L’Albero del Baratto

Il fatto di avere scritto un articolo sul baratto e di avere inserito nella spalla destra di questo blog il badge di Zerorelativo non sono vezzi: io nel baratto, come nello scambio ecosostenibile e nel consumo critico, ci credo veramente, e utilizzo parte del mio tempo per promuoverlo e organizzarlo.

In questa galleria fotografica potete vedere una delle idee più recenti e finalmente avviate: l’Albero del Baratto. 

 

Per chi vuole avvicinarsi per la prima volta alla logica del baratto, farlo con i propri figli (ad averceli, certo, ma vanno bene anche i nipoti e i figli degli amici) è molto più diretto e divertente: perchè il baratto è un concetto insito nei bambini che, con molta semplicità, cedono qualcosa in cambio di altro, magari non utile ma di certo accattivante.

Inoltre è proprio con i propri figli che solitamente si inizia a diventare più consapevoli dello spreco che sta dietro a molti acquisti e alla quantità di materiale di vario tipo (dai vestiti ai giochi) che resta ancora in ottimo stato dopo l’utilizzo, rischiando, se non viene adottato da altri, di finire in discarica.

Da queste considerazioni è nato l’Albero del Baratto, una iniziativa che invita le famiglie del territorio a incontrarsi ai mercatini organizzati per scambiare vestiti, giochi e accessori per bambini in età prescolare. L’iniziativa ha il supporto di diverse istituzioni, ma è frutto del lavoro congiunto di un gruppo di mamme in autogestione  e di Koiné, Cooperativa Sociale Onlus che opera nella provincia di Milano.

L’Albero del Baratto dà ampio spazio anche alle iniziative dirette ai bambini con quello che è stato denominato il Baratto-lino, un mercatino dei più piccoli per provare a intavolare trattative di scambio. Sono testimone di splendide trattative concluse con grande soddisfazione delle parti!

Tornerò in settimana sui temi del baratto e del consumo critico in un articolo che verrà ospitato da Tamara nel suo blog La collina dei barattoli.

13 thoughts on “L’Albero del Baratto

      • Grazie per la precisazione.
        Continuo con la mia curiosità a riguardo con un’altra domanda. Quanto è frequente che un bambino effetti uno scambio e poi se ne penta? Manifestando la cosa come un fastidio, chiedendo di riavere le proprie cose indietro con uno scambio inverso o magari acchiappando l’oggetto nuovo e cercando di riottenere anche quello che ha dato in cambio?
        Sono cose che succedono frequentemente? Qual’è quella più comune?
        Grazie grazie ^_^

        • Devo dire che non ho avuto esperienza diretta d nessuna delle conseguenze che elenchi. Credo che tutto dipenda da come viene organizzata la “borsa” degli oggetti da scambiare. Se un genitore non coinvolge il figlio nella cernita delle cose da cedere o se in un qualche modo lo obbliga a fare alcune scelte credo che possa capitare abbastanza spesso che poi un bimbo si penta e rivoglia il proprio oggetto: se invece la scelta e’ del bambino e se soprattutto e’ ragionata questi cambi di idea sono piu’ difficili. Io ho sempre in mente le mie esperienze di bimba: a scuola molte volte portavo cose da scambiare, a partire dalle figurine fino ai regali non desiderati, e la ricreazione era dedicata alle trattative. In particolare puntavo su una amica il cui padre lavorava in una fabbrica di trasferelli: come mi piacevano!

          • Ottimo, ottimo.
            Immaginavo una situazione più caotica dal punto di vista dei cambi di opinione e simili, se i bimbi riescono ad essere abbastanza seri e sicuri da effettuare scambi senza avere ripensamenti è un gran bel segnale.

  1. Che bella iniziativa! Non vedo l’ora di ospitare il tuo articolo! Inoltre mi piacerebbe organizzare qualcosa di simile qui dalle mie parti. La mia bimba è ancora piccola e la coinvolgerò in futuro, ma penso sarebbe bello muovermi già adesso per creare un circuito di questo tipo.

    • Hai ragione a muoverti per tempo: la cosa non è difficile da organizzare, ma ci sono un po’ di blocchi culturali verso il baratto e quindi bisogna lavorarci un po’. Parlo anche di questo nel post, ma dovrai avere pazienza ancora un paio di giorni.

  2. Pingback: The Three R’s of the Environment | ToWriteDown

  3. Pingback: Pop Economy | ToWriteDown

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...