Se avessi una Figlia

 

Pensieri di qualche giorno fa che voglio ricordare per poterli raccontare a mia madre la prossima volta che ci incontreremo.

In questi giorni sono ancora a Torino per lavoro: ogni mezzogiorno vado al parco sul Po, mangio il mio panino, bevo la mia minerale, a volte la mela, a volte va bene così.

Mi metto ad uno dei tavoli che ci sono intorno, di ferro, di colore verde, e immancabilmente arrivano i passerotti a guardarmi mentre mangio, a sperare che gli lasci un pezzetto di pane: hanno preso confidenza e se tengo in mano le briciole le vengono a beccare.

Che bello questo parco: bello per l’acqua, per il verde, per i bambini.

Oggi ce n’era una in particolare, una bimba, una molto piccola, con in mano un biberon di te o di una bevanda color ambra, la mamma china che spezza il pane facendone briciole che poi mette nella sua mano libera.

La bimba le getta a tre centimetri da sé con un gesto ampio, e subito una miriade di uccelli le volano vicino, con rumori di piume e di becchi per accapararsi qualcosa: e poi via, biberon in bocca e passo traballante ad inseguire felice i piccioni che girano in cerchio e zampettano ansiosi.

Alle mie spalle c’è il prato dove ci si mette a dormire o a prendere il sole, anche se oggi di sole poi non è che ce ne sia tanto: un gruppo di ragazzine quattordicenni o giù di lì arrivano e si mettono sedute sull’erba in cerchio, cominciano a togliersi le magliette, sotto hanno tutte il costume da bagno.

Si guardano apertamente l’un l’altra, si sistemano per bene il pezzo di sopra, qualcuna lancia lunghi sguardi attorno, non so se aspettano qualcun’altra, infine si accendono un paio di sigarette, si riguardano attorno, parlano e non sento che dicono, ma alla fine una ride, ride forte e un nome maschile serpeggiare tra il gruppetto e tutto ad un tratto mi arriva questa domanda addosso: e se avessi una figlia?

Perchè era questo il mio grande desiderio, quando ho saputo quattro anni di aspettare un figlio: che fosse femmina.

E se avessi una figlia? Certo non vorrei che fumasse così giovane, che portasse un bikini così sgargiante, di cattivo gusto: però mi piacerebbe vederla con le sue amiche, lì, in gruppo, insieme per mettersi in mostra, e la guarderei in silenzio per poi aprire il cielo così che il sole potesse splendere solo su di lei, la più bella di tutte.

O forse attraverserei veloce questo parco per metterle la maglietta intimandole di buttare la sigaretta: o passerei silenziosa, per non farle sapere che l’ho vista.

Le direi di piantarla con quel cellulare, di smettere di aspettare o di piangere mentre mi parla di quel suo amico: le direi di cambiarsi una volta tanto quegli stessi jeans stretti, che qualche gonna ogni tanto potrebbe essere una buona idea.

Se avessi una figlia la notte non dormirei fino al suo rientro, e cercherei di capire chi l’ha riaccompagnata e se prima di salutarla si sia chinato su di lei, gentile, a salutarla con un bacio.

E dove? Proprio qui, dietro al portone.

Forse le figlie non lo sanno ma non hanno solo un padre innamorato di loro: hanno anche una madre che le ama così tanto da lasciare correre via il proprio tempo per restare a guardarle crescere, rivedendo se stesse, rincorrendo se stesse. Migliorando se stesse.

Una madre. Che vorrebbe restare per sempre a guardarle felici, come dietro ai piccioni.

(photo: thanks to Aleksandra P.)

10 thoughts on “Se avessi una Figlia

  1. bellissimo.
    e che pensieri fai quando vedi i ragazzini? una volta la mamma di un maschio mi ha raccontato che prendendo il treno si trovava spesso a contatto con gruppi di adolescenti maschi, mi fece ridere perché si diceva rassegnata a vivere un lungo periodo in cui suo figlio sarebbe stato brutto, impacciato e demenziale…
    Da allora (e non ero ancora mamma) ho iniziato ad osservarli anch’io gli adolescenti. Vedo scene imbarazzanti, vero, ma anche giovani persone che mi sorprendono…

    • Ciao Silvia,
      in effetti mi capita più di frequente di fare piccole riflessioni incrociando gruppi di adolescenti maschi sulla metro o per strada: cerco di intravedere in loro il mio futuro ragazzino, qualche volta me ne resto basita temendo davvero quando giungerà la sua adolescenza, ma il più delle volte sorrido ascoltando storie impossibili di professori con fissazioni maniacali o di ragazzine cieche e sorde alle loro attenzioni.

      C’è speranza, mi dico, un po’ per autoconvincermi un po’ perché sono un’ottimista cronica.

