Se Riesco a Stupirmi

PERSONAGGI CON UNA VITA PROPRIA

 

Ieri sera ho realizzato che sto leggendo lo stesso libro da un mese: vado avanti lentamente, torno indietro molto spesso, mi areno su alcune descrizioni, mi incanto su certi dialoghi.

Lui, il bel tomo, è Middlesex, secondo romanzo di quel Jeffrey Eugenides che ho deciso di affrontare partendo dall’ultima opera, La trama del matrimonio (di cui ho già parlato qui).

Loro, quelli che mi rallentano la lettura, sono i suoi personaggi: costruiti ad arte, assortiti meglio di una scatola di cioccolatini Godiva, occhieggiano da abiti d’altri tempi appena indeboliti da impunite relazioni familiari e alla ricerca di improbabili affermazioni sociali.

Avevo iniziato Middlesex con l’intenzione di partecipare a un gruppo di lettura incentrato su questa opera: l’incontro si è tenuto due settimane fa senza di me, ché la lettura va avanti, appunto, al rallenty.

Nel frattempo ho letto anche altro: direi due romanzi e un racconto, sì, tre storie compiute che hanno interrotto a loro modo la full immersion nel mondo di Middlesex. O, dovrei meglio dire, nella psiche dei suoi personaggi.

Perché sono loro quelli che mi interessano, indipendentemente dalle vicende che le loro esistenze intrecciano: mi affascina la loro eccentricità, il loro volere trovare un posto nel destino del mondo, il loro voler sorprendere me, lettrice, spettatrice, testimone mio malgrado.

Capiamoci: non lo so se questo modo di descrivere protagonisti e coprotagonisti mi piace veramente. Credo sia molto facile costruire un personaggio partendo dalle sue stravaganze, da origini misteriose che possono sempre venire utili nella narrazione, dal suo porsi in modo ribelle nei confronti dell’ambiente attorno, da certi atteggiamenti difficili da accettare se non in una storia di finzione.

Certo è che sembrano funzionare: anche rileggendo, saltando una descrizione, restando sul dialogo e non sull’azione, funzionano.

Un po’ come ne’ I soliti sospetti, il film culto del 1995 diretto da Bryan Singer: i personaggi funzionano anche da soli, indipendentemente dalla storia. Anzi, sono loro che la plasmano, la fanno avanzare, la frenano, la modicano. A loro piacimento.

Pirandello aveva personaggi che lo andavano a trovare: lo tiravano per la giacchetta per attirare la sua attenzione, lo infastidivano con i loro problemi, arrivavano a supplicarlo per avere un posto in una storia, per essere ascoltati e poi raccontati.

Uno di questi, nel dramma Sei personaggi in cerca di autore, afferma:

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!

Credo che sia questo il motivo per cui la mia lettura sia così rallentata: quei personaggi, dalle origini esotiche, dalle abitudini stravaganti, dal passato morboso e dal futuro incerto, mi dicono cose che io capisco a modo mio, attribuendo loro il mio significato.

Come l’agente di polizia doganale David Kujan ne’ I soliti sospetti, voglio che Roger Verbal Kint dica ciò che voglio io, che ricostruisca la vicenda come io l’ho già ricostruita: cerco conferme, non novità.

Ma i personaggi, quelli veri, non dipendono dal lettore: ed è per questo che riescono a stupirlo. E se riesco a stupirmi, quel libro vale la pena di durare ben più di un mese.

(photo credits: frame da I soliti sospetti)

9 thoughts on “Se Riesco a Stupirmi

  1. Quando ho letto il titolo di cui parli, la mia mente ha iniziato a mettersi in moto. Mi sembrava di averlo già sentito. Allora, dopo avere letto il post, sono andata a cercarlo sul web ed ecco che ho capito. Un mesetto fa o poco più ero entrata in libreria e per caso lo avevo visto. Avevo letto la trama, ne ero rimasta incuriosita ed ero stata sul punto di acquistarlo. Poi ho rinunciato, dicendomi che avrei potuto provare in futuro con la biblioteca (pensa che sto ancora aspettando che ritorni “Il bambino indaco” di Franzoso…forse ritornerà all’ovile a metà di questo mese). Dopo aver letto il tuo post, non riesco a capire se mi va di leggerlo o no. Aspetto tue news una volta che lo avrai finito.

