I bambini si incontrano, Poesia di Tagore

9 MONDAYS FOR 9 SKILLS

 

Non sono una grande conoscitrice di Tagore, poeta, drammaturgo e filosofo indiano a cui nel 1913 venne assegnato il Nobel per la letteratura, il primo nobel letterario non occidentale nella storia del premio.

Ma di Tagore sono sempre stata affascinata dalle intenzioni, quel proporsi di conciliare e integrare Oriente ed Occidente, opera che a distanza di un centinaio di anni non è ancora ben riuscita a nessuno.

Nelle sue poesie la tolleranza viene espressa dalla spontaneità dei più piccoli, da quei bambini sempre pronti a un gioco che non esclude nessuno. 

I bambini si incontrano

I bambini si incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Sopra di loro il cielo è immobile
nella sua immensità
ma l’acqua del mare che non conosce riposo
si agita tempestosa.
I bambini si incontrano con grida e danze
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Costruiscono castelli di sabbia
e giovano con conchiglie vuote.
Con foglie secche intessono barchette
e sorridendo le fanno galleggiare
sulla superficie ampia del mare.
I bambini giocano sulla spiaggia dei mondi.
Non sanno nuotare
né sanno gettare le reti.
I pescatori di perle si tuffano per cercare
i mercanti navigano sulle loro navi
i bambini raccolgono sassolini
e poi li gettano di nuovo nel mare.
Non cercano tesori nascosti
non sanno gettare le reti.
Ride il mare increspandosi
ride la spiaggia luccicando pallidamente.
Le onde portatrici di morte
cantano ai bambini cantilene senza senso
come fa la madre
quando dondola la culla del suo bimbo.
Il mare gioca con i bambini
e la spiaggia ride luccicando pallidamente.
I bambini si incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Nel cielo senza sentieri vaga la tempesta
nel mare senza sentieri naufragano le navi
la morte è in giro e i bambini giocano.
Sulla spiaggia di mondi sconfinati
c’è un grande convegno di bambini.

Predomina in questa poesia un senso di pace, sensazione trasmessa dal cielo silenzioso, dal mare calmo e dai bambini che giocano insieme sulla spiaggia.

I bambini sono simbolo del desiderio di Tagore di un mondo migliore in cui tutti gli uomini possano incontrarsi e imparare a lavorare insieme per lo stesso scopo, senza diversità razziali, tolleranti gli uni degli altri come solo i bambini sanno fare in modo naturale e spontaneo: solo i bambini sono capaci di giocare insieme senza sentire differenze culturali ed etniche, senza essere schiavi di pregiudizi e stereotipi.

I bambini si incontrano su una spiaggia immaginaria che abbraccia tutti i paesi del mondo affinché nessuno venga escluso, e portano avanti i loro giochi usando quanto la natura mette a disposizione, senza cercare altro.

Una metafora dei desideri dell’autore, degli ideali che ha perseguito per tutta la vita: il simbolo di quella tolleranza che vorremmo restasse in ogni bambino, in ogni figlio diventato adulto.

La tolleranza è una delle competenze elencate dallo scrittore statunitense Leo Babauta in un articolo ripreso da Palmy, una insegnate molto speciale che vi invito a conoscere sulle pagine del suo blog.

Con questo articolo voglio contribuire alla sua iniziativa 9 Mondays for 9 Skills.

10 thoughts on “I bambini si incontrano, Poesia di Tagore

  1. Bellissima poesia, con temi a me molto cari. Neanche io conoscevo Tagore e ti ringrazio. Mi piace veramente tanto seguirvi in questa geniale iniziativa…come mi piace l’ideatrice. Non sono riuscita a trovare uno spazio per partecipare attivamente ma non mi perdo mai di leggervi.

    • Grazie Giorgia!
      Alla fine queste sono occasioni per fare belle scoperte che magari ci accompagneranno poi per diverso tempo.
      Questo è il penultimo appuntamento e devo diti che già mi spiace un po’.

  2. Ho letto molto di Tagore soprattutto intorno ai vent’anni…
    “Non sanno nuotare
    né sanno gettare le reti.
    I pescatori di perle si tuffano per cercare
    i mercanti navigano sulle loro navi
    i bambini raccolgono sassolini
    e poi li gettano di nuovo nel mare”:
    questi versi esprimono bene l’animo dei bambini ma anche di chi aspira a ritornare tale, evangelicamente parlando!

  3. Venerdì in occasione del venerdì del libro pubblicherò il post che ti avevo promesso sul rapporto tra cultura scientifica e cultura umanistica… inoltre anche mercoledì mi soffermerò su un altro aspetto della subcultura giovanile su cui rifletto continuamente… il mio contributo per la Settimana della Cultura e per la tua iniziativa del Manifesto (sono troppo in ritardo?!)…

    • Direi che il Manifesto si potrebbe tranquillamente concludere con la chiusura della settimana della cultura…quindi direi che siamo in tempo per tutto🙂
      Grazie per l’attenzione, mi fa davvero piacere.

  4. Pingback: La Domanda più Grande | ToWriteDown

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