Love at First Sight

INNAMORARSI

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Questi sono i versi che chiudono Amore a prima vista della poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura nel 1996, scomparsa purtroppo pochi mesi fa.

Una poesia intensa, di quelle che fanno pensare ai propri valori, alle speranze, alla vita, alla luce nuova che potremmo darle o negarle, a seconda dei casi.

Ad esempio: vi siete mai soffermati sul ricordo della prima volta che vi siete innamorati? Intendo la prima, primissima volta, quando eravate poco più che bebè.

Il mio ricordo è lontano: avevo cinque anni, ero all’ultimo anno di scuola materna ed ero già una piccola donna piena di sogni.

A questo ha senz’altro contribuito il fatto di essere cresciuta in una grande casa di campagna, in una famiglia allargata come lo sono state le famiglie fino a due o tre decenni fa, all’ombra di un castello su cui era scontato fantasticare.

Da questo ad essere una principessa in attesa (o a caccia) del principe azzurro è stato un attimo, il soffio di cinque anni.

Questo principe azzurro l’avevo quindi trovato prestissimo, anche se non al castello: il caso l’aveva messo sul mio cammino di accompagnatrice ufficiale della mamma all’appuntamento settimanale con la parrucchiera (o pettinatrice, come da sempre lei la chiama). E la parrucchiera aveva un figlio, riccioli castani, occhi verdi e sorriso scanzonato: bellissimo a sette anni, bellissimo anche a trenta, quando, senza premesse, ha salutato tutti e tutto decidendo da solo quando chiudere la sua esistenza terrena.

Ma a sette anni di questa decisione non c’era traccia e io, oltre agli incontri del sabato al negozio della madre, lo ritrovavo nei pomeriggi di giochi, quei pomeriggi che nei miei ricordi sono sempre primaverili.

Ho ben chiaro questo pomeriggio trascorso nel solito cortile della materna, quello che ancora oggi confina con il cortile delle scuole elementari, una rete a maglie verdi a separarli.

Lui che giocava a calcio e che non mi degnava di uno sguardo, e che poi, con un’allegria contagiosa che ha conservato fino alla fine, indiceva tra i bambini del cortile minore, noi, e quelli del cortile maggiore, loro, votazioni su tutto: quale squadra di calcio fosse la migliore (ed è da allora che sono, per modo di dire, juventina), quale gusto di gelato fosse l’ideale per una scorpacciata (ancora oggi adoro la stracciatella), quale il percorso migliore da fare in bicicletta nei dintorni (e io che ancora usavo le rotelle).

In quel pomeriggio, quello in cui divenni pure juventina, scoprii per la prima volta cosa significa essere innamorata: una sorta di stordimento, una timidezza inspiegabile, un’emozione che alla fine ho ricercato tante volte nella mia vita.

Ma, come scriveva Wislawa Szymborska, il libro degli eventi è sempre aperto a metà, e gli oggetti delle mie, delle nostre passioni, sono sempre in divenire: ogni innamoramento è mistero e casualità, è il regalo che la vita ci fa estraendo dal cilindro una delle infinite possibilità, poiché ogni inizio è solo un seguito.

(l’immagine è tratta da http://klappersacks.tumblr.com/)

10 thoughts on “Love at First Sight

  1. Questo post è semplicemente perfetto e si commenta da sé. Il racconto del tuo primo innamoramento mi ha ricordato il mio: anch’io avevo più o meno 4 o 5 anni ed il bambino in questione veniva all’asilo con me, aveva grandi occhi azzurri ed era ritenuto da tutte le bambine il più bello di tutte le classi. Non so come mai, ma l’innamoramento fu reciproco ed un giorno mia madre e mia nonna, venute a prendermi a scuola, si trovarono di fronte lui, mano nella mano con me, che gli disse: “Sono il fidanzato della Tamara e da grande voglio sposarla”. Ovviamente le cose poi sono andate un po’ diversamente…

  2. Bellissimo post!
    Il mio primo innamoramento: avevo 6 anni io e 6 lui, in due prime elementari vicine.
    Prima piccola gita alla fattoria: lui mi portò in regalo un vasetto con tre girini, che abbiamo allevato in classe finché, diventati rane, sono scappate via una per volta e io ho pianto inconsolabile in braccio alla maestra per tre mattine di seguito. Che bei ricordi e che belle emozioni!
    Buona serata!
    A presto!

    PS: adoro la Szymborska:-))

    • Grazie anche a te, per i complimenti (che fanno sempre piacere) e soprattutto per il tuo ricordo: il pianto inconsolabile di una bimba che vede scappare il suo primo regalo d’amore mi ha fatto sorridere di tenerezza.
      Rane, comunque, non rospi, vero?
      Sennò potevano fare briscola con il mio principe azzurro…

  3. Ho scoperto tardi la Szymborska, ma ora la adoro! Quanto al primo amore,,,lo ricordo benissimo! Occhi blu, capelli neri, bellissimo e dolcissimo. L’ho rivisto è diventato un po’ “burino””, del resto …..nella vita si cambia!!!

  4. Il mio primo innamoramento fu alle scuole elementari. Io ero in terza lui in quinta: capello biondo dorato, carnagione abbronzata, occhi nocciola grandi e dolci. Aveva un nome che allora mi pareva poetico, adesso mi fa sganasciare: Antonino! Lui ovviamente non mi guardava minimamente, io sognavo che mi stringesse la mano metre scendevamo le scale per andare in cortile.
    Poi mi sono trasferita per sempre. Pero’ me lo ricordo ancora…
    Per la cronaca: mio marito non gli somiglia per niente!
    E’ un pezzo che mi dico di prendere in mano le poesie di questa donna, da quando Saviano ne ha parlato alla tv.
    Domani vado in biblioteca, grazie
    Scake

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