I consigli di Marcello Bernardi ai genitori

9 MondayS for 9 Skills

 

Lunedì scorso ho parlato di autonomia e di indipendenza attraverso la voce di Kipling e della sua famosa If (Lettera ad un figlio): oggi vorrei parlare di autostima e dello stare bene con se stessi attraverso l’esperienza e la voce di un pediatra italiano che ha utilizzato anche la poesia per spiegare il suo punto di vista sull’infanzia.

Ecco cosa scriveva nel 1974 Marcello Bernardi.

Discorso a un bambino

Se ti dicono sempre che sei bravo, sta’ in guardia:
qualcuno cercherà di sfruttarti.
Se ti dicono sempre che sei intelligente, sta’ in guardia:
qualcuno cercherà di farti schiavo.
Se ti dicono sempre che sei buono, sta’ in guardia:
qualcuno cercherà di opprimerti.
Ma
Se ti dicono Studia, non temere;
tu potrai fare un mondo senza scuole;
se ti dicono Taci, non temere;
tu potrai fare un mondo senza bavagli;
se ti dicono Obbedisci, non temere;
tu potrai fare un mondo senza padroni;
se ti dicono Chiedi perdono, non temere:
tu potrai fare un mondo senza inferni.
Non credere
A chi ti comanda, a chi ti punisce,
a chi ti ammaestra, a chi ti insulta, a chi ti deride,
a chi ti lusinga, a chi ti inganna, a chi ti disprezza.
Essi non sanno che tu sei ancora un uomo libero.

 

 

Il professor Marcello Bernardi, scomparso nel 2001, è stato docente di puericultura all’Università di Pavia, di Auxologia all’Università di Brescia, presidente del Centro di Educazione matrimoniale e pedagogista per passione.

Per decenni è stato il referente italiano di quella pedagogia radicale rappresentata negli Stati Uniti da Ivan Illich e da Paulo Freire e, storicamente, da Godwin in Inghilterra, da Leone Tolstoj in Russia e da Francisco Ferrer in Spagna.

Nel corso della sua attività ha proposto ai genitori e insegnanti un’educazione non autoritaria, ma mai stoltamente permissiva, basata sul rispetto del bambino e dei suoi tempi. E ha mostrato come la società degli adulti, solo apparentemente attenta ai bisogni dell’infanzia, sia in realtà condizionante e tutt’altro che liberatrice, costruita com’è attorno ai valori economici e alla competizione: un pensiero indubbiamente provocatorio, singolare e ricco, che è possibile oggi ritrovare nei suoi molti scritti.

Le pubblicazioni di Marcello Bernardi sono tante, dal suo famoso manuale Il nuovo bambino ad Adolescenza, da Piccolo manuale per vecchi guerrieri a La tenerezza e la paura, da Educazione e libertà all’ultima opera pubblicata, L’infanzia tra due mondi: sono tutte di facile reperibilità nelle biblioteche e, anche solo per curiosità, vi consiglio di cercarle e di leggerne qualcuna.

Ho consultato di recente la mia copia di Lettere ai genitori (sul mestiere di crescere i figli) e voglio riassumervi la risposta a una mamma preoccupata del fatto che il figlio di un anno piange e strepita per dormire nel lettone dei genitori: che cosa è meglio fare? Non è che il lettone minerà la sua autostima futura, creando un bambino dipendente?

La risposta del professor Bernardi mi sembra contenere molto buon senso e ruota attorno all’importanza di fare capire al piccolo che il lettone rappresenta solo un momento di conforto, non la consuetudine. Che è un nido dove si riposa bene e che ogni individuo ha il diritto ad un ambiente protetto e sicuro, ma che si debba anche saperne fare a meno per vivere sotto la bandiera della propria responsabilità. D’accordo quindi a lasciargli la pausa del lettone di tanto in tanto per fargli capire che gli altri ci sono, ma non sempre. Ai propri figli non bisogna dare solo sicurezza perchè altrimenti non impareranno ad affrontare le tante insicurezze della vita.

Non si può vivere bene con gli altri se non si è imparato a stare bene con se stessi:  e questo vale in tutte le fasi della vita.

Imparare a stare bene con se stessi è una delle competenze elencate dallo scrittore statunitense Leo Babauta in un articolo ripreso da Palmy, una insegnate molto speciale che vi invito a conoscere sulle pagine del suo blog.

Con questo articolo voglio contribuire alla sua iniziativa 9 Mondays for 9 Skills.

