Pietro e il Signor Perorini

DICEMBRE, SOLO COSE BELLE #11

Pietro e il signor Perorini

 

Pietro ha da qualche mese un amico immaginario. Lui lo chiama il signor Perorini.

Il signor Perorini oramai lo conoscono un po’ tutti: anche i cugini non lo chiamano più Pietro, ma signor Perorini. E anche i suoi nonni.

Questo amico immaginario arriva compiendo una sorta di impossessamento: se ne va Pietro e appare magicamente lui, solitamente con una trasformazione degli abiti (la maglietta messa al contrario o la parte davanti tenuta sulla testa, o ribaltata dietro, tipo zainetto). Per scacciarlo, fortunatamente non occorre un esorcismo, basta richiamare indietro Pietro – e Pietro si sistema i vestiti e torna ad essere se stesso.

Ci ho messo un bel po’ a capire chi è questo signor Perorini. Questa che segue, quindi, è una sorta di confessione di una mamma approssimativa che si approssima sempre meglio. A dicembre arrivano anche le confessioni. Continua a leggere

Un Invito

Un invito

 

E se domani sera siete a Milano e non sapete proprio cosa fare e volete passare una serata fatta di parole potete venire qui, a Sagome Teatro.

Tra gli altri racconti, verrà letto il mio Hotel California. Sì, quello del mio amore mai sbocciato.

E’ saggio che sia letto a Milano, dove Andrea abitava e dove c’è ancora la Cascina California, di cui ho scoperto anni fa l’esistenza (e la storia) tra le pagine di Con la morte nel cuore di Gianni Biondillo. Un martedì di questi andrò a provare la sua famosa minestra.

Per sapere qualcosa di Sagome Teatro, c’è un bel sito.

Per sapere qualcosa della scuola di scrittura itinerante che mi ospita da qualche tempo a questa parte, c’è una pagina Facebook.

Hotel California, dicevo.

Libri di Scuola

Libri di scuola

Era uscito un timido sole oggi, perlomeno nello spicchio di strada che vedo dalla mia finestra milanese.

Sono raffreddata e un po’ influenzata, come s’addice alla stagione. Ma oggi c’era questo timido sole che occhieggiava e che mi diceva goditi questo autunno, lo sai, sì che lo sai, quanto può essere bello.

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Sai

Ce li avete ancora i vostri diari di scuola? Quelli pieni di biglietti del tram e del cinema, degli ingressi ai parchi e ai musei, di tovaglioli di carta dei bar e di foglie autunnali oramai sbriciolate.

Pieni di firme (perché si facevano firmare? Come le borse e gli zaini, perché?), di annotazioni, di stralci di conversazione, pensieri che assomigliano a poesie.

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Gli Anni del Nido

 

Siamo alla fine di un ciclo, quello dell’asilo nido.

Pietro lo frequenta da quando aveva cinque mesi (e tre giorni): ricordo ancora la telefonata della responsabile del nido, Daniela, che mi chiamava per avvisarmi che avevo scalato le posizioni dei fuori graduatoria, e che alla fine ce l’avevamo fatta, eravamo nel  gruppo dei piccoli da settembre.

Era giugno, Pietro non aveva ancora due mesi e io scoppiai a piangere: e non di felicità. Continua a leggere

Sul Manifesto per riprendersi la Cultura

CONTRIBUTI DAI BLOGGER (E NON SOLO)

 

Il Manifesto per riprendersi la cultura ha catturato l’attenzione di alcuni blogger che, trattando dell’argomento direttamente sui loro blog, hanno contribuito ad alimentare il dibattito.

Riprendo qui alcuni passaggi degli articoli pubblicati da Le parole che verranno, Palmy e La Strega: tre sguardi diversi che permettono di aggiungere nuove sfumature al concetto di cultura.

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Cultura umanistica vs. Cultura scientifica?

IL NOSTRO MANIFESTO PER RIPRENDERCI LA CULTURA

 

Giovedì scorso con questo articolo ho invitato tutti a partecipare alla realizzazione di un Manifesto per riprenderci la cultura: in questa settimana sono stati diversi i contributi che mi sono arrivati (con vari mezzi: da Twitter alle mail ai post dedicati su altri blog).

Mi sono proposta ogni giovedì di raccogliere i contributi giunti al fine di fare il punto e sintetizzare per quanto possibile i diversi pensieri che emergono; e, soprattutto, di tornare a stimolare la riflessione.

Voglio fare oggi alcune considerazioni su una dicotomia che molti di noi si portano addosso dalle scuole dell’obbligo.

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