E poi non sei più l’Unica

Io e Pietro

 

Che tu ti eri innamorato io non lo avevo capito.

Colpa tua che non mi raconti mai fino in fondo la tua giornata: che mi saluti al mattino da quella finestra, facendo la formichina innamorata che cammina sul vetro seguendo le mia mano dall’altra parte, che mi lanci baci con la mano già appiccicosa di qualcosa (come fai a sporcarti così, sempre e comunque, resta per me un mistero), che mi guardi fino a che non scompaio dalla visuale.

Cosa fai dopo? Quando ci rivediamo, alla sera, mi parli di dinosauri, di macchinine, di disegni di mostri, di poesie e di canzoncine. E snoccioli i nomi di tuoi amici, tutti maschili, nome e cognome, così, per non creare equivoci.

E quindi come facevo a scoprirlo da sola, che ti eri innamorato?

Poi suor Angelina (fa tanto romanzo d’appendice, ma è proprio così che si fa chiamare) mi dice che ha bisogno di parlarmi: e mi racconta che da settimane capitano ogni tanto episodi fastidiosi con una bambina che di anni in più di te ne ha due.

Quali episodi? chiedo allarmata. La morde, le tira i capelli, non la lascia in pace quando gioca. Insomma, è la conclusione di suor Angelina, Cecilia a Pietro sta proprio antipatica.

E per settimane non mi dite nulla? richiedo sempre più allarmata. I bambini, mi spiega, devono essere lasciati liberi di sistemare le proprie faccende da soli, si prendono le misure, adottano contromisure, pareggiano conti (più che una suora, uno stratega militare).

Solo che in questi giorni Pietro ha un po’ passato il segno, continua suor Angelina: in un incontro scontro ha addentato profondamente il braccio della bambina, la madre di Cecilia si è risentita. Sono richieste, in parole povere, scuse ufficiali.

Vado in tilt, lo sapete, sono una madre approssimativa.

Preoccupata, porto Pietro in uno dei posti dove mi è facile trovare una chiave di accesso diretto ai suoi pensieri, quelli che trincera dietro a dinosauri, canzoncine e disegni: lo porto in biblioteca.

Ché lui non sembra volerne parlare, sembra non volermi stare a sentire quando gli chiedo di Cecilia: perché ti è antipatica, perché avete litigato, perché l’hai morsic… E qui mi sono illuminata! Mio figlio non solo è amplificato come me, è anche malato come me, e le cose che gli piacciono in qualche modo le divora.

Quindi ho fatto la domanda giusta, finalmente: perché ti piace Cecilia?

E qui il mio piccolo uomo si è lasciato andare, e mi ha parlato di capelli biondi e ciglia lunghe, di denti bianchi (denti bianchissimi), di una bella gonna rosa da principessa, di un peluche a forma di pecorella (niente battute, please)

Ok, mi sono detta, tutto a posto: gli piace. Ora gli spiego per bene che ciò che piace non va morsicato: e soprattutto trovo il modo di spiegare alla madre di Cecilia come funziona il meccanismo mi piaci e quindi ti mordo che ho trasmesso con il dna a mio figlio.

In realtà, e questo l’ho scoperto la mattina dopo, tutto a posto un cavolo: ma tu, con i tuoi nuovissimi quattro anni, non dovevi essere ancora innamorato di me?

Che è sta biondina sbiadita? Con i codini, per di più. E’ almeno quindici centimetri più alta di te! E quando ti ho detto, dopo avere attraversato di corsa l’atrio senza neanche guardare (io, almeno):

–  Chissà se è già arrivata Cecilia che dobbiamo chiederle scusa.

Tu mi hai risposto:

– C’è già, è sulla panchina, per mano a suor Angelina.

Una panchina, quale? La curi, quindi, la tieni sotto sorveglianza. Ok, ti sei innamorato: ma è davvero troppo presto, amore mio,  troppo presto per me che credevo di essere l’unica.

***

Lo sapete che domenica prossima è la festa della mamma, vero?

Per questa occasione è stato organizzato un Comitato Liberazione Mamma, ideato da 50 sfumature di mamma per  raccontare, nel mese precedente alla ricorrenza dedicata a tutte le mamme, quanto possa essere difficile ed inaspettatamente complicato essere madri.

Questo post è indubbiamente dedicato a questo fantastico Comitato!

18 thoughts on “E poi non sei più l’Unica

  1. che tenerezza🙂
    Io nella foga di crescere un bimbo indipendente e autonomo, forse forse sto anche crescendo un piccoletto per il quale sono trasparente… o forse è presto? Ha 15 mesi, proprio oggi… Dimmi che è presto e che un giorno mi guarderà con gli occhi dell’ammmore…

  2. Che meraviglia questo post, cara Grazia! Mi spiace per il tuo cuore infranto, ma credo sia il caso di farsene presto una ragione. Io sono alle prese con: “Via mamma, lascia stare papà, non si tocca!” Ehehe, pure questo non è che fa troppo bene al cuore di mamma…
    E comunque mi è venuto da ridere perchè mio nipote, più o meno dell’età del tuo Pietro, ha dato un morso ad una bambina, ma perchè era lei ad essere innamorata di lui e dopo un idillio iniziale, mio nipote si è stancato delle soffocanti attenzioni di lei…
    Un abbraccio

  3. Ti devi abituare!!!! Da mamma di un bimbo di 8 anni….te lo dico con tutto il cuore: si innamorano, si fidanzano, si lasciano poi ne trovano un altra e poi….e poi….e poi….continuano così fino a non so che età…..
    Qualche giorno fa: ” mamma sai che mi sono fidanzato con chiara?” Ed aggiunge: “finalmente!!!!” …..cioè per dire….che sono anche determinati!!!

    Ti offro un piccolo conforto…..passa da me….
    Un bacione

    • Sono passata da te e ti avevo scritto un commento per ringraziarti, ma qualcosa stasera rema contro perché non sono riuscita a pubblicare!
      Riprovo quindi domani, per ora ti ringrazio, di cuore, da qui🙂
      Grazia

  4. Pingback: Piccoli tesori sparsi per la rete – maggio

  5. oggi pomeriggio non avendo molto da fare ho trovato questa frase…

    “La mamma tiene la mano del suo bambino per un pò, il suo cuore per sempre”

    Sarai sempre tu la sua prima fidanzata….

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