I bambini secondo Jesper Juul

9 MONDAYS FOR 9 SKILLS

 

E’ un fatto piuttosto comune quello di considerare i bambini naturalmente crudeli. In realtà le ricerche sui rapporti tra i neonati e le loro mamme documentano con chiarezza che i bambini nascono con quella che una certa teoria chiama sintonizzazione, cioè la capacità di sintonizzarsi prima con i sentimenti e le emozioni della madre, e poi con quelli di altre persone.

Quindi i bambini nascono compassionevoli? Di certo non può esserci compassione senza empatia: ed è di empatia che parla molto spesso nei suoi lavori Jesper Juul.

Jesper Juul, noto terapeuta familiare autore di diversi libri per genitori e professionisti dell’infanzia, evidenzia come i bambini nascono già con la capacità di immedesimarsi nei panni dell’altro, ossia nascono empatici: una parte della loro attenzione è quasi costantemente impegnata a percepire gli stati d’animo dei genitori, singolarmente e tra di loro, una specie di allenamento per capire le persone che incontreranno nella loro vita.

Una educazione incentrata sull’insegnare come ci si comporta nelle diverse situazioni in cui gli altri, ad esempio, ci rimangono male per qualcosa, soffrono oppure sono felici, tende a porre degli standard di comportamento sociale e culturale che non tengono conto del fatto che i bambini hanno già una innata capacità empatica e che questa va coltivata e sviluppata con tecniche di formazione adeguate.

L’educazione deve quindi permettere ai bambini di imparare modi per mettere in pratica l’empatia nei rapporti con gli altri: servono tempo e buoni esempi, sia in famiglia che nelle situazioni quotidiane, coinvolgendo tutte le persone che ogni giorno passano del tempo con i bambini, educatori, amici, parenti.

Un esempio portato da Jesper Juul riguarda una situazione piuttosto comune: due bimbi, Lisa e Mathias, giocano insieme sulla sabbia con le formine, Mathias a un certo punto vorrebbe impossessarsi delle formine di Lisa ma lei non gliele cede e lui inizia a piangere. Solitamente, dice Juuls, un adulto interviene per convincere Lisa a lasciare le sue formine all’altro bimbo, facendo leva sul sentimento di compassione che lui stesso prova: in realtà, ciò che un adulto dovrebbe fare per aiutare Lisa a capire la situazione e a esercitare l’empatia è aiutarla a valutare i propri diritti e doveri nei confronti di Mathias, e a prendere di conseguenza una decisione sulla quale rimanere ferma e rispetto alla quale sentirsi responsabile.

Secondo Juul, affinchè i bambini possano sviluppare al meglio la loro capacità empatica e un comportamento sociale premuroso, è importante che:

  • non venga demolita la loro capacità di immedesimazione;
  • i genitori siano chiari e sinceri sulla proprie sensazioni e i propri limiti;
  • i genitori approccino a loro volta il bambino con empatia e compassione;
  • il bambino possa sperimentare la delusione, la frustrazione e il dolore senza invasioni dall’esterno e soprattutto senza qualcuno che gli dica non è niente;
  • i genitori si aiutino a vicenda e mostrino spirito di collaborazione nel rapporto di coppia;
  • la famiglia possa definirsi un luogo dove tutti i membri vengono osservati, ascoltati e presi sul serio, non solo i bambini o quelli che gridano più forte;
  • invece di fare la morale, i genitori suggeriscano modi concreti con cui il bambino possa esprimere la sua compassione nei confronti dei compagni.

Per approfondimenti, suggerisco la lettura dei seguenti libri, tutti di Jesper Juul:

  • Il bambino è competente. Valori e conoscenze in famiglia
  • Genitori competenti. Educare i figli con responsabilità ed equilibrio
  • La famiglia è competente. Consapevolezza, autostima, autonomia: crescere insieme ai figli che crescono

Io li ho trovati tutti molto pertinenti e utilissimi nella vita pratica: mio figlio ha quasi tre anni e ovviamente non sono ancora riuscita ad applicare tutti i suggerimenti (che arrivano fino al periodo della preadolescenza), ma negli anni a venire li rileggerò per entrare nell’ottica delle diverse età.

Segnalo infine che Jesper Juul interverrà personalmente al convegno S.O.S. Genitori – Gli spaesamenti della contemporaneità previsto per i prossimi 15 e 16 maggio all’Università Bicocca di Milano: Juul parlerà il giorno 15 con un intervento dal titolo Dal bambino competente alla famiglia competente.

