Sai

Ce li avete ancora i vostri diari di scuola? Quelli pieni di biglietti del tram e del cinema, degli ingressi ai parchi e ai musei, di tovaglioli di carta dei bar e di foglie autunnali oramai sbriciolate.

Pieni di firme (perché si facevano firmare? Come le borse e gli zaini, perché?), di annotazioni, di stralci di conversazione, pensieri che assomigliano a poesie.

Questo lo scrisse su uno di quei diari un amico, un sognatore.

Sai questa angoscia che mi prende non è un fatto di sempre
non è che stia lì in agguato, come un giaguaro,
notte e giorno per assalirmi e divorarmi.

E’ una cosa strana che non so neanche dirti, neanche raccontarti. 

So che mi succede quando, per un particolare di tutto sommato scarso rilievo,
una sfumatura da niente nel cielo blu di tarda estate,
magari dopo un temporale più forte del normale,
improvvisamente si svela – ovvia come un sorso d’acqua,
acuta come una morsa alla bocca dello stomaco, sconvolgente.

Scritta in un ossequioso blu Bic, c’è ancora. Lui non so dove sia.

Come non so cosa mai volesse dirmi. So solo che qualche mese dopo decise di cambiare vita, cambiarla come può fare un ragazzo di neanche diciotto anni: smise di frequentare, si trovò un lavoro, e poi un altro e un altro ancora.

E una volta maggiorenne cambiò città, giri, amicizie.

Viveva da una zia l’ultima volta che lo incontrai. Ed era felice, felice come può esserlo un ragazzo che ha scelto come vivere la sua vita.

20 thoughts on “Sai

  1. non tutti no, non li ho tutti anche perchè ho cambiato diverse case e si sa quando imballi tendi a buttare magari minimizzando il valore di certi reperti. Però ho quello del terzo anno di superiori di certo l’anno più bello del percorso non obbligatorio perchè io ho frequentato una scuola 3 + 2 per cui al terzo anno esami e saluti. E all’epoca 4^ 5ì non c’erano nello stesso istituto per cui cambiai proprio scuola e mi trovai meno bene. I primi 3 invece furono davvero una favola. Mi ha fatto venire tanta voglia di leggerlo, ma ora è a casa dei miei. Devo recuperarlo presto. Bacioni

    • Io ho frequentato cinque anni di fila nello stesso istituto e devo dirti che anche per me il terzo anno fu il migliore: un punto di svolta, con amicizie più solide, più sicurezza in me stessa, più consapevolezza delle mille possibilità che mi si aprivano davanti.

      Ancora oggi penso che i miei diciassette anni siano stati fenomenali.

      Non farmi pensare a quanto tempo fa è stato😉

  2. Una Smemo del liceo in particolare ce l’ho e su una pagina dopo i compiti c’e’ uno sfogo di una mia compagna di classe che parla a se stessa del suo ragazzo e del perche` non riescono a stare assieme. L’ho ospitata li` perche` aveva capito che il papa` le leggeva il diario di scuola…
    Quando lo rileggo torno tra quei banchi e invece che ricordare i prof, le prove, i temi, i voti metto a fuoco “noi”, i miei compagni, quello che ci dicevamo e come lo vivevamo.
    Grazie di questo post.
    Scake

    • Forse anche lui aveva scritto sul mio diario per questo motivo.
      A me è rimasta la sua traccia: è questo che fanno i diari scolastici, permettono di conservare tracce di altri, persone che un tempo furono a noi molto vicine.
      Grazie per il tuo ricordo, Scake.

