(In) Coerenze di Famiglia™

 

L’ultima cosa che mi preoccupa è di essere coerente con me stesso.
André Breton

Sono una donna incoerente, lo so: e proprio perché lo so mi lascio andare a una piccola riflessione sulle scelte che ho fatto negli ultimi mesi per l’educazione di mio figlio.

La scelta della scuola dell’infanzia, ad esempio: dopo lunghi pensamenti e altrettanto lunghi ripensamenti, dopo avere tenuto in piedi due preiscrizioni fino a inizi settembre, ho iscritto Pietro a una scuola paritaria cattolica, comoda come orari, ricca come attività,  funzionale come location per il mio lavoro.

Io, che pur essendo cattolica ho sempre tifato per l’educazione libertaria, io che avendo frequentato sia scuole pubbliche che private ho sempre preferito le prime, ho fatto una scelta da compromesso storico.

Più o meno due mesi fa ho terminato l’inserimento di mio figlio: a parte i primi giorni, quelli in cui mentre io lo blandivo con un entusiastico andiamo a trovare tutti i tuoi amici, lui mi rispondeva con un laconico non sono miei amici, qui non conosco nessuno, andiamo al nido, l’inserimento è stato un successo ed ora va alla sua nuova scuola sereno e pieno di aspettative.

Dopo questo scoglio, abbiamo affrontato insieme anche l’inserimento di una nuova figura: la babysitter.

Una novità, perché negli ultimi tre anni ero riuscita a cavarmela con il solo ausilio del nido e, in qualche sporadica occasione (quantificabile in non più di sei, sette volte) delle nonne.

Questo secondo tipo di inserimento è stato molto più difficile del previsto: nonostante la nostra babysitter vada a prenderlo solo tre volte a settimana e stia con lui non più di un’ora e mezza, talvolta due, per Pietro l’ultimo pensiero della sera e il primo del mattino è sempre lo stesso, chi mi viene a prendere a scuola.

Pietro non è mai stato abituato ad altre figure di accudimento al di fuori di me, del padre e dei nonni (nido escluso) e questa cosa, soprattutto nei primi tempi, si è fatta fortemente sentire: per capirci di più ho cercato di confrontarmi con un po’ di mamme e ho girato in rete, senza cavarne molti consigli, però.

Riguardo al tema confronto con le altre mamme, dopo la bellissima esperienza con quelle degli amichetti del nido, sto trovando un po’ di difficoltà a legare con le nuove mamme della materna: in sintesi, se Pietro è ben inserito, io forse no. Ma datemi altro tempo: sono ancora agli inizi.

Tornando invece alla babysitter di Pietro, lei è indubbiamente il simbolo della mia incoerenza: perchè se ho scelto una scuola cattolica, con insegnati decisamente mature, per la babysitter sono andata in direzione opposta.

Lei è una ragazza giovanissima, ai primi anni di università, cresciuta da genitori libertari e con una formazione decisamente alternativa: non deve essere un’educatrice per mio figlio, ma la compagna della merenda e degli ultimi giochi del pomerigio. E la cosa sembra funzionare, anche per una mamma incoerente come me.

12 thoughts on “(In) Coerenze di Famiglia™

  1. Alla coerenza a tutti i costi preferisco la scelta dettata dalla riflessione.
    Comunque, se ti può rassicurare, mio figlio, coetaneo del tuo, dopo due anni di nido e due mesi di materna in cui il 98% delle volte è andata a prenderlo la NonnaPaterna, tutte le mattine mi domanda chi andrà a prenderlo. Credo faccia parte del rito del distacco.

  2. Anche il mio fglio piccolo-adulto di 9 anni me lo chiede da un anno in qua e sono state le sue quattro paroline dette ogni mattina a soglia varcata che mi hanno fatto sorgere il dubbio di poter stare a casa per sempre. Ma forse i tempi erano gia` maturi per questa scelta.
    In quanto a babysitter i miei figli sono abituati dallo svezzamento perche` ogni settimana io e mio marito ci assentiamo due sere. Ne ho avute moltissime. All’inizio erano universitarie che poi iniziavano a lavorare. Adesso e` una signora con un figlio grande, rumena, ha preso i nostri bambini come fossero suoi. Sono stata selettiva nella scelta: doveva comunque essere una persona sana anche nell’animo. Non per discriminazione solo per protezione.
    Scake

  3. La coerenza non è necessariamente un valore. Anzi. Ne parlavo, per motivi diversissimi, questi giorni a scuola.
    Le scelte io credo sia importante che siano meditate. Poi si vede. Sulla scuola, come immaginerai, io sono a favore della pubblica, ma perché mi percepisco anche e innanzi tutto come servitore dello Stato.
    Una sola cosa però: secondo me non si chiama paritaria, la tua scuola di infanzia. E’ una scuola privata, alla quale probabilmente lo Stato dà una parte di quei soldi che non dà a me, magari senza far pagare loro l’IMU. Ci sono mille motivi, tutti buoni, per scegliere questa. Però di questo si tratta, io credo.

    • Essendo di proprietà di un istituto religioso, credo proprio che l’IMU non la paghino. A dire il vero quasi tutto il quartiere di Cimiano, a nord est di Milano, è di proprietà di istituti religiosi: chilometri quadrati esenti da IMU almeno per tutto il 2012. Per l’anno prossimo si vedrà.

      Le mie scelte, oltre ad essere incoerenti, non sono quasi mai definitive: il prossimo anno si vedrà anche per noi.

      Per quanto riguarda il tipo di scuola, la dicitura è istituto paritario, ma di certo non è un istituto statale: però non sono un’esperta ed è proprio dai blog di insegnanti che sto cercando di capirne di più. La voglia di capire effettivamente batte l’incoerenza, talvolta.

  4. Credo che il tema scuola pubblica o privata sia un altro di quelli per cui rimpiangerai un po’ il tuo trasferimento in Lombardia dall’Emilia (però vorrei farti leggere la lista del ‘corredino’ di inizio scuola dell’infanzia di Nic, in cui in pratica mancava solo la carta igienica). Ma come in altri ambiti, anche per scuola e baby-sitter dipende dalle persone (più che dalla struttura) e credo che la scelta giusta in assoluto e garantita a priori non esista, ma sia semplicemente quella che fate voi come genitori per il vostro bimbo. Comunque complimenti per l’immagine del post e buona fortuna!

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