Diventare Lettori

COME UN ROMANZO DI DANIEL PENNAC

 

Venti anni fa veniva pubblicato in Francia questo piccolo saggio destinato a diventare un piccolo classico. E destinato soprattutto a cambiare la prospettiva dei lettori, legittimati da una nuova consapevolezza e dai dieci diritti imprescrittibili che chiudono il volumetto.

Come un romanzo di Daniel Pennac è un libro d’amore dedicato a chi ama la lettura e a chi non sa ancora di amarla: del resto, tutte le storie d’amore partono da una infatuazione, da un’attrazione degli opposti, attraversano un periodo conflittuale ed esplodono in appassionate emozioni. 

Pennac scriveva vent’anni fa di un problema che ancora oggi sembra non aver trovato soluzione: come far sì che i nostri figli diventino e restino lettori appassionati e soddisfati per tutta la vita.

Se è chiaro come avvicinare i bambini alla lettura, talvolta sfugge come trattenerli una volta diventati ragazzini e adolescenti: Pennac parla della questione in modo diretto, portando esempi dalla sua esperienza di insegnante e il punto di vista dei ragazzi con i quali ha trascorso gran parte del suo tempo nelle aule scolastiche.

Le suggestioni, le idee, le esperienze che preferisco di questo vademecum per genitori, educatori, adulti in generale, sono qui elencate:

  • il suggerimento di non smettere mai di leggere ad alta voce ai propri figli, neanche quando questi hanno già imparato a leggere e potrebbero farlo da soli: continuare finché questo leggere ad alta voce diventa un leggere a due voci, un leggere insieme, per condividere emozioni e possibilità;
  • la citazione di Paul Valéry che parla a un pubblico femminile di studentesse, sintetizzando quel che è l’amore per i libri: Signorine, non è certo sotto le specie del vocabolario e della sintassi che la Letteratura inizia a sedurci. Ricordate semplicemente come le Lettere entrano nella nostra vita. Nella più tenera età, appena non ci viene più cantata la canzone che fa sorridere e addormentare il neonato, si apre l’era dei racconti. Il bambino li beve come prima beveva il latte. Pretende il seguito e la ripetizione dell’incanto; è un pubblico implacabile ed eccelso. Dio sa quante ore ho perduto per nutrire di maghi, di mostri, di pirati e di fate dei piccoli che urlavano: “Ancora!” al padre sfinito;
  • l’intuizione che la noia è sempre stata e ancora resta il maggior impulso creatore: lasciare tempo libero ai ragazzi, tempo per annoiarsi, tempo per perdersi in fantasticherie che diventeranno creazione;
  • i ricordi di una studentessa di Rennes che rievoca il poeta Georges Perros che arrivava il martedì mattina con i capelli scompigliati dal vento e dal freddo sulla sua moto azzurra arrugginita. Curvo, con addosso un cappotto da marinaio, e la pipa in bocca o in mano. Svuotava sulla cattedra una tracolla piena di libri. Ed era la vita;
  • la suggestione, la grande suggestione che ci offre il tempo della lettura che, così come il tempo dell’amore, dilata il tempo della vita.

E dei dieci diritti imprescrittibili trovo che siano stati scritti per me il quarto, sul diritto alla rilettura, e l’ottavo, quello che dà il via libera allo spizzicare: perchè saltare da un testo all’altro è una delle mie passioni di lettrice affamata.

E voi, quali sono i vostri diritti imprescrittibili? Magari qualcuno che Pennac non aveva previsto?

Con questo post partecipo all’iniziativa il Venerdì del libro, che vi invito a conoscere.

35 thoughts on “Diventare Lettori

  1. Il diritto di leggere ovunque ;)!
    E come sognatrice di un metodo L.A.V.A per tutti i bambini (e non solo): il diritto di leggere a voce alta ;D!
    Buon weekend Grazia e anche io adoro questo libro. Ieri su twitter mi sono dimentica di aggiungerlo #onedaybook

    • Mi sono persa questo hasting, ora però mi hai incuriosita.
      Sai che sono una sostenitrice del tuo metodo L.A.V.A.: a dire il vero, hai come sostenitore anche Pennac🙂
      Buon week end!

  2. incredibile, come guardando nel passato si ritrovino i motti del presente… che spesso vengono attribuiti a chi in realtà li sa pubblicizzare meglio, mi sembra un libro interessante, grazie

  3. Come un romanzo è stato un grande saggio. Che – un po’ come Il piccolo principe – ha subito merchandising ed eccesso di fama (per esempio brucerei sulla pubblica via le antologie scolastiche che ne riportano il decalogo a crudo, senza contesto né meditazione). Detto questo, è un grandissimo libro, che secondo me si può riassumere in poche parole: Leggere è la più grande educazione esistente alla libertà.

    • Deve essere un difetto francese.

      A proposito dell’uso di Come un romanzo per la scuola, devo dirti che l’ho scoperto proprio in questi giorni: volevo scrivere di questo libro e ho girovagato in rete per vedere se c’erano notizie fresche sull’autore e sono incappata in un paio di edizioni per la scuola del testo di Pennac.

      Che dire: edizioni inutili, del tutto contrastanti con il messaggio chiave del libro che, come tu hai perfettamente riassunto, vuole non solo educare alla libertà ma regalare libertà al lettore, consentendogli di scegliere di leggere senza essere imbrigliato in schemi didattici obbligati.