  3. Noi dell’UF (ultima fila) all’ultimo anno del liceo avevamo addirittura un quaderno tutto nostro che passava avanti e indietro tra i nostri cinque banchi per tutta la mattina. Alla fine dell’anno erano tantissimi quaderni pieni zeppi di noi e della nostra adolescenza che nessuna si è portata a casa e il bidello deve avere buttato via. Se invece se li è letti, secondo me sta ridendo ancora adesso…

    • Mi hai aperto un ricordo grande come una casa!
      Non capisco come posso averlo offuscato finora: anche noi avevamo questi quaderni! Erano chiamati i quaderni verdi ché li sceglievamo sempre con la copertina di questo colore.
      E sono stata io a tenerli, poi! Dove saranno finiti?

  4. Ooooooooooooh :’-)
    Le Smemo delle superiori, tanto piene che dovevo tenerle chiuse con l’elastico, tutte lì, vicine vicine in uno scatolone in garage che mi ha seguito in tutti i traslochi. Prima di trasportarle da un posto all’altro ne ho sfiorato la copertina, ma non ho avuto il coraggio di aprirle…

  5. ma quant’è bello quello che hai scritto…che malinconia, che ricordi anche se non l’ho mai avuto un diario così ma che piacere mi dai lo stesso, grazie!

  6. Certo che si! quelli del liceo li ho lasciati a casa dei miei. Non ho spazio ne testa per recuperarli ora, ma va bene sapere che son lì.
    Nell’ultimo trasloco, in attesa di Binotto, invece ho strappato e buttato una decina di vecchi diari – erano quaderni, agende – dove annotavo meticolosamente i miei deliri di adolescente prima e giovane aspirante donna dopo. Uno stanzino umido li aveva sciupati e io, in quel momento, non sopportavo di trovarmeli tra le mani. E poi avevo decisamente troppe cose a cui trovare un posto.
    In uno ho trovato la lettera di un tipo che non si era firmato, un qualche innamorato credo. Ci ho pensato tanto, ma non sono riuscita a dargli ne un nome ne un volto.
    Buona giornata,
    a presto!🙂

  7. Anche questo post capita a proposito! La prossima settimana ci sarà la famosa cena di classe con i compagni del liceo, finalmente ritrovati ed io mi sto contorcendo per cercare di decidere se andare o meno, perchè qui virus e batteri continuano ad imperversare. Nel caso dovessi averla vinta io, la prossima settimana farò ritorno al paesello e avrò occasione di tirare fuori i miei vecchi diari. Che meraviglia e che ricordi! E che brivido riaprili! Ho sempre l’impressione che in quell’età abbiamo raggiunto profondità non più raggiungibili, perchè si cambia e si cresce e ci sono cose che magari uno non ridirebbe e non farebbe mai più, ma che all’epoca avevano un grande senso, uno sguardo più lontano, quello che si riesce ad avere solo da adolescenti.

    • Un anno fa, a novembre, sono andata alla cena organizzata al mio paese per i nati del 1971: quarant’anni. L’invito era transitato tramite mia madre circa due mesi prima ed è stata lei l’entusiasta. Ha insistito fino all’ultimo per farmici andare.

      Io ero molto combattuta, tanto che ho deciso il giorno stesso: ho ritirato Pietro dal nido, ho caricato in macchina lui e una borsa e ho preso l’autostrada.

      Lasciato il bimbo ai miei, mi sono presentata al ristorante inattesa: ed stata una delle serata più belle degli ultimi anni.

      Non perdere l’occasione di stare con la te adolescente per una sera.

      • Cara Grazia, ti ringrazio per questa tua risposta, perchè sono qui tentennante. Una parte di me vorrebbe andare, l’altra pensa “Oddio! Carica tutto in valigia, vai con Miranda all’aeroporto, scendi dall’aereo, viaggio fino a casa dei miei, riambientamento di Miranda che non si ricorda più che faccia hanno i nonni, panico di quella sera perchè non so se lei starà tranquilla con loro mentre sarò alla cena, viaggio di ritorno”. Insomma sono qui che guardo il sito Alitalia e dico “Lo faccio o non lo faccio?”Ecco, forse è proprio il caso di farlo…

  8. Pingback: Passaggio (II) | ToWriteDown

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