Amicizie

DAL GIROTONDO ALLA CANASTA

 

Da qualche giorno sto riflettendo sulle mie amicizie, come se dovessi farci una sorta di esame di maturità (siamo nel periodo giusto, del resto).

Sto pensando al perché alcune persone si stanno trascinando nella mia vita da così tanto tempo da non ricordare nemmeno più come è iniziata né perché continua: e perché alcune ne sono uscite nonostante il mio affetto per loro sia ancora così forte.

C’è la distanza, molte volte; c’è il tempo, che purtroppo non è in vendita (Monica giusto giusto poche ore fa se lo chiedeva, dove andarlo a comperare); e c’è la mia pigrizia, che fa da moltiplicatore.

Sono nata in un paesino sulle colline piacentine e lì ho passato la mia infanzia, fequentando dall’asilo alle scuole medie, dal corso di ricamo alla ginnastica ritmica: lì c’è stata la mia palestra delle amicizie, i primi innamoramenti (non ditemi che l’amicizia non è una forma di amore), le delusioni, le piccole gelosie.

Per il liceo e l’università mi sono spostata a Piacenza, una cittadina che è poco più di un grosso paese, ma che a me sembrava una metropoli: nel pieno della mia adolescenza, ho riconosciuto in molti dei miei incontri me stessa. Ho conosciuto amici e amiche che ancora oggi, anche se non li vedo spesso, ritrovo ad ogni incontro e con i quali parlare è semplicemente un proseguire qualcosa che non si è mai fermato.

E’ come esserci lasciati un attimo prima: la nostra conversazione riprende come se fosse solo un dialogo interrotto dalla distrazione di un momento. In realtà non è un dialogo interrotto, non è la prosecuzione di quella conversazione: chissenefrega di cosa è successo nel frattempo, degli eventi che ci hanno trascinato altrove, il nostro è un dialogo che da interiore si trasforma in parole, è un ritrovarsi e un riconoscersi nuovamente. Perchè il tempo dell’amicizia è granulare, è fatto di tanti momenti che si possono anche contraddire, ma che stanno comunque bene insieme.

Avevo 27 anni quando sono arrivata a quella che oggi è la mia città, Milano, e da allora le persone che sono entrate  nel mio cuore (talvolta rimandendoci, talvolta uscendone) sono state tante: a dire il vero continuano a essercene di nuove, e questa cosa in parte mi consola, in parte mi fa pensare che non avrò mai abbastanza tempo e costanza per non perdermi per strada nessun pezzo.

Anche se ogni tanto qualche pezzo sembra più un sassolino in una scarpa, qualcosa che dà fastidio, ma che non è facile sbarazzarsene se non togliendosi la scarpa. Ho pensato che alla fine le amicizie da adulti sono anche quelle più difficili, quelle in cui, mancando un retroterra giovanile fatto di segreti, di compromessi e di occasioni, si fa più fatica ad evitare di trascinarsi in invidie, gelosie e rancori.  Ma, nella mia esperienza, sono anche quelle più importanti: e avere sassi nelle scarpe a me dà meno fastidio che dovermele togliere, le scarpe.

Persa nelle mie rilfessioni di questi giorni sono andata a cercarmi uno stralcio di giornale conservato in un libro, in quel L’amico ritrovato che è stato tante volte oggetto di regali ad amici: un articolo, un breve scritto sull’amicizia e sul significato che riveste nel quotidiano per ognuno di noi.

E’ di Francesco Alberoni, che fino alla fine di settembre 2011 ha tenuto una piccola rubrica sul Corriere della Sera: ogni lunedì, in prima pagina, tra le notizie di cronaca e gli strilli che rimandavano alle pagine sportive, in un box discreto si potevano leggere alcune rilfessioni del sociologo piacentino su sentimenti, emozioni, vita. Queste sono sull’amicizia, appunto:

Provate a domandarvi: quanti sono gli amici veri, fra le persone che frequento?

Cosa sia l’amicizia lo sappiamo fin da bambini. E’ una forma di amore, una preferenza intrisa di eticità. Il vero amico ti è fedele, sta sempre dalla tua parte, ti aiuta, ti sostiene, ti difende, con lui ti puoi confidare, sicuro che non rivelerà i segreti.

