Il Giorno che non c’era

 

Da pochi minuti è iniziato un giorno che non c’era, questo 29 febbraio che arriva troppo poco di frequente. Non sono scaramantica, amo vivere ogni quattro anni un giorno in più, regalato al mese in cui sono nata.

Del resto, quante volte ho sentito dire “che bello sarebbe avere una giornata di 25 ore, almeno ogni tanto”: questo è un mese con un giorno in più, un’occasione speciale, da utilizzare per se stessi. Potendo.

Potendo, potreste prendervi una giornata di ferie, e non solo dal lavoro, ma da tutto, per non dover rendere conto a nessuno e poter fare quello per cui non avete mai tempo.

Ad esempio, dormire. E non ditemi che è solo un mio desiderio: dormire senza sensi di colpa, senza rumori di sottofondo, alla giusta temperatura e senza stimoli fisiologici. Dormire.

O vedere, di seguito, The Artist, The Help, Hugo Cabret, The Iron Lady, Midnight in Paris, La Talpa, Una Separazione: e poi basta, che sono ore e ore di proiezione e anche il 29 febbraio di ore ne ha sempre ventiquattro.

Oppure passare la giornata in una Spa accompagnati dalla propria migliore amica (vale anche la versione maschile) per rimettersi in pari con qualche anno di racconti e sfoghi, tra vapori benefici e buffet a base di frutta e qualcosa di cioccolato.

Ovviamente questi sono i miei tre desideri sul podio: cercate i vostri, rimpiccioliteli nel caso, ma provate a realizzarli. Io pranzerò a base di frutta e cioccolato: di più non mi riesce, purtroppo.

E’ che non vorrei mai ritrovarmi con dei rimpianti. Ho sempre il ricordo, a tal proposito, del bellissimo finale di American Beauty, delle parole di Kevin Spacey/Lester Burnham, adattabili a qualsiasi momento di impasse personale. Eccole:

Ho sempre saputo che ti passa davanti agli occhi tutta la vita nell’istante prima di morire. Prima di tutto, quell’istante non è affatto un istante: si allunga, per sempre, come un oceano di tempo.

Per me, fu: lo starmene sdraiato al campeggio dei boy scout a guardare le stelle cadenti; le foglie gialle degli aceri che fiancheggiavano la nostra strada; le mani di mia nonna, e come la sua pelle sembrava di carta. E la prima volta che da mio cugino Tony vidi la sua nuovissima Firebird. E Janie, e Janie… e Carolyn.

Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c’è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita.

Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l’avrete.

 

(Photo credits: thanks to Thomas Debray)

8 thoughts on “Il Giorno che non c’era

  1. Io avrei voluto nascere un 29 Febbraio.
    Ho sempre trovato affascinante l’idea di avere un compleanno che, per tre volte ogni quattro, è un fantasma. Mi sarei sentito autorizzato a scegliere un qualsiasi altro giorno, a seconda dell’estro del momento, e considerarlo quello adatto per festeggiare.

    • Consolati: ho scoperto da poco che i bambini nati il 29 febbraio vengono registrati con la data del 28 febbraio (se mattinieri) oppure del 1 marzo (se tira tardi), cercando di evitare di registrare all’anagrafe nascite con data 29 febbraio.

      L’informazione mi arriva da un amico il cui figlio è atteso per questi giorni e che facendo una battuta al medico che sta seguendo la gravidanza della moglie gli ha detto così.

      Spero non sia vero😦

      • Mia nonna ieri, 29 febbraio, avrebbe compiuto 100 anni.
        Lei direbbe 25, poiché ogni volta le piaceva ricordare che era fortunata ad avere un compleanno ogni 4.
        E’ arrivata a 22 anni… e rotti!
        Da quanto ricordo sulla sua carta d’identità era indicato 29 febbraio. Sicuramente era così sul suo atto di nascita.
        Ma erano altri tempi, non c’erano i computer… che ci fanno perdere i giorni!

  2. “E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, vita”. Un pensiero magnifico…..essere contenti, grati della propria vita, perchè è la nostra!
    Cercherò oggi di godere ogni singolo istante: sono sicura che troverò tante cose interessanti che normalmente non notavo, presa dalla fretta di fare…….oggi avrò solo “fretta di vivere”!

  3. Io sono riuscita finalmente a strappare 1 ora e mezza al mio compagno per passeggiare al lago tutti e tre insieme. Le pulizie di casa ed il lavoro incombevano, ma oggi la giornata era davvero splendida. Peccato che il lungolago fosse invaso dai rifiuti.😦
    Comunque hai ragione: anch’io penso spesso che non vorrei avere dei rimpianti.
    Avevo cancellato il ricordo di “American Beauty”. Grazie per avermelo fatto tornare in mente e per avermi fatto venire voglia di rivederlo. Bellissime le parole del finale!
    Un abbraccio

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