Avere Pazienza

 

Molto spesso Pietro mi fa trovare nell’armadietto del nido le sue creazioni artistiche: realizza tantissimi disegni, utilizzando tecniche diverse, dai pastelli a cera gli acquarelli.

Ieri ho sistemato la notevole collezione di disegni che ho accumulato negli ultimi tempi e mi sono accorta che uno era stato realizzato sul retro di un foglio di appunti fitti fitti, presi con una calligrafia blu pulita e panciuta, sormontati da un titolo che mi ha strappato un sorriso: cosa vuol dire avere pazienza.

Un sorriso un po’ amaro: avevo appena perso la pazienza con Pietro all’ennesimo suo no a una mia richiesta.

Chi ha scritto questi appunti, una educatrice o una ausiliaria del nido, ha analizzato i motivi che le fanno perdere le staffe e ha segnato qualche suggerimento per aggirare l’ostacolo e mantenere la calma comunque.

Ho pensato subito che io, con la mia scorta di pazienza in riserva già dopo una mattinata, avrei potuto prendere spunto per fare una sorta di autotraining e vedere se mi riusciva di carpire qualche idea per migliorare i miei livelli: poi ho lasciato perdere e mi sono limitata a leggere con calma gli appunti. Un’attività un po’ voyeuristica ma quella calligrafia è per me anonima e non riconducibile a una persona conosciuta: quindi mi sono perdonata l’intrusione.

Qualche stralcio interessante:

  • è difficile lasciare fuori le cose personali, ma se si è sereni e senza pensieri per altro è più facile essere pazienti
  • l’ascolto è l’anima della pazienza
  • quando mi arrabbio per me è un fallimento
  • a livello umano a volte è impossibile non perdere la pazienza

Beh, non posso che ritrovarmi con tutto, ma resto al punto di partenza: esisterà una formula magica per accrescere la propria pazienza?

Perchè io ne ho davvero poca e mi capita spesso di arrabbiarmi per un capriccio da niente, con l’aggravante di ritrovarmi cinque minuti dopo depressa per la mia reazione impaziente: e ho ben chiaro che il mio atteggiamento, un po’ rigido e talvolta iroso, non fa che peggiorare le cose, e che dovrei contenermi, sorridere ed essere una guida sicura, ma non sempre ci riesco.

Come ho ben chiaro che dovrei vivere più del presente e nel presente, proprio come fanno i bambini (su questo argomento vi segnalo un bellissimo articolo di Mamma Felice).

E, ancora, come ho ben chiara la visione di Donald Winnicott: la mamma svolge sempre la funzione di rassicurare il bambino, di ricevere angoscia e donare pace, per accompagnarlo, tappa dopo tappa, alla scoperta della vita.

Ma non sempre ripetermi questo mantra mi aiuta e quindi lo richiedo: nessuna formula magica per una mamma con poca pazienza?

 ***

Mi permetto di ricordare l’iniziativa per lo scambio di libri e saluti che trovate in Cento Volte ToWriteDown: ci tengo ad ampliare le possibilità!

(Photo Credit: thanks to luvinthemommyhood.com)

11 thoughts on “Avere Pazienza

  1. Ciao,
    credo che la benzina della pazienza, soprattutto nei confronti dei figli, si chiami amore. L’amore per il figlio è la cosa che ti fa mettere in secondo piano te stessa e, soprattutto, le cose che rimangono impigliate nella rete delle tue curiosità, e che arrivano, se ri-ponderi tutto, a sembrarti addirittura velleitarie. Se arrivi ad apprezzare il suo bisogno del mondo, ad innamorartene, e a fare del suo tempo il tuo tempo, credo tu possa vincere la lotta della pazienza che è altro non è se non il conflitto tra i tuoi bisogni ed i suoi.
    Quello che hai letto sul foglio o ciò che si legge sui libri che si presentano più o meno direttamente come manuali di gestione delle nostre creature, sono consigli per educatori, che devono simulare gli effetti dell’amore verso figli che non sono i loro, o per genitori che non vogliono fare i genitori e cercano tecniche o astuzie per ottenere risultati senza spendersi o per trovare alibi al propio egoismo.
    Scusa se sono un pò dura, ma è ciò che veramente sento.

    • Ciao Cristiana, benvenuta.

      Hai ragione, manuali e riviste dedicate all’infanzia sono spesso scritti per educatori, anche se non è detto che questi ultimi debbano per forza simulare affetto: talvolta, per fortuna, è un sentimento autentico🙂

      Non credo invece che vogliano togliere ai genitori il piacere e la fatica di esserlo: o meglio, nelle mie letture non ne ho mai incontrati. Personalmente poi ho sempre detestato leggere libri che descrivono genitori perfetti, mai stanchi, sempre disponibili, che non si arrabbiano in nessun contensto. Preferisco un confronto più reale, con persone imperfette, che possono anche avere difetti, come avere poca pazienza. La loro umanità arricchisce la mia e mi permette di capire che non c’è mai fine al processo di miglioramento.

      A presto,
      Grazia

  2. Come ti capisco, alcune volte è veramente difficile avere pazienza. L’unica cosa che ho capito nella mia poca esperienza è che arrabbiarsi è solo uno sfogo per noi , che un’ insegnamento per il nostro bimbo.

    • Ciao Valentina,
      apri un capitolo interessante, perchè credo che insegnare anche ad un bambino piccolo a gestire la rabbia sia importante.
      Mi piacerebbe tornare sul tema, come avrai capito mi interessa.
      Un abbraccio

  3. Ci penso spesso in classe: mi innervosisco quando mentre sto parlando, mentre mi rivolgo alla classe, c’è sempre uno che senza chiedere permesso e soprattuto senza aspettare che io termini di parlare, mi apostrofa “professoressa” per una qualsiasi richiesta… hai un rimedio per non perdere le staffe? Perché poi mi pento di quando li sgrido, vorrei modificare il loro comportamento senza perdere la pazienza…

    • Ah, non chiedere a me, davvero non sono indicata per questo tipo di consigli😉
      Mi sono sempre chiesta come fanno gli insegnanti a tenere i nervi saldi per tutte le ore di lezione.

  4. A proposito di pazienza, quando aspettsvo la mia prima bambina l’ostetrica mi aveva regalato un cartoncino con su stampata la parola CALMA, da mettere in un punto ben visibile…. mi è servito moltissimo, mi permetteva di fermare il pensiero quel tanto che mi faceva recuperare la calma…. potrebbe sservire anche per la parola PAZIENZA!

  5. Oddio che argomento doloroso per me! Puoi ben immaginare quanta pazienza sia necessaria ogni giorno a casa mia… ma io non sono mai stata una tipa paziente!!!
    Tutte le sere il senso di colpa mi accompagna nel letto e appoggia la testa con me sul cuscino.
    La pazienza puoi provarla a dilatarla, ma e’ elastica e se molli la presa ritorna com’era.
    Che fare? Prendi il problema dal fondo: mia suocera che ha avuto 9 figli mi dice spesso che un’arma per vincere quest’inquietudine che ti assale la sera e’ mettere a nanna i bambini facendo la pace con loro, cosi’ iniziano a capire che sei un’essere umano, che hai bisogno anche tu di comprensione e che pero’ vuoi loro tanto bene.
    Inutile far finta di essere cio’ che non si e’…

    • Grazie per il tuo commento, Scake, e per il ricordo di tua suocera.
      Mi ritrovo nelle sue parole: siamo comunque esseri umani, credo che qualcosa dobbiamo sempre imparare, migliorare … e perdonarci.

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