This Moment

Al Parco Lambro

C’è una cosa che ho imparato da poco: dal dolore si può guarire.

Si può cominciando con il guarire una sofferenza causata da una situazione particolare, come un amore perso, la malattia di un familiare, un sogno infranto, il ricordo di una passione estinta.

Per giorni, settimane, mesi e anni, è quello il primo pensiero al mattino, l’ultimo alla sera – l’unico, spesso, a tutte le ore.

Vederlo sbiadire sembra così difficile che lo si trasforma di volta in volta in altro. Lenirlo sembra così imposibile che l’intensità si acuisce, senza motivo, di tanto in tanto.

Ma poi inizia ad allontanarsi: la mente si snebbia, il cuore si ritrova ad avere più spazio nel torace.

E quello che viene guarito, alla fine, è un altro dolore, quello che sottende tutti gli altri, quello che nasce dalla paura di essere, come scriveva il poeta Rainer Maria Rilke, ineluttabilmente soli.

Guarire dal dolore significa guarire dalla solitudine. Guarire, alla fine dei conti, è mettersi in contatto con gli altri, è condivisione.

C’è un antico detto che ogni tanto sento ancora pronunciare attorno, con un mezzo sorriso sulle labbra: mal comune, mezzo gaudio.

Ho sempre pensato che fosse una frase triste, da persone invidiose, da persone infelici: negli ultimi tempi mi è sorto il sospetto che invece ci sia dell’altro e che queste persone, magari inconsapevolmente, abbiano trovato una formula segreta che io ancora non conosco.

Condividere, non isolarsi, dà modo al dolore di trasformarsi in qualcos’altro, qualcosa che può effettivamente essere utile. Si chiama esperienza.

E quindi quando ci sono momenti così, grigi, neri e lumacosi, quando il futuro riveste poco interesse e il passato dà solo brutti ricordi, la soluzione è quella di restare nel presente.

Restare nel momento in cui si è diventa l’unico modo sicuro di vivere: se poi lo si divide con qualcuno, con molti qualcuno, diventa più facile arrivare al momento successivo.

16 thoughts on “This Moment

  1. Ho letto il tuo post. Poi l’ho riletto. Poi ancora mi sono fermata un attimo a pensare. Al tuo dolore. Al mio. A quello di tanti. Ai tanti tipi di dolore. Sono riaffiorati ricordi. Non sono riuscita ad afferrare coscientemente ciò che affermi, ma penso tu abbia ragione. E ho ritrovato questa ragione proprio nei miei ricordi. Tuttavia mi sono sentita sola. Sarà questa giornata così inquieta. Saranno certe parole che hanno rievocato in me antichi e nuovi pensieri e preoccupazioni. Non so.
    Se è vero che mal comune, mezzo gaudio, che sia così. Mi metto al tuo fianco in questo momento. Anche se solo virtualmente…

  2. Il dolore è parte della vita ed esperienza comunque, da soli o in compagnia. Concordo completamente con te sul fatto che la condivisione sia un ottimo modo per lenirlo e lasciarlo scivolar via più facilmente…infatti eccomi qua, accanto a te. Con un sorriso.
    Stare nel qui e ora credo sia la formula per la serenità, forse anche per la felicità.
    Un abbraccio,
    a presto!🙂

    • Stare nel presente significa per me godermelo, cosa che negli anni passati evitavo con cura. Guardavo molto indietro e molto avanti, mai al momento.
      Pietro mi ha insegnato anche questo.

  3. Tempo fa ho scritto un post sul confronto. Se ti va leggilo, penso ti possa aiutare e in fondo conferma quello che dici tu…..il confronto e’ essenziale soprattutto quando si vive un dolore immenso. Sul vivere il presente sono meno d’accordo….credo che invece cercare di vedere il futuro sia importante….perché se il futuro che vedi non ti piace ….puoi trovare la forza per rimboccarti le maniche per farsi si che il tuo presente si muova verso un futuro….migliore…..
    http://friendonthemoon.blogspot.it/2012/01/confrontarsi.html?m=0

    A presto
    Moonlitgirl

  4. Grazie per quello che scrivi che mi piace perchè ha il sapore dei 12 passi e perchè nel potere della condivisione credo molto. E credo molto anche nel fatto che non sia il tempo da solo a guarire, ma come lo si utilizza, quello che facciamo nel tempo, che comunque deve passare.

  5. Grazie. Per aver dato voce a un dolore e ai ricordi mai dimenticati, per avergli permesso di tornare a galla e (forse) tornare giu’ in fondo un pochino piu’ leggeri.
    In questi primi giorni dell’anno nuovo fa bene lasciare andare per fare un po’ di posto e andare avanti. E sapere che c’e’ qualcuno che condivide quello che provi.
    Grazie.
    E buon anno!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...