      Un sorriso,
      Grazia

  2. Bello!!! Io hoo avuto due figlie femmine e mi sarebbe piaciuto avere anche un maschio, per vederne l’evoluzione……
    Ora ho due nipoti, una bimba e un maschietto e, per quanto sia bello essere mamme, vedo che essere nonna è molto divrso….è diverso lo sguardo con cui si guardano, è diversa la complicità che si riesce ad avere con loro e sto imparando la complessità dell’universo maschile….. Accompagnati nella vita con amore, pazienza e giudizio i giovani diventano adulti con armonia

    • Cara Fausta,
      anche mia madre mi dice che diventando nonna ha scoperto un nuovo modo di rapportarsi con i bambini (e per ora siamo ancora in questa fase con tutti i cuccioli di famiglia): dice di sentirsi più leggera in questo rapporto che è di certo meno viscerale di quello tra madre e figlio, ma con una componente affettiva altrettanto forte. Forse questa leggerezza le permette di vedere certi comportamenti in modo più oggettivo di quanto può fare una madre.

      Insomma, una ricchezza in famiglia che permette di avere un aiuto in più nell’accompagnare la crescita di ragazzi e ragazze: per farne, con armonia (e qui riprendo un termine che hai utilizzato e che io amo molto, armonia) uomini e donne equilibrate.

      A presto Fausta.

  3. Io una figlia femmina ce l’ho… e’ ancora piccina ma già inizia a dimostrarmi di essere in fase di crescita… l’altra sera eravamo ad una festa e mi ha detto: “se devi andare a prendere qualche cosa al bar vai pure, io resto qui a sentire i ragazzi che suonano la batteria!”. Ha sei anni e già questo suo discorso ha provocato in me un tuffo al cuore… Penso già che cosa sarà tra qualche anno… E poi c’è anche il piccoletto da mettere in conto… che di anni ne ha cinque ma che prima o poi inizierà da fare anche lui i suoi discorsi “da grande”… che farò? Bho… Che faremo, io e mio marito? Probabilmente perderemo anche noi un bel po’ di sonno quando saranno fuori, tutti e due, maschio o femmina che sia….

    • Ciao Stefania,
      come ti capisco: anche il mio treenne ogni tanto se ne esce con frasi che mi lasciano stupita, che mi dimostrano che sta crescendo, che cerca di farsi spazio con le sue piccole conquiste di autonomia.

      E io che, in fondo in fondo, lo vorrei sempre piccolo, ancorato a me..

      Anche per noi madri è un processo di crescita!

      A presto,
      Grazia

  4. carissima, mi si stretto il cuore nel leggerti. Ho due figlie e ho fatto i tuoi stessi pensieri quando erano piccolissime. Poi la ragione mi ha indurito e ho dovuto pensare a fare diventare forti e indipendenti, assistendo alle loro capocciate: mi ha fatto tanto mal di pancia. Ora sono donne e trovano ragazzi senza spina dorsale. Non vogliono maschi a cui devono badare. A volte quando sono a casa di ritorno dai loro viaggi o studi o lavoro le guardo di nascosto e mi chiedo se tutto ha un contrappeso e se mai troveranno la loro compensazione.

    • Ciao Daniela,
      mi fa davvero tanto piacere trovarti qui e leggere la tua esperienza che hai voluto regalarmi: le tue due ragazze sono state di certo cresciute con affetto e buon senso.

      Io devo ancora attraversare molte fasi, mio figlio è davvero molto piccolo: e se da un lato a volte vorrei correre, saltare le tappe, avere un piccolo ometto autonomo al mio fianco, dall’altro sono così contenta che dipenda ancora tanto da me. E’ faticoso, ma per molte cose tanto più facile.

      Un abbraccio, a presto
      Grazia

  5. Io ho 3 femmine e 2 maschi e sono ancora bambini. Penso spesso a quello che dici qui: e’ bellissimo immaginarseli quasi grandi, nell’intimita’ delle loro amicizie. Pensare ai discorsi che faranno, ai segreti che cercheranno di nasconderci.. anch’io ci passo del tempo…e mi emoziona. Pero’ non voglio pensare alle notti insonni! Adesso mi godo il fatto che quando chiudo a chiave la porta di casa la sera sono tutti a letto e io posso addormentarmi tranquilla.
    Quando ero adolescente non credevo che sarei stata mamma e non immaginavo che avrei avuto questi pensieri!

    • Cinque figli, che bello: non sai come invidio la tua numerosa famiglia, ne ho sempre sognata una, da bimba e poi da ragazzina mi vedevo madre di una numerosa prole.

      Poi la vita mi ha regalato esperienze di altro tipo, il tempo è stato a lungo perso: e quando finalmente ho avuto la possibilità di crearmi una famiglia purtroppo non ho avuto la fortuna di una fertilità sfacciata, anzi..

      Però non demordo🙂

      Cullali i pensieri dei tuoi futuri ragazzi: sono un modo per seguirli affettuosamente sempre, anticipandone il futuro.

      Grazia

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