Paura della matematica di Peter Cameron

SETTE RACCONTI FORMATO QUOTIDIANITA’

Prima di arrivare al successo con Un giorno questo dolore ti sarà utile sembra che Peter Cameron abbia fatto molti esercizi: o almeno è quello che viene da pensare dopo la lettura della sua raccolta di racconti Paura della matematica, tutti, tranne uno, scritti prima del romanzo.

Sono piccoli quadri di vita vissuta raccontati in prima persona dai personaggi, che sono giovani, ragazzi e ragazze di una terra di mezzo che richiede impegno per affrontare un’intera giornata: e i loro problemi, di semplice quotidianità, sembrano non trovare facilmente una risposta. Ma chi sono questi personaggi?

C’è Davis che ascolta il padre in punto di morte che gli racconta come ha conosciuto la madre, a lui, che ha vissuto una vita con i nonni, e perciò ho sempre sentito qualcosa di vuoto al centro della mia esistenza, come se fossi stato concepito per sottrazione anziché per moltiplicazione.

C’è un ragazzino che smette di parlare dopo il divorzio dei genitori, e ricorda della perdita del diamante della madre, tanto da pensare se avessi potuto restituirlo alla manina protesa ad afferrare in nulla sull’anello di mia mamma, avremmo potuto vivere tutti e tre insieme, felici e contenti.

E c’è un altro ragazzino, Michael Pechetti che con la sua tristezza cronica anticipa quelle che sono le caratteristiche caratteriali di James Dunfour Sveck, protagonista di Un giorno questo dolore ti sarà utile. Michael è assenteista a scuola solo perché non è interessato alla frequenza scolastica, ma ama lo studio e si dedica, a casa, all’algebra: vorrebbe trovare, risolvendo una equazione, la chiave matematica della felicità. Il suo mantra è: trova il valore di n tale che n più qualsiasi altra cosa nella vita ti faccia sentire felice.

E poi c’è una ragazza che desidera diventare la seconda moglie di Keith, e nell’attesa cataloga i riti eccentrici della ex moglie e della figlia di lui, chiedendosi come costruire i propri, per cercare un senso alla vita, o per cercare solo di sottrarsi al ricordo ricorrente della promessa di matrimonio fattale qualche anno prima. Desiderare di sposarsi sarà anche banale, ma ognuno ha bisogno di qualcosa a cui aggrapparsi: e poi non è possibile sottrarsi quando si ricorda perfettamente il momento della proposta, Keith e io vicini, le luci sotto di noi, la neve che comincia a formarsi, sempre più spessa, aspettando di cadere.

Personaggi che sembrano essere stati fermati per brevi interviste sui marciapiedi affollati di una città qualsiasi: e che si presentano con problemi conosciuti, desideri banali, vite in svolgimento di cui siamo testimoni.

Le loro storie ci vengono presentate, svolte e poi concluse, come piccoli episodi raccontati in prima persona. Ci lasciano sensazioni di dolcezza e leggerezza: sappiamo che il protagonista ha provato una certa sensazione, desiderio, paura, lo abbiamo seguito per un certo tempo e poi lo abbiamo salutato, senza capire bene se il suo problema verrà risolto o meno.

E va bene così, non ci resta né la curiosità né la sensazione di un non detto. Perché questi racconti sono abbozzi di vita, non di romanzi, riportano fatti, non sondano interiorità: quella possiamo mettercela noi lettori, sentendoci più o meno affini ai diversi personaggi, e ricordandoli o dimenticandoli di conseguenza.

6 thoughts on “Paura della matematica di Peter Cameron

  1. Ammetto di essere ignorante. Non conosco questo autore, però mi è piaicuto molto il fatto che si tratti di abbozzi di storie in cui si guarda per poco tempo nella vita di un personaggio e poi lo si lascia andare, senza sapere che ne sarà di lui. Confesso che molti dei racconti che ho scritto avevano questa caratteristica. Sfiori per un attimo le loro vite e poi li perdi, ma spesso questi personaggi ti rimangono dentro.

    • Dal suo libro più famoso, Un giorno questo dolore ti sarà utile, è stato tratto di recente un film da Faenza, un regista italiano che amo molto(hai visto Prendimi l’anima, tratto da Diario di un segreta assmietria? Libro di cui tra l’altro vorrei prossimamente parlare).

      Io non l’ho ancora visto ma mi hanno riportato che è molto aderente al romanzo e ne rispetta lo spirito e le visioni sulla realtà: se sei indietro con i mille libri che devi leggere, guarda il film🙂

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