Come Cambiamo

Alcuni mesi fa, prima dell’estate, ho avuto occasione di partecipare ad un convegno con alcuni relatori molto interessanti: in particolare, ho potuto conoscere Francesco Morace, noto sociologo o meglio, come ama autodefinirsi, osservatore globale delle vite delle persone.

Nel suo intervento, Morace ha sintetizzato i tempi che stiamo attraversando che sono, a suo parere, un passaggio tra la fine del mondo dei consumi a batteria e l’inizio di un nuovo mondo in cui la creatività la farà da padrone: e visto che la creatività è insita nel dna italiano, per noi il cambiamento dovrebbe risultare più fluido, facilitato.

Insomma, una ventata di ottimismo tra venti di tempesta, e a cui mi fa piacere ripensare oggi, agli inizi di una stagione che sembra promettere molto poco a chiunque.

Tra i vantaggi competitivi degli italiani, Morace ha compreso anche la capacità soggettiva dell’instaurare e conservare buone relazioni sociali, una capacità rafforzata dalla voglia tutta nostra di creare una famiglia.

Che la famiglia sia il nucleo attorno a cui ruota la forza sociale ed economica del nostro Paese non è di certo una novità: del resto, e anche Morace lo ha ricordato, il nostro è il Paese in cui i nonni trascorrono più tempo con i nipoti, trasmettendo loro valori ed amore.

Quello che si ricerca, in questo passaggio, è la qualità autentica, una qualità che si libera di tutte le complicazioni del consumo senza freni, degli inutili eccessi, ritrovando l’essenza delle cose e il cuore dell’esperienza: nel passaggio, si tende ad abbandonare un concetto mutuato dai tempi della Francia del Re Sole, quello del lusso e dell’esclusività, per abbracciare un concetto italiano, quello del gusto e del bello accessibile, come si è creato e trasmesso dal Rinascimento fino ad oggi.

Il passaggio dall’era dell’opulenza ad una eticamente sostenibile attraversa nuovi valori: come la condivisione, ricercata e declinata in varie forme, la sostenibilità di ogni gesto e di ogni scelta di consumo, la cura per se stessi (che poi è un altro modo di investire sul futuro), la qualità del tempo e degli spazi (le case italiane, tornando agli esempi di Morace, sono tra i luoghi domestici con qualità più alta al mondo), il gusto e la qualità dello stare insieme, anche a tavola.

Ho ripensato ai contenuti del convegno dopo avere letto un recente articolo di Morace apparso su Il Corriere della sera con un titolo molto evocativo: Il mondo chiede bellezza quotidiana. 

Vero, verissimo. Per non dimenticarlo più dovevo riprendere questi concetti rimasti a sedimentare senso nei miei pensieri per tutti questi mesi: ho la speranza che ora, da scritti, non evaporino ma portino nuove riflessioni.

(l’immagine è tratta da http://nidhiart.tumblr.com/)

2 thoughts on “Come Cambiamo

  1. Avrei voluto esserci ad ascoltare questa affascinante teoria, che spero si avveri. Se poi dvvero arriverà l’era della creatività io sarei proprio nel mio tempo migliore. La creatività mi sta tenendo in vita, è stato il salvagente nelle bufere. Oltre alla mia famiglia. Insomma tutto molto italiano. Ciao cara!!!

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