Attachment Reading

OVVERO LETTURE ESTIVE PER RAGAZZI

 

Due giorni fa, davanti alla macchinetta del caffé.

Io e lei, due bicchieri di plastica trasparente pieni di acqua (il caffé é tremendo) in mano. 

Lei: ieri ero al super con mio figlio. Arrivo alla cassa e nel passare le cose dal carrello mi ritrovo in mano il libro blu di cui hai scritto, quello di Baricco.

Tre volte all’alba?

Quello. Guardo mio figlio e gli chiedo: e questo? Lui mi dice che il prof di italiano ha chiesto a tutti di leggerlo. In realtà ha chiesto di leggere molti libri nelle vacanze estive. Questo secondo me lui lo ha scelto perchè è corto. Gli piacerà?

Gli piacerà.

Sta finendo la scuola e credo che le cose non siano molto cambiate rispetto a qualche tempo fa: i professori cercano di fare in modo che le lunghe giornate estive non vengano dedicate solo al tempo della vacanza, all’ozio, ma anche alla lettura, pratica talvolta bistrattata dai programmi stessi.

L’errore resta sempre quello di differenziare i due tempi: chi l’ha detto che il tempo della lettura e il tempo dell’ozio non possano corrispondere e sovrapporsi in un gioco di amorosi sensi?

Non sono un insegnante, non mi permetto di giudicare l’operato di nessuno, e non sono neppure la madre di un figlio adolescente, il mio ancora deve iniziare la scuola dell’infanzia: ma voglio provare ad affrontare comunque questo tema che mi sta profondamente a cuore.

Perchè se devo andare a ricercare le radici del mio attachment reading devo risalire alle mie vacanze estive di ragazzina, e a certi libri che qualche adulto ha fortunatamente messo sul mio percorso di allora.

Già dagli ultimi anni della primaria (le elementari dei miei tempi) a giugno, nell’ultima settimana prima delle vacanze, viene propinato in classe un elenco delle letture consigliate: il che, a mio parere, è una di quelle buone pratiche da conservare, perché queste tracce molto spesso contengono storie di cui il ragazzo si innamorerà.

Ma anche no: ed è per questo che i genitori e, in generale, gli adulti dovrebbero lasciare campo libero (e non solo d’estate) alle letture dei ragazzi. La brutta frase piuttosto che leggere certi libri, è meglio non leggere non è adatta a chi sta per diventare lettore. 

L’unica stagione della vita in cui davvero è meglio non fare distinzioni è questa: la finestra temporale del lettore in divenire, l’età dell’adolescenza e della preadolescenza, un periodo prezioso da sfruttare e facilitare il più possibile, perché,  come per tanti altri particolari (di formazione, di inclinazioni) diventa cruciale.

Dai dieci ai sedici, diciassette anni, tutto è concesso, dai fumetti al libro del calciatore di turno: quando un ragazzo incomincia a leggere si innamora della lettura prima che dei libri, non è di certo opportuno né tantomeno profittevole pretendere che così giovane sappia già scegliere.

La stagione delle scelte verrà dopo:  e allora sì, averci infilato, grazie alle tracce di professori illuminati o di genitori premurosi, qualche buon libro può fare la differenza.
 
Lasciandoli, però, sempre come tracce, suggerimenti, per lo più buttati lì con noncuranza. Creare lettori è comunque un’impresa difficile: la noncuranza deve essere solo nella forma, non nella sostanza.
 
Qualche tempo fa seguendo un forum dedicato ai libri sono incappata in una esperienza che voglio ricordare: una signora raccontava di avere conosciuto il direttore editoriale di una grande casa editrice, madre di un figlio irriducibilmente non lettore. La signora si chiedeva cosa avrebbe mai pensato l’amministratore delegato dell’azienda se lo avesso scoperto: forse, ipotizzava, si sarebbe chiesto se era la persona giusta a cui affidare il comparto ragazzi della casa editrice.
 
L’esempio è importantissimo per trasmettere l’amore per i libri, ma spesso non basta che i ragazzi ci vedano con un libro in mano: leggere richiede una spinta emotiva forte, ragioni importanti per cimentarsi con una attività che non è spontanea. Ecco che allora la libertà di scelta iniziale di cosa leggere può aiutare nell’impresa.
 
Ho in mente alcune bellissime pagine di Elias Canetti scritte nella sua monumentale autobiografia attorno alla lettura come valore esistenziale e umano, che tocca l’identità e passa attraverso i canali del rispetto, dell’affetto, della scoperta condivisa, del divertimento, dell’ammirazione, della curiosità coltivata.
 
Richiede dedizione. Certe persone hanno il dono naturale di trasmetterlo, questo valore, ma non riesce a tutti: si può essere grandi lettori, ma praticare la lettura come passione nella sfera del proprio privato.
 
Arrivare agli altri, ai ragazzi in particolare, richiede, ripeto, dedizione: ma ne vale la pena, sempre.
 

