Do It With Passion

9 MONDAYS FOR 9 SKILLS

 

Vorrei che mio figlio prendesse il meglio da me e da suo padre.

Considerato che fisicamente non ha quasi nulla di noi due, avendo ereditato per salto generazionale le caratteristiche del nonno paterno e della nonna materna, colori compresi, ci stiamo dando da fare per coltivare con lui le nostre passioni.

Indovinate da dove ho iniziato io.

 

Sono convinta che si apprenda l’amore per la lettura attraverso un gesto d’amore: un adulto che legge una storia ad un bambino, consapevole dell’importanza di inserire l’abitudine della lettura tra le principali cure alla prima infanzia.

Prima dei cartonati e dei libri rilegati noi siamo passati attraverso i libri di stoffa, quelli di legno, i libri da bagnetto in tessuto impermeabile, i libri tattili fatti in casa e al nido con materiali di ogni tipo. Proprio al nido abbiamo avuto la grande fortuna di incontrare educatrici molto preparate e attente che ci hanno accompagnati in questo percorso di avvicinamento alla lettura, insegnando a mio figlio  innanzitutto la differenza tra giocattoli e libri.

Perchè un libro non è un gioco e questo i bambini lo possono capire fin dalla primissima infanzia. La lettura ai bambini o con i bambini è una pausa, un’occasione di intrattenimento pacato nel ritmo surriscaldato della vita quotidiana, un momento di grande intensità e complicità emozionale tra il bambino e l’adulto. Con la lettura si favorisce il contatto profondo tra genitori e figli e una comunicazione più ricca: si possono condividere, guardando un libro o leggendo una storia, pensieri ed emozioni, entrare in contatto con le medesime sensazioni e ritrovarsi più allegri o più tristi a seconda della storia narrata.

Ma perchè introdurre i libri già nella primissima infanzia? Imparare a leggere è ancora una tappa molto importante nella crescita, una tappa nell’autonomia, ma è anche una conquista per niente naturale che richiede l’accesso al mondo simbolico: mentre le conquiste di tipo motorio, come gattonare e afferrare oggetti, sono spontanee, leggere è un’attività che va sollecitata, assistita. E molto può essere fatto fin da subito, per fare nascere nei bambini l’interesse per la lettura.

Oggi la libreria di Pietro è discretamente fornita: e per me ogni scusa è buona per arricchirla con un nuovo testo, un libro illustrato, un libro puzzle, una fiaba. Inoltre Pietro ha la sua tessera personale per accedere ai prestiti della biblioteca locale che dispone di un bellissimo atelier per giovani lettori.

Vorrei trasmettere a mio figlio il piacere per la lettura ed aiutarlo a coltivare questa passione: per me leggere è viaggiare senza muoversi da casa, è vivere le vite di altri senza dover neppure cambiare i vestiti, è aprire la porta su mille possibilità e capirne il significato, provarne i sentimenti, accettarne le conseguenze.

Ho un piccolo cruccio rispetto al simbolo che Pietro ha scelto per rappresentarmi: ogni mattina, per portare un pezzo della sua mamma con sè nella lunga giornata fuori casa, prende un mestolo di legno che conserva nell’armadietto del nido e che io ritrovo ogni sera, quando lo vado a riprendere. Del resto lui mi vede sempre indaffarata in cucina ed è stato naturale appropriarsi di uno dei miei mestoli per tenermi con sè.

Io, da cuoca mancata, ho sempre trovato questo simbolo poco adeguato: solo di recente parlando di tutt’altro lui se n’è uscito con il fatto che i libri di Pietro e della mamma potrebbero perdersi e che quindi bisogna sempre stare attenti. Credo proprio che io stia riuscendo a trasmettergli la mia passione e che lui inizi a condividerla.

Concludo ricordando il primo libro di Pietro che si intitola Guarda che faccia: gli è stato regalato dal pediatra del centro vaccinazioni, un medico che ha aderito al progetto Nati per leggere e che promuove in ogni contesto questa importante iniziativa.

Cos’è Nati per leggere? “Ogni bambino ha diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo. Questo è il cuore di Nati per Leggere. Dal 1999, il progetto ha l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni: le ricerche scientifiche dimostrano come il leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale (è una opportunità di relazione tra bambino e genitori), che cognitivo (si sviluppano meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura). Inoltre si consolida nel bambino l’abitudine a leggere che si protrae nelle età successive grazie all’approccio precoce legato alla relazione“.

