Mosaici a Villa Romana del Casale

IMPARIAMO VIAGGIANDO?

In Sicilia questa estate abbiamo passato un pomeriggio a Villa Romana del Casale, nelle vicinanze di Piazza Armerina, provincia di Enna.

La Villa, che fa parte dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, non era una meta prevista dalla tabella di marcia della nostra vacanza itinerante: poi una cena in compagnia di due coppie siciliane e dei loro bimbi ci hanno convinti che non potevamo perdere questa preziosa occasione per ammirare questo splendido edificio e i suoi famosi mosaici.

E ancora, Mattia, cinque anni, ci aveva spiegato che non si può capire come creare mosaici colorati senza una visita alla Villa.

L’entusiasmo di Mattia è contagioso, e la nostra visita è piaciuta anche a Pietro.

Che poi lui non ha fatto nessuna fatica a percorrere la zona archeologica sotto il sole di questa caldissima estate: lui aveva il suo passeggino, noi ancora più tempo da dedicare a questa dimora di epoca tardo imperiale, probabilmente appartenuta ad un esponente dell’aristocrazia senatoria romana, un Praefectus Urbi, un governatore di Roma.

La storia della Villa, del suo ritrovamento, delle vicissitudini che ha attraversato, dei restauri (ancora in corso) che ne hanno portato alla luce la magnificenza si può leggere nel sito ufficiale, a cui rimando anche per tutte le informazioni utili all’organizzazione di una visita.

Qui i miei appunti fatti di parole e immagini di un pomeriggio tranquillo, creativo, dolcemente pigro, trascorso tra la corte a peristilio quadrangolare, al complesso termale, alla basilica, ai corridoi, ai vani intimi degli appartamenti, immersi in un luogo la cui bellezza ci ha incantati.

Tra l’altro abbiamo avuto la fortuna di incrociare nel corso della nostra passeggiata tre guide che si erano date appuntamento alla Villa per confrontarsi sulle informazioni che solitamente offrono ai gruppi di turisti che accompagnano in visita: è da loro che ho conosciuto ogni dettaglio del mosaico che pavimenta il primo vano delle terme, probabilmente utilizzato come spogliatoio (apodyterium).

Nel mosaico si vede la padrona di casa con i due figli e le ancelle. E poiché le mie tre guide hanno disquisito per circa un quarto d’ora sulle toppe dei vestiti di quelli che vengono riconosciuti come i figli, le abbiamo lasciate alle loro congetture e siamo passati oltre, soffermandoci invece più a lungo sui mosaici presenti su tutto il peristilio quadrangolare: in una serie di ghirlande d’alloro sono rappresentate le teste di animali di specie diverse,felini, antilopi, capre, tori, cavalli, arieti, elefanti, struzzi, per la gioia di Pietro che si è divertito ad enunciarli indicandoli a tutti i visitatori che incrociavamo.

E il gioco è continuato al corridoio della Grande Caccia e agli appartamenti padronali, dove abbiamo trovato decorazioni marine davvero pregevoli.

Agli appartamenti ci siamo lungamente soffermati ad osservare la stanza che probabilmente ospitava la camera nuziale dei padroni di casa, con mosaici che riprendono giochi di fanciulli (Pietro si è così convinto che il monopattino sia un gioco gettonatissimo tra i bimbi di questa villa) e la notissima coppia di amanti.

Sono rimasta molto colpita dalla bellezza e dalla modernità del mosaico che decora il pavimento di un vano di servizio, mosaico noto come quello delle Fanciulle in bikini e che rappresenta dieci ragazze alle prese con differenti esercizi atletici.

Sembra davvero di osservare un gruppo di giovani amiche giocare su una spiaggia estiva!

Nella parte finale della nostra visita siamo andati più velocemente: un po’ perché Pietro era stanco, ma anche perché la zona è transennata e in parte inagibile.

Non abbiamo approfondito, ma ci sono sicuramente scavi ancora in corso (abbiamo visto due archeologhe al lavoro con pennelli e piccole pinze) e alcune zone necessitano di attività di ripristino: come si può vedere dalla foto che abbiamo scattato, parte del pavimento di una sala ha ceduto.

I mosaici ci sono rimasti nel cuore: e anche nelle mani, visto come le muoviamo quando ci capitano a tiro sassolini da ricomporre.

A mosaico, appunto.

Dedico questo articolo a Impariamo viaggiando? di Palmy di Mens Sana e di Valentina di The Family Company: un’iniziativa rivolta a tutti coloro che amano viaggiare e che viaggiando imparano.

Se per apprendere le cose le devi fare tue, e le fai tue se le vivi, un viaggio è l’ideale per imparare.

13 thoughts on “Mosaici a Villa Romana del Casale

  1. Tanti complimenti per il viaggio e per le tue annotazioni digitali! Amo anch’io imparare viaggiando e questo tuo testo digitale insieme ai riferimenti esterni che dai mi arricchisce di un altro punto di vista. Grazie…..e buon viaggio!

  2. E’ valso la pena aspettarti fin quasi allo scoccare della mezzanotte! Un racconto interessantissimo ed un’ottima occasione di apprendimento! Grazie davvero! L’ultima frase è superlativa! Ti quoterei all’infinito! Ora tocca a me e a Tiziana rimboccarci le maniche e produrre la guida finale! Sono sicura che sarà un esperimento fantastico! A presto!!!

  3. Durante una delle mie 3 vacanze siciliane mi feci prendere dalla pigrizia, ero a Giardini naxos, e non visitai la villa… Ora mi chiedo se non potrei forse vantare qualche proprietà visto che mio marito si chiama Casale di cognome… : ) Bellissimo reportage grazie!

  4. Che bello, torneremo a vedere questi mosaici per prendere qualche spunto, i pesci in particolare sono stati una scoperta della nostra estate e conquisteranno Bibì!

    • Pesci amatissimi anche da noi.
      Fortuna ha voluto che la scuola materna si sia presentata a noi con un acquario nella hall…si chiama hall l’atrio della scuola? Vabbè, fa lo stesso🙂

      Un caro saluto
      Grazia

  5. Pingback: 20 idee per imparare viaggiando | The Family Company

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