30 thoughts on “Attachment Reading

  1. Pubblicherò la mia lista sul blog fra qualche “venerdì del libro”… le mie regole comprendono anche il divieto di fare riassunti, recensioni ed esercizi… i miei sono suggerimenti per spaziare oltre l’ormai classico Harry Potter. Dall’anno prossimo (seconda media) introdurrò l’abitudine di dedicare alla lettura silenziosa un’ora a settimana in classe e quella di leggere (io) ad alta voce un libro tutti insieme. Non ci sono ricette, ma l’abbinamento tra estate e lettura ispira quello tra lettura e piacevolezza. Molto meglio dei compiti per le vacanze… che io mi rifiuto di dare (vedrai nel venerdì del libro di domani…)

    • Mi trovi d’accordo con tutte le tue regole, Palmy, e con tutte le buone pratiche dentro e fuori la classe.

      Aspetto di leggerti domani: mi hai decisamente incuriosita…

  2. Castiglioncello, dopopranzo, due pini marittimi e un’amaca nel giardino di un albergo. Il mio primo Calvino, il mio primo libro da grande. Ma guarda tu che ricordo mi hai risvegliato.

  3. Cassola certo “la ragazza di Bube” e relativo film della mia adolescenza, ma ancor di + “il giardino dei Finzi Contini”.
    Gran bel post pieno di spunti che, di sicurò, raccolgo con grande gioia per crearne uno mio a breve. Love

  4. Cara Grazia tocchi un tema delicato. Dal mio posto d’onore in una biblioteca per ragazzi tra un paio di settimane cominceranno ad arrivare i giovani vacanzieri con le liste dei libri da leggere. Musi lunghi nella maggior parte dei casi, in altri madri sostitute per il recupero. Proprio martedì è arrivata una mamma che mi ha fatto cercare un trentina di titoli sai perché? Dovevo sceglierle quello con meno pagine! Avrebbe fatto fior fior di chilometri per prendere quello con meno pagine. Ti rendi conto? Ne avevo uno da 400 pagine lì, ma lei non l’ha voluto.
    Io ho sempre adorato lavorare con gli adolescenti. Essere “altro” rispetto alla famiglia e alla scuola, permette ai bibliotecari di suggerire quelli che noi chiamiamo “libri cavia”, quelli che non ti puoi sbagliare. Manca purtroppo spesso da parte della scuola e da parte della famiglia la fiducia in noi bibliotecari. Per defeormazione professionale noi non giudichiamo e ogni utente è una persona, con gusti: non abbiamo pregiudizi, non ghettizziamo il “non-mi-piace-leggere” perché sappiamo che non è possibile, una volta che si comincia. E’ un dato di fatto. Però ti posso assicurare che coinvolgere i ragazzi con i libri “giusti” per loro (i Calvino, i Bradbury, i Grandi verranno dopo!) è divertentissimo e loro per me sono sempre una bellissima sfida.
    Sono sempre troppo lunga, ma ne avrei delle bella da raccontare ;D!

    • Nei miei ragionamenti avevo pensato all’importanza del ruolo rivestito dai bibliotecari, figure talvolta troppo sottovalutate: e speravo proprio in un tuo intervento !illuminante” sul tema. Grazie Simonetta!
      Mi incuriosisce molto questo tuo utilizzo dei “libri cavia”: prima o poi dovrai approfondire meglio la cosa, sono molto interessata al meccanismo, oltre che ai titoli, ovviamente.

  5. La lettura va sempre bene. E io non smetto mai di incoraggiare qualsiasi lettura dei miei ragazzi. Nello stesso tempo, è utile dare talvolta anche letture che vanno fatte perché sono tremendamente importanti. Ed è anche questo il senso della lettura delle vacanze. Senza schede, riassunti etc. Ma con il senso del passaggio di un testimone.

    • Il passaggio del testimone è un atto dovuto, ma credo che possa dare ad un insegnante anche tante belle soddisfazioni.
      Sarei davvero curiosa di conoscere quali sono i testimoni che nel tempo hai passato e quelli che hai in lista per l’estate 2012… Se ne hai tempo e voglia, me lo racconti?

      • Non ce la facevo a stare senza venerdì. Approfittando di questo tuo post e di quello di Palmy, ho pubblicato il percorso di letture generale sul quale costruisco quelli particolari, per cominciare.

  6. Come prof di italiano al liceo ho molto apprezzato questo post che condivido in pieno! Anche secondo me il giovane ha tutto il diritto di essere un lettore onnivoro: il gusto sarà affinato dal tempo e dai consigli mirati di una docente premurosa che alla fine dell’anno scolastico non avrà timore di sfidare la solita sequela di sospironi scocciati e proteste a mezza voce per proporre la sua lista di libri per l’estate, nella speranza (mai delusa) che a settembre qualcuno di quei mantici sbuffanti la ringrazi dicendo: “Lo sa, prof, quel libro non era tanto male, tutto sommato.”🙂

  7. Io trovo che in ambito scolastico sia corretto indirizzare alla lettura seguendo una lista. Certo, la lista deve essere abbastanza varia ed ampia da potersi adattare ai gusti personali e potrebbe anche essere riferita solo ad una parte delle letture richieste.. Potrebbe, per esempio, essere richiesta la lettura di cinque volumi di cui almeno due o tre presi dalla lista e lasciando poi libertà totale per i rimanenti.