La compassione è una delle competenze elencate dallo scrittore statunitense Leo Babauta in un articolo ripreso da Palmy, una insegnate molto speciale che vi invito a conoscere sulle pagine del suo blog.

Con questo articolo voglio contribuire alla sua iniziativa 9 Mondays for 9 Skills.

 (si ringrazia per la foto di apertura GuidoGioma)

15 thoughts on “I bambini secondo Jesper Juul

  1. Ho comprato “Il bambino è competente” dopo aver letto la relazione di Michela, ma ancora non l’ho affrontanto. Ho scorso solo velocemente l’inizio.
    Il discorso sull’empatia è interessante e l’esempio dei due bambini esemplare, però, forse il fatto che oggi non sono proprio in forma e lucidissima, non riesco bene a capire qual è il comportamento da adottare. “in realtà, ciò che un adulto dovrebbe fare per aiutare Lisa a capire la situazione e a esercitare l’empatia è aiutarla a valutare i propri diritti e doveri nei confronti di Mathias, e a prendere di conseguenza una decisione sulla quale rimanere ferma e rispetto alla quale sentirsi responsabile.” Mi sembra corretto, ma non saprei bene come applicarlo praticamente. Probabilmente sbaglio a cercare una soluzione pratica da applicare, perchè dipende da caso a caso, da bambino a bambino, come pure dalla loro età, oltre che dalla storia di ciascuno di noi e dai nostri modi di affrontare i problemi.
    Forse ho le idee confuse…meglio che ci ritorni sopra in un momento migliore…

    • Hai ragione a voler approfondire, forse non sono riuscita a passare i concetti espressi da Juul, sintetizzando troppo alla fine si rischia di perdere qualcosa, conviene tornarci sopra: a quest’ora però ho troppo sonno per farlo, rimando a domani.

      Intanto ti segnalo un sito che ho dimenticato di linkare, per completezza, al post: si tratta del sito di Familylab, organizzazione internazionale per lo sviluppo di competenze per quanto riguarda i rapporti all’interno della famiglia, la crescita personale e l’educazione dei figli, sulla base delle esperienze e delle teorie di Jesper Juul. Tra l’altro ci trovi del materiale scaricabile gratuitamente (il che non è mai male).

  2. Ciao! Torna a proposito il primo libro sulle emozioni che condividiamo: mia figlia a un anno quando vede la pagina con la bambina che piange le da un bacio🙂 Grazie di queste riflessioni, mi dispiace perdermi la conferenza… Jessica

    • E’ vero Jessica, e Pietro, mio figlio, invece accarezzava la pagina: ma il bimbo che lo interessava maggiormente era quello arrabbiato. Quando arrivavamo a quella pagina assumeva un aspetto corrucciato pure lui.
      Buonanotte!

  3. “servono tempo e buoni esempi” e serve anche il coraggio di dare un nome a tutte le emozioni che prova il bambino, anche quelle che si tende socialmente a tralasciare, censurare… se l’emozione è nominata e accettata si può anche controlare in qualche modo, o per lo meno conoscere!

    • Giusto Palmy: chiamare la rabbia, la malinconia, la tristezza, la delusione con il proprio nome non è facile.
      Ma non farlo porta i bambini, i più piccoli soprattutto, a non sapere riconoscere questi sentimenti, figurarsi a gestirli, e pertanto a cercare scorciatoie per evitarli, per poi trovarsi, ad un certo punto, a non poterlo più fare e a ritrovarsi con tempeste emotive che portano confusione.
      Quando penso a questi temi devo dirti che mi sento sempre travolta: mestiere difficile davvero quello del genitore e quello dell’educatore.

  4. Grazie per questo bel post. E’ difficile riassumere Juul senza correre il rischio di lasciar qualcosa per strada, e’ un autore che va letto e conosciuto attraverso i suoi libri. Grazia, ci andrai al suo convegno? In caso affermativo s’imporrebbe un nuovo post per aggiornare chi come me non avra’ la fortuna d’ intervenire😉
    Un saluto,
    Michela

  5. Leggere di JJ è sempre un piacere, leggere i suoi libri immensa fonte di spunti.
    Sapevo del convegno ma non che vi partecipasse lui in persona, interessante, anche se immagino sia una apparizione fugace.

    • Ciao Cì, grazie per la tua visita, mi fa piacere.
      Dalle info che mi hanno dato JJ dovrebbe intervenire per circa una quarantina di minuti, in apertura di giornata, alle 9. Sarà lui o un ologramma?
      Un sorriso
      Grazia

  6. Pingback: La Domanda più Grande | ToWriteDown

  7. Pingback: Gli Anni del Nido | ToWriteDown

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...