      Un caro saluto, Filipovna🙂

  4. Ciao Grazia.
    Bellissima la tua proposta, e grazie per il bel “ripasso” sui diritti imprescrittibili dei lettori, che è appeso sotto forma di poster gigante alla cassa della libreria da cui solitamente ci forniamo tutti in famiglia. Devo però ammettere, come tu forse già sai, di aver qualche piccolo problema con quell’elenco, dal momento che è più forte di me, difficilmente riesco a mettere da parte un libro, anche se mediocre, senza averne conclusa la lettura, se non altro per i soldi spesi per acquistarlo!
    A presto,
    Michela

    • Sì, Michela, ricordo che ne avevamo già parlato di questa tua incapacità di lasciae un libro a metà.

      E proprio oggi ne parlavo anche con un’amica a pranzo: dopo vari tentennamenti, ha comperato un tomo che non riesce a finire, ma non vuole mollare la presa e continua, insoddisfatta.

      Mi permetto di insistere con te come ho fatto con lei: il diritto a non finire un libro è davvero imprescrittibile!

  5. ps sono d’accordo con te e ‘povna sulla libertà che la lettura insegna, tanto che anch’io stamattina tra i miei commenti ho toccato questo tema che mi sembra ci veda tutti d’accordo.
    Riciao!

  6. i miei diritti imprescindibili il 3, il 4 e il 5, anche se il 3 e il 5 diventati tali da adulta, quando sono diventata una lettrice consapevole.
    Libro letto e rilette e sbocconcellato e, soprattutto, regalato, regalato, regalato

    • Sono curiosa, Palmy…che libro?
      Io ne ho barattati parecchi: ad esempio, questa copia di Come un romanzo l’ho ottenuta lo scorso anno da un baratto: se non ricordo male il libro che ho dato in scambio era un manuale di giardinaggio.
      La copia che ho letto ai tempi di Come un romanzo l’avevo presa dalla biblioteca, restituirla mi era dispiaciuto: come Pennac a un certo punto del saggio scrive, è difficilissimo restituire un libro prestato che ci è piaciuto.

  7. Bel post, l’ho preso in mano più volte, devo anche averlo regalato ma non l’ho letto mai anche se so di questo decalogo dei diritti del lettore.

    Manca il diritto di riordinare gli scaffali delle librerie mettendo in evidenza i libri che più abbiamo amato o ci hanno lasciato qualcosa di importante, mettendo in secondo piano libri che non ci sono piaciuti. Marketing manuale😉 eh eh

    Ecco, lo confesso: io faccio parte di quel movimento nato in Spagna che mette i libri di Gonzales o altri validi pedagogisti davanti a best seller decisamente discutibili (in alcuni casi dannosi).

    Una volta era mio vanto non lasciare mai un libro a metà, ma poi mi sono capitati in mano certi libri che onestamente avrei preferito non venissero mai pubblicati, anche se condivido il punto di vista di una mia amica ricercatrice che qualsiasi libro ti lascia qualcosa, anche solo uno spunto per rifiutare la tesi dell’autore. Una volta mi è capito addirittura di rendere un libro. Lo avevo acquistato per me e per un’amica, in fiducia, la seconda copia dopo averlo letto non me la son sentita di regarla e l’ho riportato in libreria.

    Penso anche io che la libertà sia un insegnamento irrinunciabile.

    • Ciao Cì, che bello questo tuo intervento, grazie.

      Mi piacerebbe dare un’occhiata alla tua libreria che sospetto estrememente interessante.
      E mi trovi molto d’accordo con la tesi della tua amica: effettivamente anche un libro che non è piaciuto lascia qualcosa, se non altro un’esperienza da non ripetere!

      • Già, sicuramente abbiamo molti libri in comune. Sono pigra, ho iniziato enne volte a elencare i miei libri su aNobii ma non ce la faccio! Però sul blog ce ne sono un po’, anche se ora sono più focalizzata su quelli per mia figlia🙂 ciao!

        • Anche io rigurdo ad Anobii sono nella tua stessa situazione: inizio, ma poi mi perdo e la pigrizia prende il sopravvento. Prima o poi ci riprovo. Darò presto un’occhiata più approfondita alle letture recensite sul tuo blog, sono certa che le scoperte non saranno poche🙂

  8. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: “A sud del confine, a ovest del sole”

  9. Confesso che non avevo mai sentito parlare di questo saggio…allora il mio grazie è davvero sentito, carissima, perchè con questo post mi hai dato l’occasione di conoscerlo🙂
    Il decalogo dei diritti del lettore è bellissmo!
    Ciao!!

  10. Per quanto mi riguarda è il diritto di non finire un libro. Io l’ho applicato con convinzione fin da quando ero piccola, facendomi spesso rimproverare perchè “i libri costano, e che l’hai comprato a fare, e se vai avanti poi magari scopri che ti piace…..”. Se un libro non mi piace c’è poco da fare, resta a prendere polvere sulla libreria.
    Se poi devo individuare un diritto che mi è difficile rispettare è sicuramente quello di non leggere: a volte noi lettori non accettiamo che gli altri non siano interessati alla lettura!

  11. Pingback: Attachment Reading | ToWriteDown

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