    Questo perché l’obiettivo primario è senza dubbio quello di avvicinare alla lettura, di insegnare il valore dei libri ed il piacere che possono trasmettere, ma è anche necessario indirizzare i giovani lettori verso dei testi che siano corretti a livello tecnico. Anche solo per insegnar loro la differenza tra la lingua italiana e quel surrogato scadente fin troppo spesso spacciato sulla carta stampata (in particolar modo sulle testate giornalistiche).

    • Beh, che i giornalisti e la nostra lingua talvolta facciano a pugni è decisamente cosa nota: l’italiano è comunque una lingua viva, nel tempo si modifica.
      Modifica, ripeto, non stravolge.

      Le tue prime esperienze con i libri da grandi come sono state?

      • Non ricordo alcun genere di difficoltà, da bambino/ragazzino ho sempre letto molto e di diversi generi. E’ stato molto più avanti, direi con l’inizio dell’università, che mi sono arrugginito.

  8. Pingback: Letture estive e buone vacanze (per il Venerdì del libro) | Slumberland

  9. Io purtroppo non mi ricordo un libro particolare col quale ho iniziato la mia “carriera” di lettrice. Posso solo dire che ho iniziato a leggere tardi, direi l’ultimo anno delle scuole superiori, meglio tardi che mai!!!
    Da parte mia faccio di tutto per stimolare la curiosità dei miei alunni – ragazzi delle medie – buttando là commenti, raccontando magari la vita avventurosa di un autore, e anche trovando racconti o romanzi da leggere in classe ad alta voce durante le ore “da riempire” perché magari di supplenza. E per le vacanze estive, preferisco dare un libro semplificato (insegno inglese), con pochi esercizi, con la speranza che scoprano il piacere della lettura senza il “balzello” della relazione, riassunto, scheda, etc.
    Leggendo il commento di La solita mamma mi vengono in mente quelle mamme che leggono il libro al posto del figliolo e poi glielo raccontano perché insomma, non ce la può fare a leggere tutta quella roba… ce ne sono parecchie!

    • Schede e riassunti sono uno spauracchio. Mi è capitato di assistere alle letture dei figli adolescenti di amici: erano letture finalizzate al riempimento di una scheda o alla realizzazione di un riassunto, leggevano una pagina e ne saltavano tre nella speranza di “beccare” quelle giuste. Ecco, in questo modo secondo me non andiamo da nessuna parte, non creiamo di certo lettori.
      Tragica poi la situazione che tu qui (e altre insegnanti altrove) riportano di genitori che si sostituiscono nella lettura e nei compiti ai figli.
      Una riflesione approfondita su cosa significa attachment reading e come si costruisce nel tempo, tra scuola e famiglia, dovrebbe essere sempre fatta.

  10. Condivido, anche se devo confessare che a volte ho condizionato Elly all’acquisto di un libro piuttosto che un altro.
    Miravo alla qualità e non ho tenuto conto dei suoi gusti. Per me erano libretti sciocchi e non volevo spenderci soldi.Lei stessa mi ha detto che non è obbligata ad avere i miei stessi gusti anche se a 8 anni può non avere ancora le idee chiare.
    Dopo questa pubblica mmissione di colpa prometto che farò ammenda portandola in libreria e facendole scegliere un libro per l’estate senza intevenire.
    E se proprio non posso fare a meno dell’ennesimo Rodari, lo comprerò per me!
    Possibile che sia stata così cieca e ottusa?
    A volte purtroppo capita. Grazie per avermici fatto riflettere.

    • Non sentirti in colpa, mia e poi mai, per quanto fai per tua figlia: un Rodari, d’altronde, non ha mai fatto male a nessuno🙂

      Però prova davvero a lasciarla sperimentare: sono curiosa di sapere cosa si comprerà da sola…me lo dirai?

      Un caro saluto,
      Grazia

      • Ciao, sono sempre mmd.
        Al momento il suo preferito è: Diario di una schiappa!
        Ne aveva scelto anche un’altro con la copertina carina e il titolo che la incuriosiva: La gallina che non mollava mai (con disegnata una bellissima gallina) ma ne è rimasta delusa, pensava si tratta di un’altra storia. L’ha abbandonato.
        Cri

  11. Pingback: Summer Time (Part Seven) | ToWriteDown

  12. Pingback: Mi piacciono i Libri | ToWriteDown

  13. Pingback: La Biblioteca di Jella Lepman | ToWriteDown

  14. non sò io mi sono innamorata dei libri da sola, senza che nessuno mi forzasse, credo che i miei figli sono ancora più fortunati perché i libri glieli compro, glieli leggo e soprattutto mi vedono leggerli e sono curiosi… cosa ci sarà di tanto interessante in quei libri senza figure che la mamma fà fatica a lasciarli?

  15. Pingback: Perché Regalare un Libro ad un Bambino | ToWriteDown

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...