Coltivare passioni è una delle competenze elencate dallo scrittore statunitense Leo Babauta in un articolo ripreso da Palmy, una insegnate molto speciale che vi invito a conoscere sulle pagine del suo blog.

Con questo articolo voglio contribuire alla sua iniziativa 9 Mondays for 9 Skills.

14 thoughts on “Do It With Passion

  1. Ricordo chiaramente alcuni dei tentativi fatti, dai nostri genitori, per avvicinare me ed i miei fratelli alla lettura. Ricordo anche che capitava storcessimo il naso quando si trattava di qualche brano da leggere a tavola subito dopo pranzo, con il sole alto nel cielo ed il pensiero che già si rotolava nel’erba. Chi non fa non falla, e nel complesso siamo stati tutti e tre dei buoni lettori durante infanzia e giovinezza.

      • I primissimi?
        Faccio un po’ fatica a collocarli in ordine cronologico, il mio schiacciamento temporale inizia a partire dalla settimana passata.

        “Le avventure di cipollino” l’ho letto da piccolo, su questo non c’è dubbio. E credo sia anche il più vecchio di cui ho ricordo.

        Svariati volumi di “Imparo a leggere con topolino” sono probabilmente il mio primo ricordo di lettura autonoma. Difficilmente si possono considerare dei veri e propri libri.

        Poi ricordo dei volumi illustrati da Rodari, con Zigo-Zago ed allegra compagnia. Non ricordo i titoli.

  2. Con me… come si dice , sfondi una porta aperta! Adoro leggere e voglio che le mie figlie arrivino ad avere la mia stessa passione. Leggiamo ogni giorno e abbiamo una libreria colmi di libri. Io sono anche appassionata di illustrazioni e questo mi ha portato ad avere una piccola collezione di albi per bambini che sfogliamo spesso con molto amore! Il mio blog ha ospitato spesso l’argomento lettura e la sua importanza per i bambini.

    • Ciao, conosco il tuo blog e mi ritrovo in molte passioni.
      I libri in primis! Ma a parte questi, abbiamo in effetti molte cose in comune: spero in futuro di avere modo di confrontarmi con te e di chiederti magari qualche consiglio🙂
      A presto,
      Grazia

  3. Madre santa!
    Anche la mia mi ha trasmesso la passione per la lettura che si è poi diramata anche in scrittura.
    E al di là delle proprietà cognitive che ha leggere ad alta voce proteggi tuo figlio da una malattia letale: l’ignoranza e il non pensare con il proprio cervello.

  4. Visto l’ultimo libro che si è scelto Nicola nella biblioteca 0-6 “L’elefante che legge”, non so quanta speranza abbiamo di trasmettergli amore per la lettura… tutto disegni e finestrelle, nemmeno una riga scritta! Sicuramente sa bene che un libro non è un gioco e ama sedersi a ‘leggere’ la sera prima della nanna, oramai uno dei suoi riti irrinunciabili.

    • Io credo che molto presto arriverà anche per Nicola l’interesse per i “nomi”, come li chiama Pietro, ossia le scritte che per quanto incomprensibili a loro risultano molto interessanti, e sarà un continuo: cosa c’è scritto?

  5. Grazie della tua partecipazione, ancora una volta. Dici delle cose molto interessanti:
    -la distinzione tra libro e gioco
    -la lettura va assistita e sostenuta
    -la lettura che unisce genitori e figli…
    Anche io tante volte mi sono occupata dell’approccio alla lettura in famiglia prima che a scuola, del resto la presenza e il numero dei libri in casa sono uno dei fattori che predice del futuro successo scolastico di un bambino.

  6. Pingback: In Libreria (II) | ToWriteDown

  7. Pingback: La Domanda più Grande | ToWriteDown

  8. Direi che più simili di così ;))…
    Da me la mia secondogenita ha usato “Dov’è la mamma?” nei primi mesi dell’asilo (l’ho iscritta come anticipataria a due anni emezzo). Andava a scuola con borsetta, il libro in formato tascabile e una foto che ci ritraeva insieme… La forza dei libri, vero?…

    • Che bella l’immagine di tua figlia!
      Proprio stamattina ho trascorso un’oretta con Pietro ad una delle due materne in cui l’ho iscritto: ebbene sì, è già maggio e io non ho ancora deciso. So già che sarà durissima, per lui e per me.
      Libro e foto aiuteranno…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...