Prendete in esame, a una a una, le persone che abitualmente considerate amici e domandatevi se lo sono veramente. Di solito, che delusione! Lo faccio anch’io e, per prima cosa, mi viene in mente uno che conosco da moltissimi anni, che ho aiutato. Uno che, vedendomi, mi correva incontro, mi abbracciava e sembrava felice di stare con me. Perciò io pensavo di poter contare su di lui con sicurezza, senza problemi. E invece, l’unica volta in cui ne ho avuto veramente bisogno, quando tutto dipendeva da lui e solo da lui, è sparito, non si è fatto trovare e poi mi ha danneggiato.

Perché? Se aveva incontrato degli ostacoli insormontabili era suo dovere cercarmi, spiegarmi la situazione. Invece si è nascosto. Semplice vigliaccheria, oppure la sua amicizia era solo una finta, una messa in scena? Chissà quanto rancore, quanta invidia, quanto risentimento aveva nei miei riguardi.

Passo a prendere in esame altre persone e mi accorgo che la realtà non è diversa. Ce n’è uno che mi sta sempre vicino, con cui sono in confidenza. Eppure non manca mai di fare una battuta quando sono assente e non perde occasione per diminuire, punzecchiare, ferire le persone che mi sono vicine. No, costui si rode d’invidia nei miei riguardi. A modo suo mi vuole anche bene, ma si sente schiacciato. Mi accetta pieno di ambivalenza e, se fossi veramente in difficoltà, se crollassi, ne sarebbe felice, esulterebbe.

Ora vediamo quest’altro. E’ controllato, abile. Si dichiara mio amico ma non mi vuole bene. E’ assetato di potere e portato ad abbattere tutto quanto lo sovrasta anche se, alla fine, non ne ricava nessun vantaggio. Se fossi in difficoltà potrebbe venirmi in aiuto per convenienza ma potrebbe con altrettanta facilità tradirmi. Fra noi c’è un rapporto utilitario, non di amicizia.

E gli altri? Lasciamo da parte quelli che mi sopportano a fatica. Provo lo stesso sentimento nei loro riguardi. Poi mi vengono in mente le persone a cui sono simpatico, che mi vogliono bene, che mi ammirano, che si farebbero in quattro per me.

Ma io come mi comporto nei loro riguardi? Sono altrettanto generoso? Le aiuto come dovrei, come meritano? Mi rendo conto che il nostro rapporto è asimmetrico. Esse mi danno più di quanto dia io. E chissà quante persone, nella mia vita, ho trascurato, ho deluso, non ho ricompensato come meritavano. Chissà quante volte anch’io, forse addirittura senza saperlo, ho tradito l’amicizia.

L’amicizia deve essere bilaterale. Per questo è rara. Però esiste. Ora mi viene in mente un amico che mi vuole veramente bene. Lo dimostra con i suoi comportamenti, con le sue dichiarazioni, con tanti piccoli atti come una lettera, un regalo. Anch’io però mi comporto in modo analogo. E’ sincero, è leale, è fedele. Sta dalla mia parte e, in caso di bisogno, è pronto ad accorrere in mio aiuto. Io ho una grande fiducia in lui, lo stimo e vado fuori dai gangheri quando lo attaccano. Son pronto a battermi per il mio amico. Sì, questa è vera amicizia. Meno male.

15 thoughts on “Amicizie

  1. Ti ho risposto nel mio blog… vai a leggere perché ci tengo😉 a proposito di questo post tornerò di nuovo per lasciare un degno commento!

  2. Mi è piaciuto tantissimo questo tuo post. Fa tanto riflettere. Forse ho più amiche tra le lettrici sconosciute del blog che nella realtà. Ho un passato di timidezza patologica che mi ha impedito di legare e fare amizia con chiunque. Ora ne sono uscita ma forse è tardi per recuperare e scovare qualcuno che abbia voglia di essermi amico. Credo di non sapere neanche come si fa ad avere degli amici.
    Una persona veramente amica? Mia sorella

  3. Ciao, ti leggo da un pò ma è la prima volta che lascio un commento. E’ un bellissimo spunto di riflessione su un tema che mi sta a cuore perchè in questi anni sono stata un pò delusa dalle amicizie “storiche” che ho sentito lontane in un periodo per me delicato. Ho pensato anche a quanto fosse mia responsabilità, se fossi troppo concentrata sui miei problemi, certamente restare equilibrati nelle lunghe distanze è complicato. Però certi conti a volte vanno fatti e alcune persone restano e altre semplicemente restano indietro, è triste ma accade. Talvolta gli amici veri sono davvero pochi pochi ma vale la pena lasciare la porta aperta perchè anche solo uno può regalare tantissimo e per questo cerco sempre di invogliare mio figlio ad aprirsi anche se per lui è tanto difficile … Insomma c’è davvero molto da dire!

