Viaggio in Giappone

GUEST POST DI GUIDO ALLA SCOPERTA DI UN’ALTRA CULTURA

 

Quando ho parlato a Guido della mia intenzione di creare un Manifesto per riprendersi la cultura ho evidenziato che non potevo tralasciare di parlare delle differenze culturali tra i popoli.

Ho dovuto contrastare la sua pigrizia per farmi parlare del suo viaggio, in solitaria, in un Paese lontano e amatissimo, ma alla fine più che una chiacchierata ne è nato un bellissimo reportage fotografico, commentato dallo stesso Guido: non posso che ringraziarlo, quindi, con un inchino.

 

Un’esperienza di viaggio unica, immersa in una cultura contemporanea alla nostra eppure estremamente diversa, improntata al rispetto delle tradizioni in un contesto di ricerca e di sviluppo della tecnologia esasperato.

Forti contraddizioni, perfezionismo della forma, grande rispetto della collettività e dei meccanismi che le consentono di funzionare in modo quasi assoluto, talvolta a discapito delle fragilità del singolo che non riesce per qualsiasi motivo ad integrarsi, o a tenere il passo coi tempi e i ritmi frenetici.

Insomma, un Paese affascinante e ricco di contraddizioni, dove la modernità e il caotico dinamismo delle zone centrali delle città convivono e si integrano perfettamente con i Torii dei templi scintoisti che, inaspettatamente, appaiono girato l’angolo e che con le loro oasi verdi danno rifugio al frastornato viandante.

Il futuro e la modernità saldamente ancorati al passato, la tecnologia e la ricerca, il senso dell’onore, la sacralità della figura dell’Imperatore e delle feste tradizionali, l’abnegazione e la dedizione nei confronti del lavoro e dell’azienda per la quale si lavora, il forte senso di appartenenza talvolta in contrapposizione al desiderio di un’identità propria e univoca: decisamente un mondo a parte che incuriosisce e attrae, a volte respingendo proprio a causa della diversità, e di una scrittura e di una lingua ostica per gli Occidentali.

Anche la cucina è ricca di sapori contrastanti, forti e delicati, dal wasabi al filetto crudo del pesce più prelibato: una cucina che, a seconda della posizione delle diverse prefetture, risente delle influenze regionali e di quelle derivanti dai rapporti e dagli scambi commerciali intercorsi, sin dalla notte dei tempi, con i paesi più prossimi quali ad esempio la Corea e la Russia.

Dal Karaoke al teatro Kabuki, dalle Go Go Girl dei locali equivoci di alcuni quartieri di Fukuoka alle Geishe delle più raffinate case del tè di Kyoto: il teatro No e il Sumo, le sale da gioco Pachinko, le linee degli Shinkansen e i Rishò.

E la nostalgia, dopo questo lungo elenco, si prende troppo spazio. Quindi, semplicemente: grazie mille, Giappone, o meglio Nihon, arigatōgozaimashita!

 

Guido nel suo viaggio ha visitato le città e i dintorni di Tokyo, Fukuoka, Hiroshima, Kyoto e Nara, per poi ripartire per l’Italia da Tokyo: le foto pubblicate sono state scattate tutte da lui, tranne la seconda che lo ritrae e per cui ringrazia una gentile donzella coreana.

Per tornare al Manifesto, è vero, doveva bastare marzo per definirlo, ma, come ho scritto in una risposta oggi, credo che un blog sia uno dei pochi posti dove è possibile fare durare un mese più del previsto: a breve, comunque, arriva la sintesi degli ultimi contributi e poi cercherò di tirare le somme di questa iniziativa.

 

14 thoughts on “Viaggio in Giappone

  1. Anche per me è un viaggio dei sogni… Bellissime foto e bellissime riflessioni. Le contraddizioni di questo paese sono l’aspetto che forse colpisce di più. Credo che prima di avere la possibilità di visitarlo, purtroppo dovrà passare davvero molta acqua sotto i ponti…

  2. Dopo tre giorni riesco finalmente ad avere un po’ di tempo per commentare questo meraviglioso post.
    Ho sempre avuto un grande fascino per il Giappone, iniziato con la cultura dei manga e dei loro “cartoni” (il cui degno nome è “anime”) e sfociato poi nella loro filosofia e cultura che riprendono attraverso queste profonde animazioni.
    Proprio un altro mondo di cui non riusciamo a comprenderne il significato per via della matrice occidentale.

    Eh sì: un bel viaggetto dall’altra parte del mondo in quell’isola non mi dispiacerebbe affatto. Chissà, forse un giorno accadrà.

    P.S.: complimenti a Guido, foto meravigliose e a te towritedown per fornire sempre bellezze che ignoriamo!

    • Grazie mille, per la tua attenzione e per i complimenti:-)
      Se ne hai voglia, puoi dare un’occhiata al mio account su Pinterest (trovi il tastino nella spalla sinistra in homepage) dove ho creato una board per tutte le foto di Guido. Infatti, a parte quelle che ho pubblicato qui per il photopost, ne avevo molte altre: e mertitavano tutte visibilità.

  3. questo post mi ha accarezzato l’anima…anche io amo il Giappone, la sua gente e la sua cultura!🙂 e cerco di conoscerlo sempre meglio…l’anno scorso, ho approfondito il discorso sul teatro No ed il Kabuki, che ho riportato (anche se tagliato, perché era un lavoro che feci per l’università: sarebbe stato un post lunghisssssssimo! ma, se ti interessa, ti passo direttamente il file word!😉 ) in questo post: http://mytelltaleheart.wordpress.com/2011/04/16/il-teatro-kabuki/
    ho anche qualche libro che racconta il Giappone sotto varie sfumature….
    sono davvero felice di averti scoperta!😀

    • Cioa Ile, benvenuta!
      Mi fa piacere trovare persone che condividono i miei stessi interessi e lo fanno con una passione genuina: ho letto il tuo post sul teatro kabuli, interessante e coinvolgente.

      Spero di non perderti di vista!
      G.

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