    • Lo finirò prima o poi, davvero!

      Invece io sono sempre curiosa di sapere le tue impressioni su Venuto al mondo della Mazzantini: sta per uscire il film tratto da questo romanzo e credo che lo andrò a vedere.

      La storia di Venuto al mondo ha un significato particolare per me, un significato che di certo dipende molto dal momento in cui l’ho letto (prima o poi parlerò anche di questo!): per questo vorrei avere altri pareri, meno diciamo di parte, e so che tu lo hai letto da poco😉

      • Già, hai ragione. Volevo parlarne, ma poi, non so perchè, mi sono inibita. Pensa che non ne ho parlato neppure con un’amica che me lo aveva consigliato. Le ho solo detto che lo avevo finito ed anche lei mi aveva detto del film e della sua intenzione di andarlo a vedere. Cercherò di raccogliere le idee e magari andrò a vedere il film. Se qualcuno mi tiene Miranda…😉 E’ un libro che mi ha lasciata a metà tra entusiasmo e qualcosa d’altro che non so bene definire. Come ti dicevo, ci devo rimeditare un po’ su. D’altronde l’ho letto d’un fiato, in immersione, e una volta riemersa ho forse avuto bisogno di staccarmene. Ti farò sapere.🙂

  2. Non conosco l’autore e mi hai incuriosito, ma credo che inizierò con l’altro, “La trama del matrimonio”.
    Pirandello, che amo da quando l’ho incontrato adolescente, era un grande autore, ma non solo. Era un uomo che vedeva molto lontano.

    La scrittura della Mazzantini mi piace molto, è molto penetrante, ti entra nei pensieri, ti coinvolge.
    “Venuto al mondo” l’ho letto a fine 2008, perché mi fu regalato a Natale, quindi appena pubblicato. L’ho letto in un fiato, non sono riuscita a chiuderlo finché non l’ho finito. E’ un libro che mi ha colpito molto e mi ha turbato molto. Anche a distanza di tempo, anche pochi giorni fa (che coincidenza!), mi capita di avere memoria di alcuni passaggi…
    Non credo che lo rileggerei, perché quello che riemerge nei pensieri fa male, graffia…
    Non vorrei mai vedere il film, perché non vorrei vedere materializzata su uno schermo la brutalità di certi eventi, che sono già abbastanza pesanti narrati in forma scritta. Ma generalmente non vado a vedere i film realizzati dai libri che mi sono piaciuti, a meno che non siano regie eccezionali con attori eccezionali…
    Buona giornata!
    A presto!🙂

    • Il libro della Mazzantini, si sarà capito anche della risposta che ho dato a Tamara qui sopra, per me ha un significato particolare.

      Devo dirti che ho voglia di rileggerlo, perché temo sempre che la mia memoria, su libri letti con forte coinvolgimento, mi tradisca.

      Comunque credo che dovrò trovare modo di parlarne più ampiamente, lo spazio delle risposte non basta!

      A presto e buona caccia per La trama del matrimonio…

  3. quando ho visto la foto, mi è venuto subito in mente Kaiser Sose (se non ricordo male)! Mi piacerebbe rivedere quel film, ma se mi metto sul comodino il tomo che stai legendo credo possa restarci più di un anno! Ne approfitto per mandarti un saluto, ciao🙂

  4. C’entra poco con il tema del post, ma quando hai parlato di personaggi meglio assortiti dei cioccolatini Godiva mi hai fatto pensare al fatto che mi piacerebbe proprio fare un sabato pomeriggio di lettura e macaron!
    Credo che sabato cederò alla tentazione….

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