Matematica al Bar

CON NAsh, göDEL E TURING IN RIVA AL MARE

Per qualche giorno l’ho spiato, perché il suo libro sembrava coinvolgerlo così tanto da non lasciare spazio nemmeno per un bagno in mare: e il mare in quei giorni era una tavola blu appena increspata, appena toccata dalla luce che scappava da tutte le parti, in un caldo infernale.

Lui era solo, cinquantenne con una stuoia sfrangiata, un asciugamano stinto e dei pantaloncini che facevano da costume mai bagnato: e quel libro, che solo il titolo mi faceva appetito, come una promessa che sarebbe stata mantenuta.

Quel libro alla fine l’ho chiesto in prestito, sono riuscita a finirlo in quelle mattine in cui c’era troppa luce anche per me, e quando ho pensato di parlarne e ho scattato la foto di apertura di questo articolo mi sono sentita tanto @tazzinadi

Matematica al bar. Conversazioni su giochi, logica e altro è un saggio uscito per FrancoAngeli solo pochi mesi fa: lo hanno scritto due amici, un matematico, Roberto Lucchetti, e un professore di logica, Giuseppe Rosolini.

I due hanno costruito il saggio a partire dalle loro conversazioni da bar su temi come la teoria dei giochi (che poi è la specialità del professor Lucchetti), il teorema dell’incompletezza, le definizioni di algoritmo di Turing.

Leggendo il saggio, si incontrano alcuni tra i matematici più brillanti del Novecento, come John Forbes Nash (quello dell’equilibrio, splendidamente narrato in A Beautiful Mind), John van Neumann (a cui si deve il teorema di minimax), Kurt Gödel (il cui teorema dell’incompletezza è più conosciuto con il nome teorema di Gödel), Alan Turing (da molti considerato il padre della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale).

Le teorie di questi grandi della matematica vengono spiegate ed esemplificate, ma i due autori non conversano solo di teoria dei giochi, giochi a somma nulla, sistemi crittografici (il capitolo dedicato all’attività di decodificazione di Turing nel corso della Seconda Guerra Mondiale è decisamente il mio preferito): questi sono i loro temi favoriti, ma le loro conversazioni da bar spaziano e toccano la letteratura, gli sport, il talento naturale (a cui dedicano un intero capitolo).

Niente di strano: la matematica non è una disciplina avulsa dal resto del mondo della cultura, anzi, la cultura dei numeri e quella della delle lettere vanno a braccetto, e questo libro è stato scritto proprio per coloro che, avendo già una buona base di matematica siano curiose di ampliare le loro conoscenze, persone che non abbiano paura di trovare qualche formula e di dover mettere in azione il cervello per qualche ragionamento.

Considerato l’impegno di uno dei due autori, il professor Rosolini, nella divulgazione dei temi scientifici presso i ragazzi e gli adulti, con le Olimpiadi della Matematica e con Matefitness, si potrebbe suggerire a insegnanti e genitori di proporre questo testo ai ragazzi degli ultimi anni delle superiori, come stimolo per approfondire certi temi e per fare lavorare la testa: nella scelta del proprio futuro anche un libro può aiutare.

Lui, il mio chaperon, è un insegnante di matematica: su questo punto si è detto d’accordo. Un po’ meno d’accordo, un po’ più disilluso si è dimostrato con l’istituzione scuola, arrabbiato anche.  Ma questa è un’altra storia.

SUL LIBRO
TITOLO MATEMATICA AL BAR. CONVERSAZIONI SU GIOCHI, LOGICA E ALTRO
AUTORE ROBERTO LUCCHETTI, GIUSEPPE ROSOLINI
EDITORE FRANCOANGELI
COLLANA LA SOCIETÀ’
DATI 2012, 162 PAGINE, BROSSURA
PREZZO 19 €

Con questo articolo partecipo all’iniziativa I Venerdì del Libro che vi invito a conoscere.

16 thoughts on “Matematica al Bar

  1. M piace moltissimo, così come tutti quei libri (la tradizione anglosassone ne è piena) che cercano di rendere più malleabile l’altra delle due culture anche a chi non la pratica. Prendo subito nota!

  2. Vera matematica questa! Non quella che molti prof (ma non tutti per fortuna) si ostinano a propinare agli alunni, allontanandoli inconsapevolmente dalla bellezza della materia che insegnano! Matematica è musica, è astronomia, è logica, è lego, è architettura, è… Io l’ho scoperto in tarda età grazie a una mia amica collega!

    • Non basta un diploma per essere un buon insegnante . Meglio un ignorante che però sappia trasmettere ai propri alunni l’amore per la conoscenza e lo studio , piuttosto che un colto professore/giudice che fa odiare studio sapere e scuola . I nostri insegnanti, ancor oggi , assegnano compiti per punizione , l’abbandono scolastico aumenta e loro si lamentano di essere poco pagati , meglio sarebbe se si preoccupassero di ridurre i danni..!

      • Benvenuto Renato.

        Interessanti le tue riflessioni, e soprattutto vere: senza passione non è possibile fare bene nessun lavoro, figuriamoci quello di trasmettere cultura, educazione e strumenti di vita a bambini e ragazzi.

        Sono comunque fiduciosa: incontro sia nella mia vita quotidiana che nelle mie scorribande sul web persone che hanno fatto dell’insegnamento non solo la loro professione, ma anche una delle loro passioni, da portare avanti con cuore e cervello.

        Sono queste persone che mi fanno sperare per le nuove generazioni.

        A presto,
        Grazia

  3. Un libro curioso e affascinante, ma che, con il mio solito sospetto per la matematica, per il momento accantono in qualche angolino della mia mente.🙂
    Ma sei tornata? Tutto bene?

  4. Ciao Grazia!
    Mi piace molto questa tua proposta – e non solo perchè il post è molto coinvolgente – ne prendo nota e so già a chi regalarlo… Poi me lo faccio prestare ovviamente!🙂 ciao!

  5. Un libro che sento di consigliarti è “Codici e segreti” di Singh Simon: un saggio sulla storia della crittografia e stenografia che parte dagli “albori” della civiltà fino alla teoria delal crittografia utilizzando computer quantistici.
    E’ un libro di divulgazione quindi comprensibilissimo da tutti: in particolare la parte che ho preferito è stata proprio quella di Turing e del metodo utilizzato per decrittare ENIGMA.

    un libro che fa comprendere molto quanto nella storia la matematica (o meglio, gli uomini che la studiavano) ci abbia salvato il culo in situazioni assurde (perdona il francesismo ma ci voleva!)…

    • Non lo conosco,ti ringrazio e mi appunto il consiglio: da quanto mi hai detto, mi piacerà.

      Ne approfitto per ringraziarti anche per un consiglio che mi hai dato qualche mese fa: sto ancora leggendo Se niente importa, lo uso più che altro come libro da consultazione. Mi piace davvero tanto.

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