Il Colore Viola

 

C’è una frase del romanzo Il colore viola di Alice Walker segnata sul mio diario di adolescente: qualche tempo fa mi è ricapitato tra le mani, questo diario, e ho ritrovato la frase che dice semplicemente Credo che Dio si arrabbi se, per esempio, uno passa vicino al colore viola in un campo senza notarlo.

E lo scorso Natale mi è stata regalata un’agenda, la copertina di colore viola: al suo interno, una pergamena in caratteri viola riporta la spiegazione della scelta di tale colore. Voglio riportarla qui, anche se non ho altre fonti da citare:

Il viola è da sempre il colore dell’ignoto e del mistero. Prende nome dall’omonimo fiore ed è ampiamente presente in natura in minerali come l’ametista, nei frutti come le more e i mirtilli, e nell’arcobaleno, di cui costituisce l’arco più interno. E’ il colore con l’energia più alta dello spettro visibile.

Considerato fin dall’antichità come il colore dello spirito – poiché agisce sull’inconscio dando forza spirituale e ispirazione – rappresenta il valore medio tra terra e cielo, passione e intelligenza, amore e saggezza.

La persona violetta è una persona sensibile, che si sente diversa dalla massa, che esprime un’energia pura e atavica: ha una forza legata alla vitalità del rosso e all’intimo raccoglimento dell’azzurro.

E’ il colore che simboleggia l’emisfero destro del cervello, sinonimo di intelligenza, conoscenza, santità e sobrietà, il viola ha un’influenza positiva sul sistema nervoso: rilassa ed è utilissimo nella cura dell’insonnia.

Il colore viola è considerato di malaugurio da molti artisti, in quanto, nel medioevo, nel periodo della Quaresima (durante i quali i sacerdoti indossavano paramenti sacri di colore viola), un’antica legge vietava tutti i tipi di rappresentazioni teatrali e spettacoli pubblici. I componenti delle compagnie girovaghe di quell’epoca, che fossero commedianti, musici o saltimbanchi, costretti a non lavorare (e quindi a non guadagnare) vivevano quaranta lunghissimi giorni di stenti.

Nonostante tale motivazione sia decaduta (e sia sconosciuta alla maggior parte degli artisti moderni) ancora oggi il viola viene volutamente evitato, ad esempio da alcuni cantanti durante le loro esibizioni, e soprattutto in televisione, se non, appunto, come una sorta di provocazione contro chi crede nelle superstizioni. In passato il Teatro regio di Torino ha visto molti grandi interpreti, tra cui Luciano Pavarotti, rinunciare ad esibirsi per via del suo soffitto viola.

Viola è anche il colore più utilizzato nelle attività pittoriche di casa: pastelli a cera, matite, pennarelli, acquarelli, tutto ci viene di un bel colore viola.

E’ per questo che propongo questo post nell’ambio dell’iniziativa di Giorgia, blogger creativa e appassionata.

 

(nella foto, Alberi Viola in Campo Bianco dell’artista di casa)

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