Primo, non Diffamare

IL LIBRO DI LUCA BAUCCIO, IL FILM DI GIUSEPPE SCUTELLà

Non sono una blogger. Questo blog è nato meno di nove mesi fa (e in tante sappiamo che ci vogliono almeno nove mesi per fare qualcosa di cui essere orgogliose), in questo arco di tempo credo di avere fatto poco per farlo conoscere e soprattutto di non averlo seguito abbastanza per amarlo: o meglio, finora mi è bastato come spazio per raccontare poco di me, molto dei miei interessi e delle mie passioni, come un luogo protetto dove raccontarmi senza essere per forza obbligata a scoprirmi.

Ciò nonostante, nonostante lo sguardo distante, ho conosciuto per suo tramite diversi blogger, un mondo per me nuovo, una vera e propria rete virtuale che talvolta si è pure materializzata, regalandomi bellissimi incontri live. In uno di questi ho trovato Monica, con cui mi sono subito sentita in sintonia.

E’ lei che mi ha fatto conoscere un amico, Luca Bauccio, autore di Primo, non diffamare, il libro di questo venerdì, da cui è stato tratto il docufilm Al Qaeda! Al Qaeda! Come fabbricare  il mostro in tv alla cui prima ho assistito ieri sera.

I media sono sempre meno cani da guardia del potere e sempre più potere autonomo e indifferente alle regole della deontologia, al rispetto della realtà. E’ questo il messaggio del docufilm realizzato da Giuseppe Scutellà sulla base del libro di Luca Bauccio.

Di cosa parla Primo, non diffamare è sintetizzato nella dedica del libro:

A tutti i giornalisti che ogni giorno scrivono dei fatti pensando al vero,
e scrivono delle opinioni senza spacciarle per la realtà.
A tutti i diffamati che hanno incontrato sulla loro strada qualcuno
che ha preso la realtà per un’opinione,
la verità per una chimera, e la dignità per un pretesto.

Il film riprende le varie sfumature in cui si declina la disinformazione così come sono state raccontate nel libro, con testimonianze dirette, filmati e ricostruzioni di casi di diffamazione del recente passato  del nostro Paese, alcuni dei quali difesi da Bauccio che di professione fa l’avvocato, specializzato in diritto penale e diritto dell’informazione, con una passione per i diritti umani e la difesa delle minoranze.

Nel leggere il libro e nel guardare ieri sera il film mi sono ricordata di avere sentito di questi casi leggendo i quotidiani o guardando la televisione: e tutte le volte sapevo sempre come era iniziata la storia, mai come era finita. Perché nei casi di diffamazione causata dalla cattiva informazione giornali e televisioni non raccontano quasi mai gli epiloghi.

Può succedere, e succede, anche in rete: non sono una blogger, nel senso che non è la mia principale attività dedicarmi a questo blog, ma c’è, esiste. E il fatto di scrivere opinioni personali su uno spazio pubblico e di avere tessuto relazioni in rete, su vari social network, mi mette in una  situazione di visibilità, esponendomi pubblicamente in un doppio ruolo: sia come diffamatrice involontaria, sia come vittima della diffamazione altrui, altrettanto involontaria. 

Perché come scrive Bauccio, ciascuno di noi è esposto al rischio di un’accusa falsa o di un giudizio offensivo, con effetti a volte gravi.

Con Monica (e con Lorenza) a fine proiezione abbiamo parlato anche di questo: e spero che ne riparleremo presto, anche in rete, perché è un tema che ritengo importante, da non sottovalutare.

Insieme all’emozione del libro tradotto in film, ieri sera ho portato a casa un’altra emozione: quella di avere incontrato Beppino Englaro, padre di Eluana. Una vittima della cattiva informazione, un diffamato a livello nazionale: ma il suo viso tradiva serenità, il suo sguardo trasmetteva solo sicurezza e rispetto. Difficile da dimenticare.

Con questo post partecipo all’iniziativa il Venerdì del libro, che vi invito a conoscere.

15 thoughts on “Primo, non Diffamare

  1. è tardi, … voglio concentrarmi e risponderti qui… intanto avviso l’autore che apprezzerà molto questa tua recensione…e sorprendente, hai scritto una frase che è (forse era) nella mia bozza di post: “esponendomi pubblicamente in un doppio ruolo: sia come diffamatrice involontaria, sia come vittima della diffamazione altrui, altrettanto involontaria.” + la stessa frase di Luca Bauccio:) forse quella sintonia ha delle ragioni di esistere:D

  2. grazia credo tu abbia toccato un argomento molto attuale nonche’ delicatissimo.
    diffamazione e’ sinonimo di persona: dietro ad un parere, un giudizio, una critica c’e’ sempre una persona e il suo mondo. una grande responsabilita’. tu giustamente citavi i giornalisti ormai piu’ che altro opinionisti o “sentenziatori”….ma io vorrei riferirmi anche alla nostra quotidianita’: a me succede sul lavoro di avere colleghe che con nonchalance cercano – e ottengono – informazioni sulla vita lavorativa, e non, dei colleghi che si trasferiscono nella nostra sede, cosi’ come madri che “scavano” nella vita degli insegnanti.
    la curiosita’ e’ naturale ma, a certi livelli, non e’ diffamazione?

    grazie per il titolo, ci tengo proprio a leggerlo.
    alessandra

    • Le tue parole, lette nel weekend, mi hanno fatto riflettere.

      Hai ragione. Quotidianamente mi ritrovo ad avere a che fare con “piccoli diffamatori crescono”, atteggiamenti nascosti e mezzi commenti che avevo sempre classificato come gossip o attività di portierato, ma che effettivamente si possono leggere sotto questa luce. Per nulla gradevole.

      Basta una mezza battuta alla macchinetta del caffè, o sulla scalinata della scuola per fare gonfiare cose da poco, da niente, in curiosità viscerale.

      Per non parlare delle opinioni che poi, di bocca in bocca, diventano verità provate.

      Temi su cui riflettere seriamente. Spero di poterne ancora parlare con te anche dopo la lettura del libro che hai ordinato😉

      Buon pomeriggio
      Grazia

  3. Concordo con le tue riflessioni, espresse in modo molto incisivo e acuto.
    A volte provo disagio di fronte al modo in cui vengono date delle notizie e viene distorta l’informazione. E quello che più mi impressiona è che nessuno si preoccupa che dietro certi fatti ci siano persone.
    Ti auguro un’ottima domenica sera!
    A presto!
    :-))

    PS: per caso sei riuscita a passare all’incontro su Korczak? Sono curiosa di sapere come era.

    • Non ce l’ho fatta e sono molto dispiaciuta, perchè ero a un passo da un’organizzazione perfetta, con tanto di incastro da manuale: ma poi, proprio perchè l’incastro era da manuale, è bastato il ritardo del papà per farmi saltare l’organizzazione😦 Spero in una futura occasione perchè, grazie a te, ho scoperto Janusz Korczak e voglio approfondire!

      Riguardo alla tua riflessione sulla diffamazione, mi trovi davvero concorde: dimenticare che dietro ci sono sempre le persone rende tutto molto più difficile da accettare.

      A presto!

  4. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: The foot book

  5. Mi hai incuriosito molto, cercherò sia libro che film. E ti invidio un po’ per l’incontro con Englaro, deve essere stato emozionante e interessante.

  6. Pingback: Vergogna! | ToWriteDown

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