Il Gioco del E se fossi

Libri illustrati per bambini E se fossi un leone E se fossi un topolino

A casa nostra il gioco del E se fossi è iniziato tanto tempo fa: è questa la dimensione temporale in cui abbiamo vissuto i nostri due ultimi anni insieme, così ricchi di eventi e cambiamenti da meritare il riferimento di un incipit favolistico.

Anche i due precedenti sono comunque durati tanto, ma pensiamo ora a due anni fa, a quel c’era una volta un bimbo che finalmente era in grado di restare concentrato per più di pochi minuti. E’ stato un punto di svolta nell’interesse di Pietro per i libri illustrati che gli proponevo: non solo ne era entusiasta, ma se ne appropriava, iniziava, a modo suo, a rielaborarli.

Ed ecco che è nato il gioco del E se fossi.

Merito di due libretti di Éve Tharlet, pubblicati in Italia da Nord-Sud Edizioni, purtroppo al momento fuori catalogo (ma una sana ricerca nei remaider dà sempre buoni frutti).

Éve Tharlet è una scrittrice e illustratrice francese: ed è anche una mamma.

Le storie da cui siamo partiti per il nostro gioco del E se fossi sono state scritte quando l’autrice era una giovane madre, il suo primo figlio era ancora piccolo e molto vivace. E’ lui, con i suoi giochi, la sua carica vitale, i suoi capricci, ad averle ispirato le storie e lo stile delle illustrazioni, che sono decisamente delicate e giocose.

Protagonisti sono sempre il bambino e il padre: una scelta molto significativa, che esalta il ruolo di guida, un po’ compagno di giochi ma comunque educatore, del padre.

In E se fossi … un leone? la voglia di diventare grande, di poter fare liberamente ciò che si vuole fa desiderare al bimbo di essere un leone feroce, un po’ prepotente, ma decisamente simpatico: se fossi un leone sarei feroce e farei paura a tutti. Potrei fare sempre quello che mi pare. Ma se tutti avessero paura con chi giocherei?

In E se fossi … un topolino? emerge la frustrazione opposta, quella di non essere più considerato il piccolo di famiglia, di avere nuovi piccoli doveri da rispettare. Ecco che allora il desiderio è quello di farsi piccoli, come un topolino, sparire dalla vista dei grandi e ritagliarsi una tana: se fossi un topolino nessuno mi potrebbe dare ordini, potrei giocare dalla mattina alla sera, potrei guardare i cartoni animati per ore e ore, mangiare tutti i lecca lecca che voglio. Ma… avevo dimenticato il gatto!

Della stessa serie Nord-Sud Edizioni ha pubblicato anche E se fossi … un uccellino? e E se fossi … un bebé? sull’arrivo di un fratellino in famiglia: purtroppo questi non li abbiamo ancora reperiti, ma siamo a caccia…

Tutti i volumetti sono consigliati dai due ai cinque anni circa: suggerisco, se li avete, di conservarli anche per dopo. Sono scritti tutti in stampatello maiuscolo, potrebbero diventare le prime letture dei bimbi in età scolare.

E il nostro gioco? E’ molto semplice: ci alterniamo, io, Pietro e suo padre a immaginarci altri, animali, giochi oppure oggetti sparsi per la casa. E ci inventiamo piccole storie: quelle di Pietro sono bellissime e così trasparenti da strappare sorrisi a tutti. Il gioco per lui è una occasione per rivelare i propri sentimenti e le proprie emozioni: ci avvicina, e io riesco a capirlo sempre meglio.

Con la recensione dei libri illustrati E se fossi … un leone? e E se fossi … un topolino? di , Éve Tharlet, pubblicati da Nord-Sud Edizioni nella collana Libri Illustrati, partecipo all’iniziativa il Venerdì del libro, che vi invito a conoscere.

13 thoughts on “Il Gioco del E se fossi

  1. cento e più anni fa, quando facevo un altro lavoro, ho visto applicato il gioco del se fossi per stimolare creativamente i clienti ed elaborare una strategia di marketing,.. tutt’ora, in altri ambiti, mi accorgo di applicare questa tecnica, curiosa coincidenza🙂

  2. Bello questo gioco, pensa che l’ho considerato solo per bambini piccoli, mentre leggendo il tuo post – voler essere grandi (leone) e voler essere considerati ancora piccoli (topolino) – trovo sia un gioco da riproporre a casa mia. So già i miei figli tenteranno di raggirare l’ostacolo imitando eventuali animali proposti (qui si gioca spesso a ” facciamo che io ero…..” e sono sempre animali😉 ) quindi sarebbe d’aiuto il libro. Purtroppo sono veramente introvabili, l’autrice ha proposto molto per la Nord Sud, alcuni li abbiamo, ma questi titoli non li ho visti nell’ultimo giro da Daelli (dove si trova molto della Nord-Sud) e neppure da Amazon che è in promozione con i remainders.
    “Ripieghero'” sulla biblioteca (la nostra è fornitissima) e ci giocheremo.

    Nel commentare al Vdl con la mia proposta mi sono permessa di mettere il link del tuo post sulla rabbia (visto il bellissimo titolo di Paola), post che ho riletto altre volte e che mi ha fatto riflettere. Avrei voluto commentare ancora ma, non so perché, non riuscivo. Nel frattempo sono andata avanti con la Via dell’Artista. Sai che è veramente illuminante (ringrazia tua sorella per il regalo!?)?
    Alessandra
    p.s. grazie per la segnalazione della libreria Studio B**K, ci sono stata il giorno del giro da Daelli; sono entusiasta e vorrei riuscire a fare il corso sull’illustrazione.
    p.s.2: ho fatto una specie di give away con book crossing, a me è sembrata una trovata geniale, forse non lo è veramente, ma se vuoi partecipare o dare la tua opinione…….

  3. Mettersi nei panni dell’altro, sentirne sensazioni e sentimenti è uno degli insegnamenti più utili che possiamo dare ai nostri figli. L’empatia è alla base della comprensione e dell’andare incontro agli altri. Mi piace molto questo librino, grazie!:-)

  4. Pingback: Venerdi’ del libro: La danza della rabbia | Homemademamma

  5. Questo gioco lo facciamo anche io è il mio Nanetto. È’ un modo per creare empatia. Dal se fossi….escono sempre fuori mille argomenti di cui parlare insieme…..
    Adoro parlare con mio figlio!!!!

  6. In questi mesi un pò di tensione ho cercato vari modi per capire le emozioni che la canaglietta stava provando e da cosa potessero essere scaturite. Abbiamo giocato a impersonare maestri, compagni di classe, ma non sempre le cose sono chiare.
    In biblioteca ci sono e sfrutterò anche questa possibilità.
    Grazie

  7. Noi giochiamo spesso al “facciamo finta…” e si mette in modo un meccanismo molto simile al “se fossi…”. Carino il libro che suggerisci, non lo conoscevo.

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