Le Origini della nostra Cultura

NUOVI CONTRIBUTI DAI BLOGGER 

 

Vi segnalo due contributi al Manifesto per riprendersi la cultura rimasti fuori dall’articolo di settimana scorsa dedicato ai post dei blogger.

Michela e Taumascopio partono entrambi dalla definizione della parola cultura offerta dai dizionari a loro disposizione, seguono il filo rosso della loro esperienza e ci offrono riflessioni da cui partire a nostra volta. Questi sono gli approdi che preferisco.   

Da A casa con la mamma: La storia familiare

Michela ci regala una serie di riflessioni intense e molto sentite. Il suo dizionario, il Devoto-Oli, definisce cultura quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società; ma anche  il complesso delle manifestazioni della vita materiale, sociale e spirituale di un popolo o di un gruppo etnico.

Credo che le radici della cultura in questo senso intesa, vadano ricercate indietro nel tempo. Le prime esperienze nel corso dell’infanzia, avvengono a stretto contatto con le figure di riferimento più importanti: i genitori, in modo particolare la madre. Le successive curiosità, voglia di sapere, conoscere ed esplorare, sono fortemente connotate dal modo in cui i genitori avranno permesso ai piccoli di fare il maggior numero di esperienze possibili nel corso di questi primi cruciali anni. La cultura è quindi prodotto dell’educazione familiare prima di tutto.

Michela prosegue ricordandoci come solo dalla cultura, qualunque sia, deriva la conoscenza, e dalla conoscenza discende la più grande ricchezza: la libertà. Chi conosce, chi sa, possiede la facoltà di scegliere con consapevolezza, chi essere, cosa pensare, dove andare, cosa fare della propria esistenza. Un insegnamento importante da passare ai propri figli.

La famiglia, il suo lessico che la rende unica, l’educazione come impronta primaria, il recupero della manualità e di altri valori tradizionali sono tutti mattoncini assenti finora dal Manifesto e che, grazie a Michela, reclamano il diritto di farne parte a pieno titolo.

Leggi l’articolo completo.

Da Nota fondamentale: Il vagìto della cultura

Taumascopio di dizionario possiede un’edizione Zingarelli stilata da 109 specialisti che nella definizione di cultura non riescono, a suo parere, a comprimere il significato complesso: cultura come sistema di cognizioni, tradizioni, procedimenti tecnici, tipi di comportamento, trasmessi e usati sistematicamente, caratteristico di un dato gruppo sociale, o di un popolo, o di un gruppo di popoli, o dell’intera umanità.

Per superare la complessità, Taumascopio propone di definire cultura tutto ciò che permette una comunicazione redditizia – di qualsiasi genere e livello  – tra un uomo e un altro: ipotizza quindi che la cultura umana sia nata quando due uomini sono venuti a contatto per la prima volta.

Ma allora l’uomo progredisce perchè la cultura migliora o viceversa? La risposta potrebbe risiedere in entrambi i concetti: questi due elementi sono imprescindibili e quindi si influenzano a vicenda. Per questo la cultura diviene necessaria e fondamentale per un popolo: senza cultura manca comunicazione e senza comunicazione la coesione sparisce e così una specie non può altro che estinguersi.

Leggi l’articolo completo.

Approdi, dicevo, da cui partire a nostra volta: e se qualcuno vuole raccontare dove è arrivato, questo spazio aspetta nuove esperienze per arricchire il Manifesto.
 

10 thoughts on “Le Origini della nostra Cultura

  1. Ciao Grazia, ho riletto con interesse i contributi della scorsa settimana, oltre a quello di oggi, e confermo le mie impressioni precedentemente espresse, su quanto ricco di sfaccettature, articolato e complesso stia nascendo questo manifesto. Grazie ancora per questa tua intelligente iniziativa, che mi ha permesso di raccogliere ordinatamente le idee intorno a concetti ed argomenti su cui non mi ero mai attentamente soffermata prima della scorsa settimana a riflettere.
    A prestissimo
    Michela

    • Mi fa piacere trovare persone che condividono la mia passione per l’approfondimento e che non si tirano indietro quando viene chiesto il loro punto di vista.

      So che non e’ sempre facile trovare tempo e modo per riflettere e scrivere, e che chi lo fa ovviamente sottrae il proprio tempo ad altro: sono estremamente grata a chi ha contribuito e a chi lo fara’, colgo quindi anche questa occasione per ribadire il mio grazie a tutti.

  2. Ciao Grazia, sono in arretrato con la lettura dei vari contributi e con la stesura del mio. Qui i problemi di connessione sono peggiorati e ancora non so come risolverli. Spero di riuscire a leggere tutto e ariprendere le fila di questo discorso così ricco di stimoli. Un abbraccio

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