16. Pingback: Ancora sul Manifesto per riprendersi la Cultura | ToWriteDown

    • Bellissimo articolo, grazie: torno domani a commentarlo e, se sei d’accordo, lo riprendo nel prossimo post dedicato ai contributi dei blogger (l’ultimo credo).
      Notte!

  17. Pingback: Viaggio in Giappone | ToWriteDown

  18. Pingback: La cultura del quotidiano | ToWriteDown

  19. Pingback: La Settimana della Cultura | ToWriteDown

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