(per la prima foto, grazie all’archivio di sxc.hu)

10 thoughts on “I consigli di Marcello Bernardi ai genitori

  1. Cara Grazia, ti ho letto velocemente in questi giorni in cui sono stata via ed oggi ho letto con piacere questo tuo post che partecipa ad un’iniziativa che mi è piaciuta molto, ma a cui non ho potuto aderire.
    Conoscevo Bernardi, ma non ho mai letto niente di suo. Mi ha colpito il discorso sul lettone. Mi ci ritrovo molto ed è quello che stiamo cercando di fare con Miranda. Concordo su questo: “Non si può vivere bene con gli altri se non si è imparato a stare bene con se stessi: e questo vale in tutte le fasi della vita.”
    So che ci sono teorie che invece ritengono sia troppo presto per sviluppare l’indipendenza e l’autonomia e che, anzi, vedono il dormire nel lettone come il presupposto per far crescere i figli sereni ed autonomi al momento giusto.
    Ho spesso il timore di sbagliare su questi aspetti dell’educazione. Per il momento lei dorme nel suo letto nella sua stanza e quando si sveglia piangendo mi alzo e la consolo finchè non si riaddormenta. Solo al mattino, se si sveglia molto presto, ogni tanto la faccio stare un’oretta nel lettone. Mi domando se sto sbagliando, se nonn pretendo troppo da lei. Forse non vi è un unico modo giusto di fare le cose, ma un modo giusto per ciascuno. Spero solo che quello che ho scelto sia quello giusto per aiutare lei ad imparare a stare bene con se stessa.
    Anch’io ieri ho parlato di educazione, ma in riferimento al tempo dei bambini. A tal proposito concordo anche su questo:”E ha mostrato come la società degli adulti, solo apparentemente attenta ai bisogni dell’infanzia, sia in realtà condizionante e tutt’altro che liberatrice, costruita com’è attorno ai valori economici e alla competizione: un pensiero indubbiamente provocatorio, singolare e ricco, che è possibile oggi ritrovare nei suoi molti scritti.”
    Un abbraccio

    • Ciao Tamara,

      forse è vero, forse davvero non vi è un unico modo giusto di fare le cose, ma un modo giusto per ciascuno.

      Fatto sta che anche io ho sempre adottato la tua strategia: se si sveglia nel cuore della notte mi alzo e mi siedo su un bel pouf che è accanto al suo lettino,lo prendo in braccio e lo consolo finchè non si è calmato: e se albeggia e io voglio dormire ancora un po’ me lo porto nel lettone.

      Il lettone è diventato un piccolo rito della domenica mattina, un modo per svegliarci con calma insieme e per permetterci di fare durare la nanna un paio d’ore in più.

  2. Non conoscevo questo pediatra, spero di poterne approfondire la conoscenza dopo questa tua breve ma efficace presentazione. Il tuo contributo è come sempre importante e ricco di spunti…

  3. Ciao Grazia, di Bernardi conosco e possiedo il suo “Il nuovo bambino”. Sono d’accordo sul fatto che non si possa vivere bene con gli altri se non si impara a vivere bene con sè stessi, anche se la questione “lettone” mi vede ancora indecisa. Ho portato i miei figli a dormire con me per esasperazione, e perchè era il solo modo per riuscire a svegliarmi un numero di volte per notte più accettabile. Se i miei figli non l’avessero imposto, probabilmente li avrei fatti dormire nel loro, ed il problema non si sarebbe neppure posto, ma così non è accaduto. Hanno trascorso i loro primi quattro anni tra di noi, e ne sono felice. Ora ogni tanto “ci vengono a trovare” ma sono però dell’idea come tu dici che non ci sia in assoluto un modo giusto o sbagliato di fare le cose e che ciascuno debba trovare la soluzione giusta per sè. Se un bambino piange e non riesce a riaddormentarsi trovo crudele insistere, se gli è sufficiente sentire la mano della madre per scivolare nuovamente nel sonno benissimo così. Ecco, forse è banale, ma non credo che dormire nel lettone crei individui insicuri, se farlo corrisponde al bisogno del bambino trovo sia giusto venga soddisfatto, la soddisfazione di un bisogno crea fiducia e la fiducia è alla base del senso di sicurezza in sè stessi.
    Un abbraccio,
    Michela

  4. Pingback: La Domanda più Grande | ToWriteDown

  5. Salve, oggi il mio psicoterapeuta in una seduta molto densa e ricca di spunti, a conclusione mi ha suggerito di andare a cercare su interner il discoso al bambino di bernardi … e ho trovato il tuo blog. me lo metto tra i preferiti! grazie Grazia,
    Federica

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