In libreria da domani Una mano piena di nuvole

GUEST POST PER LA RECENSIONE DEL LIBRO DI JENNY WINGFIELD

Ieri ho ricevuto una mail che si apre in un modo delizioso. Ve la trascrivo pari pari:

Ciao Grazia,

mannaggia a te che sei riuscita anche a farmi scrivere una recensione… ho messo un paio di foto, ma non mi sembrano eccezionali.

Domani esce in Italia Una mano piena di nuvole, quel The Homecoming of Samuel Lake che ha spopolato negli States e di cui ho parlato in questo articolo.

Oggi ho qui la recensione per voi. Grazie Stefano!

Se dovessi usare una sola parola per descrivere questo libro direi cinematografico.

L’autrice è una nota sceneggiatrice americana e questo si percepisce nettamente nella narrazione, nei dialoghi, nella costruzione e nella evoluzione della storia.

Quali sono gli ingredienti principali di questo libro? E’ il profondo sud americano degli anni Cinquanta a fare da cornice ai classici elementi di un bestseller, o di un blockbuster se vogliamo essere lungimiranti, quali la famiglia, la fede, le tragedie, le bugie, gli orrori, la gelosia e una coraggiosa e moderna eroina: Swan Lake.

A dire il vero, e questa è una nota di merito, una piccola protagonista femminile così forte e determinata non si vedeva dai tempi di Jean Louise “Scout” Finch di Harper Lee ne’ Il buio oltre la siepe, titolo originale To kill a mockingbird, romanzo che è stato compreso dal quotidiano inglese The Telegraph nei cento libri da leggere assolutamente  (e torneremo a parlarne, ndr).

Ecco come viene descritta all’inizio del libro la piccola protagonista:

She was little. She was quick. And she was just what Noble dreamed of being. Formidable. You couldn’t get the best of her, no matter how you tried.

La parte iniziale è lenta, ma pian piano i personaggi, seppur abbastanza semplificati tanto da apparire stereotipati, prendono forma e vita e di conseguenza la storia aumenta di ritmo e di intensità. Non mi addentro nella trama, che potete comunque trovare nel precedente articolo, perché il libro è veramente piacevole e ognuno dovrebbe poterlo assaporare direttamente.

Lascio quindi due estratti: le prime righe e le ultime righe. A voi la decisione se lasciarvi incuriosire o meno.

INCIPIT

John Moses couldn’t have chosen a worse day, ora a worse way to die, if he’d planned it for a lifetime. Which was possible. He was contrary as a mule. It was the weekend of the Moses family reunion, and everything was perfect – or at least perfectly normal – until John went ad ruined it.

EXPLICIT

And that’s the way things have gone along from that day until this. Not staying the same, but always changing. And that’s okay, because once one part of a thing changes, all the other pieces begin to shift, and pretty soon it’s a whole new story.

Una mano piena di nuvole di Jenny Wingfield, da domani in libreria nelle edizioni Garzanti.

(Anche per la foto ringrazio Stefano) 

8 thoughts on “In libreria da domani Una mano piena di nuvole

  1. “seppur abbastanza semplificati tanto da apparire stereotipati”

    Lo stereotipo, per quel che mi riguarda, è l’equivalente letterario del pigiamone di pile nell’eros: distrugge ogni velleità e smorza ogni interesse.

    • Stereotipi da intendersi come personaggi abilmente e furbescamente costruiti per bucare le pagine (parliamo sempre di una sceneggiatrice, che sicuramente sa come creare prodotti di successo).
      Sicuramente la protagonista è il personaggio meglio sviluppato, mentre è il contorno ad essere a volte un pochino scontato, ma non per questo da “effetto pile”.

      Sono una schiappa di recensore, ho dimenticato il voto finale (su base 5)
      3 stelline e 3/4

      • In genere amo molto gli autori che dedicano tempo e spazio a co-primari (o addirittura alle comparse), mi piace che il mondo sociale entro cui il protagonista (od i protagonisti) si muovono sia quanto più vivido possibile.
        Mi rendo conto che una scelta di questo genere tenda ad appesantire un testo, rendendolo probabilmente meno fruibile e quindi poco adatto alla penna di una sceneggiatrice che deve poter soddisfare una larghissima utenza.

        A questo punto oscillo tra l’idea iniziale suscitata dalla recensione, che lo identificherebbe come libro da evitare, ed il voto che gli hai dato, che lo renderebbe invece un libro a cui può valer la pena di dedicare del tempo.

        Me lo metto in lista tra le cose da leggere ^_*

  2. Pingback: A Gift from Texas | ToWriteDown

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