Incontri (I)

VIVIAN LAMARQUE, LA POETESSA BAMBINA

 

Oggi in stazione ho assistito a un saluto, di quelli dolcissimi.

Lui e lei, età matura, abiti distinti, sguardi attorno, mano nella mano.

Lui con una valigia, di quelle piccole, cuoio usurato da piccoli sfregamenti, da pioggia asciugata male, da aperture e chiusure frettolose: lei con un vestito di seta chiaro e un foulard strizzato alla gola, un rimedio per l’aria condizionata che puoi incontrare improvvisamente in una città accaldata.

Una partenza per poche ore, per un mese intero, per sempre, non lo so: so che mi ha attraversato la mente il ricordo di alcuni versi, un ricordo che non ho saputo subito cogliere ma che, a furia di pensarci, ho ritrovato sul fondo della mia mente.

Li ho ascoltati dalla sua voce diversi anni fa, in un incontro di poesia: sono di Vivian Lamarque, la poetessa bambina. 

La Signora dell’Ultima Ora

L’ultima volta che la vide
non sapeva che era l’ultima volta che la vedeva.
Perché?
Perché queste cose non si sanno mai.
Allora non fu gentile quell’ultima volta?
Sì, ma non a sufficienza
per l’eternità.

(da Il Signore d’Oro)

10 thoughts on “Incontri (I)

  1. Questa breve poesia dovrebbe essere scritta a caratteri cubitali nel cuore di ogni persona…..mai lasciare indietro una parola, un sorriso…. potremmo non avere più il tempo di darlo….

  2. Adoro Vivian Lamarque, abita vicino a casa mia. Una volta le scrissi, mi rispose con u bellissimo cartoncino verde, dolcissimi parole. Quanta verità in questa poesia.

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