Se io fossi il Sindaco

E DEL PERCHE’ ABBIAMO TUTTI UN IMPORTANTE APPUNTAMENTO IL 24 E 25 FEBBRAIO 2013

Recensione Libro illustrato Se io fossi il sindaco Sironi editore

“Se io fossi il sindaco, nessuno in città andrebbe a letto a stomaco vuoto!”
La voglia di essere cittadini attivi si coltiva fin da piccoli…

Quanto siete d’accordo con queste frasi?

Loro, le frasi, arrivano da un libro illustrato per bambini e ragazzi (consigliato a partire dai cinque anni) presente da qualche settimana in libreria grazie all’editore milanese Sironi che lo propone nella collana Semi di zucca.

Un libro da leggere insieme ai nostri figli per spiegare loro, grazie ad una storia coinvolgente narrata da una bambina e da belle immagini che si stagliano a grosse pennellate su uno sfondo verde speranza, cosa significa prendersi la responsabilità di essere cittadini.

Illustrazione dal libro Se fossi il sindaco di Rashin KheiriehSe io fossi il sindaco unisce i testi di Kim Cecil alle illustrazioni di Rashin Kheyrieh per raccontare, da un punto di vista infantile, cosa significa scoprire che il mondo non è uguale per tutti, che esistono le ingiustizie sociali e che non sempre le soluzioni sono a portata di mano.

Tutto ha inizio quando Juanita, una bambina brasiliana, accompagna la mamma a fare la spesa: gli acquisti sono ricchi e abbondanti, di quelli che riempiono il carrello e che tengono il frigorifero ben rifornito per un’intera settimana. Juanita sceglie i suoi cibi preferiti, ancora ignara del fatto che non per tutti è possibile una simile libertà.

Uscite dal supermercato, Juanita e la mamma caricano la macchina con la spesa e si immettono nel traffico, subito bloccato da una manifestazione. La mamma spiega che si tratta di una campagna elettorale: È un po’ come la pubblicità, solo che non è per una cosa ma per una persona. Il signor Soriano vuole diventare il nuovo sindaco di Brasilia e con il loro aiuto può fare conoscere alla gente le sue idee per la nostra città e chiedere di essere votato.

Per evitare la manifestazione, la mamma fa un percorso nuovo, inoltrandosi in un quartiere povero: è qui che Juanita vede una donna attorniata dai suoi bambini chinarsi sul bidone dell’immondizia in cerca di qualcosa di commestibile.

La sorpresa iniziale diventa prima consapevolezza dei propri privilegi e poi desiderio di contribuire, con la partecipazione, all’eliminazione delle ingiustizie: quello che la bimba scopre si trasforma quindi in un vero e proprio inno all’impegno etico e civile.

Memore della manifestazione e delle spiegazioni della mamma, anche Juanita decide di creare un suo programma elettorale da sottoporre al candidato sindaco: proposte concrete per il bene di tutti, novità da inserire nel quotidiano per rincorrere la speranza e trasformarla in realtà.

Con un linguaggio semplice e belle illustrazioni, il libro arriva al cuore del tema dell’impegno politico: è sempre possibile lavorare insieme per migliorare il mondo.

Nutro la speranza che chi passa di qui ricordi questo post nel fine settimana oramai in arrivo, quello delle elezioni politiche 2013: essere cittadini, andare a votare, richiede impegno, consapevolezza, fatica anche, ma è un investimento da fare per contribuire al superamento di ogni forte crisi, sia essa economica, sociale, morale, culturale.

Come ha scritto qualche giorno fa Valentina Stella, il cielo oggi è troppo azzurro per non crederci. E per non lottare per questo, che è il posto più incantevole che abbia mai visto.

Lo penso anch’io: il nostro Paese, la nostra Italia, è il posto più incantevole che io abbia mai visto. Merita di più. E’ per questo che dico che non potete non andare a votare: fatelo per il domani, se non vostro, dei vostri figli e dei vostri nipoti.

Tornando a Se io fossi il sindaco, sul sito dell’editore potete scaricare le prime pagine del libro e una scheda che propone tre diverse attività ispirate dal testo da proporre ai vostri bambini: le schede sono rivolte agli insegnanti e al lavoro in classe, ma a mio parere possono essere adattate anche per le attività individuali.

In particolar modo segnalo il terzo esercizio, finalizzato ad aiutare i bambini a capire la differenza tra i beni comuni e quelli propri, per imparare a distinguere e, allo stesso tempo, a valorizzare oggetti, luoghi e spazi condivisi.

Creare lettori e creare cittadini sono due attività con molti punti in comune: in primis, regalano da subito l’accesso al concetto di libertà. Prima si inizia a lavorarci e meglio è.

Con la recensione del libro illustrato Se io fossi il sindaco, testi di Kim Cecil e illustrazioni di Rashin Kheyrieh Herriott, edito da Sironi nella collana Semi di zucca, partecipo all’iniziativa il Venerdì del libro di Paola, che vi invito a conoscere.

17 thoughts on “Se io fossi il Sindaco

  1. Sì grazia concordo su tutto e quelli che non andranno a votare per la neve, così è stato detto anzi previsto, non hanno coscienza, civica. Io adoro l’Italia non me ne andrei mai e ho fiducia nel cambiamento. Però che freddo!!!

  2. Molto interessante e attuale, bravissima, ti appoggio in pieno!Mi incuriosiscono el schede di cui parli all’inizio del libro, lo cercherò!Mi fa venire in mente l’iniziativa promossa dal sindaco del mio paese di accogliere i suggerimenti dei bambini delle scuole per migliorare i servizi rivolti all’infanzia, gli spazi verdi ecc….proposte positive per migliorare l’ambiente in cui viviamo!Buona votazione!:-)

  3. Grazie per questa segnalazione ma soprattutto proprio per il post che hai scritto: un monito importante! I nostri figli sono i cittadini di domani, vanno educati fin da piccoli.
    Speriamo bene per le elezioni…io sono un pò pessimista purtroppo, in generale, ma non mi esimerò assolutamente dall’esercitare il mio diritto-dovere di voto.

    Ciao e alla prossima!

  4. Pingback: Venerdi’ del libro: Italiani di domani | Homemademamma

  5. Aiutooo. Ma non avevo lasciato un commento? Non è che è finito nello spam? O sono solo invornita…. (probabile l’ultima).
    Comunque avevo già pinnato nei giorni scorsi questa tua proposta. Lo cerco e poi torno a commentare.

  6. Che bel post! E che bel libro! Vorrei che Miranda avesse già 5 anni per proporglielo…:D Però è un’ottima idea anche per i miei futuri alunni della primaria.
    E poi assolutamente giusto l’invito ad andare a votare, sempre e comunque. E’ un diritto troppo importante conquistato a caro prezzo da chi ci ha preceduto per sprecarlo.

  7. Pingback: (Ancora) Una Stanza Tutta per Sè | ToWriteDown

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