    • Ciao Marzia, benvenuta, sono contenta di avere l’occasione di conoscerti.

      Credo che l’amicizia sia un sentimento molto più difficile dell’amore: molto più delicato, sottoposto a maggiori pressioni e coinvolgimenti come si ritrova, strapazzato dalla nostra poca attenzione e dalla vita che ci sbattacchia in altre direzioni.

      Veniamo delusi e deludiano tantissimo, ma abbiamo anche la fortuna di vederci rinnovata molte volte la fiducia e pertanto mi trovi completamente sulle tue parole di quasi chiusura: vale la pena lasciare la porta aperta. E insegnarlo ai propri figli diventa importantissimo.

      Spero che avremo ocasione per scambiare opinioni o semplici chiacchiere a breve!

      Buona serata

      Grazia

  4. L’amicizia è un bel macello a volte. Amici persi e ritrovati (bellissimo romanzo lo adoro anch’io) amicizie interrotte perchè nessuno sa fare il primo passo. Amicizie grandissime naufragate, blog amiche che diventano importantissime, il tempo che manca per tutti, ci sentiamo spesso deluse, ma avremmo deluso anche noi? Ecco questo vorrei saperlo, ma forse è meglio di no. Anche a me piacevano tanto i lunedi di Alberoni.

  5. Domenica quando guardavo i nostri bimbi mangiare, bisticciare e giocare insieme, mi è tornata alla mente quella volta che all’estero ho comperato un portafoto a calamita dove c’era scritto “Sisters by chance, friends by choice”… lo comprerei ancora oggi e penso anche domani.

  6. Anche a me sta molto a cuore questo argomento che hai trattato, ci stavo pensando giusto giusto stamattina, Mi manca tanto un’amica con cui passare un po’ di tempo ogni tanto, ce ne avevo…qualcuna… una… poche…anime preziose con le quali ho condiviso dei bei momenti…ma ora mi accorgo che si è creato il deserto tutto intorno a me, Ho investito tanto nella famiglia e tutto l’amore mi ritorna indietro, lo so…nell’amicizia però sono stata decisamente più scostante…
    Quante cose ci sarebbero da dire su questo argomento!
    Sicuramente mia sorella è un’amica preziosa che amo tantissimo!
    GRAZIE mille per questo spunto!

    • Grazie a te Cristina delle riflessioni che hai condiviso qui.
      Mi hai fatto pensare a quanto valga la pena sopportare in età adolescenziale il fatto di avere una sorella: resterà un’amica per sempre.

  7. Anch’io rifletto spesso sul tema dell\’amicizia.. ho diversi amici che conosco e che frequento costantemente da venticinque anni… eravamo quattordicenni quando in un’esperienza di comunità cattolica ci siamo conosciuti e ancora siamo qui… uno di questi – dopo diversi trascorsi (altri fidanzamenti) è diventato mio marito. Poi ho le amiche e amici dell’università… con loro siamo ancora uniti e vicini. Invece spesso rifletto sul fatto che trovo difficile stringere amicizie vere sul luogo di lavoro, nonostante anche qui ci siano persone che conosco ormai da un decennio. La fatica che faccio è di andare oltre la frequentazione e la comunanza lavorativa. Invidio le persone che facilmente intessono rapporti, ma poi vedo che altrettanto facilmente li perdono o li tradiscono… Per me il concetto fondamentale è quello che hai detto alla fine, l\’amicizia è bilaterale, ma da un po\’ cerco di vedere questo assunto non come rimprovero o pretesa verso gli altri ma come esame di coscienza per me… io che vorrei di più da questa persona cosa le sto dando?

    • Ciao Tiziana,
      ho letto il tuo commento diverse volte in questi giorni: giravo attorno a quella tua frase che sembra buttata lì, ma che contiene il nocciolo della questione, quel “cerco di vedere questo assunto non come rimprovero o pretesa verso gli altri ma come esame di coscienza per me”. Mi è capitato di recente di farmi un esame di coscienza verso un’amicizia che dura da tanto e che mi ha dato tanto. Non è facile essere oggettivi nel valutare la situazione quando ci sono di mezzo sentimenti viscerali, ma vale sempre la pena farlo.
      Grazie per le tue riflessioni, sempre utili.
      G.

  8. Pingback: Personal & Favorite Blogs & Webs; Mind Maps & Visual Thinking; T | Pearltrees

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...