Le Ultime Righe

 

Un paio di settimane fa ho parlato della mia passione per le prime righe di apertura dei libri. In un commento all’articolo, Lelibrerieinvisibili ha ricordato l’importanza degli explicit: le sue recensioni riportano sempre le ultime righe del libro di cui parlano.

Si dice che l’incipit venda il libro, ma sono le ultime righe che portano a scegliere di leggere un altro libro dello stesso autore.

Perché mentre l’inizio di un libro permette ad un autore di essere letto, è il finale che rimane veramente dentro al lettore: un finale vago getta un’ombra su tutto il romanzo, mentre uno potente e toccante resta nel tempo.

E talvolta lascia un alone di tristezza: perché il libro è finito, e staccarsi dalla storia e dai personaggi risulta difficile, come accomiatarsi da cari amici. Mi è capitato molte volte, anche con romanzi di 500 e più pagine, di pensare che mi sarebbero presto mancati e di desiderarne ancora la lettura.

Il finale che è con me da più tempo?

Quello di Reunion, il lungo racconto di Fred Uhlman, quel L’amico Ritrovato che ognuno di noi dovrebbe poter portare nel cuore. Quello che finisce con lo stralcio di un elenco di quattrocento ragazzi morti o dispersi nella Seconda Guerra Mondiale. Quello che fa ricordare per sempre la storia di Hans e dell’amico Konradin.

Finalmente risolsi di distruggere quell’atroce oggetto. Avevo davvero voglia o bisogno di sapere? Che fosse vivo o morto, per me che differenza faceva, dal momento che, vivo o morto, non l’avrei mai più rivisto?

Ma potevo esserne sicuro? Era proprio da escludere nel modo più assoluto che la porta si aprisse e che Konradin entrasse nel mio studio? E persino in quel momento non tendevo forse l’orecchio in attesa del rumore dei suoi passi?

Afferrai il libriccino e mi accinsi a strapparlo, ma all’ultimo momento mi trattenni. Facendomi forza, lo aprii tremando alla lettera H e lessi:

VON HOHENFELS, Konradin, implicato nella congiura per assassinare Hitler. GIUSTIZIATO.

 

Propongo un passatempo per la domenica sera che è possibile fare visitando il sito del magazine inglese The Stylist dove ho trovato due brevi articoli, uno dedicato agli incipit e uno dedicato agli explicit: un totale di duecento titoli presentati con le copertine delle edizioni inglesi sulle quali basta cliccare per poter leggere le prime o le ultime righe.

Se invece avete ancora energia da spendere, vi invito a leggere questo articolo e a partecipare al nostro Manifesto per riprenderci la cultura.

(foto: grazie all’archivio di sxc.hu)

17 thoughts on “Le Ultime Righe

  1. L’ho scritto su Facebook.
    Lo riscrivo qui.
    Adori questo libro. Ho ancora la copia Che mi mi regalarono nel lontano 1987. Ero piccina ma la storia fu avvincente, come ‘Il giardino dei Finzi Contini’ lo fu anni dopo. Ad attirare la mia attenzione fu anche la data di nascita del protagonista e dell’autore stesso – il 19 gennaio – la mia data di nascita. Ricordo la sensazione di essere parte della storia e contribuì, senza dubbio, alla formazione del mio pensiero di donna oggi. Grazie per avermelo ricordato, tesoro.

  2. Stupendo il libro che citi!
    Quando compro un libro di solito leggo le prime righe, le ultime e una pagina a caso nel mezzo e mi lascio portare dal cuore…..raramente sbaglio.
    Con calma andrò a visitare i siti che hai citato.
    Complimenti per il premio! La tazzina è deliziosa….:-)

  3. Ah, “L’amico ritrovato”! Quanto ho amato ed amo questo libro scoperto al liceo! E’ uno dei libri della mia adolescenza che porto nel cuore e che non dimenticherò mai.
    Per quanto riguarda gli explicit: io non voglio mai, assolutamente, leggere le ultime righe prima di aver letto il libro. Quando mi capita, per sbaglio, di leggere le ultime parole perchè l’occhio vi cade sopra nel maneggiare il libro, la mia mente opera un cosciente e faticoso sforzo per rimuoverle (e spesso vi riesce, non so come). Le ultime righe sono sempre state fondamentali per me. Devono essere la rivelazione finale, l’ultimo atto di amore con il libro e quindi non le posso leggere prima.🙂

    • Cara Tamara,

      sono contenta di trovare l’ennesima assonanza tra noi due: questo libro, letto e riletto dall’adolescenza in poi, mi ha tenuto tanta compagnia e, come diceva anche Francy, mi ha permesso di costruire un mattoncino della mia formazione.

      Per quanto riguarda le ultime righe, devo dirti che io ogni tanto le sbircio, ma mai se ho tra le mani un giallo o un noir!

  4. Pingback: In libreria da domani Una mano piena di nuvole | ToWriteDown

  5. Ciao! Non mi ero proprio accorta di questo post e grazie della citazione! Non avrei saputo spiegare con parole pù azzeccate la mia passione per gli explicit:
    “Perché mentre l’inizio di un libro permette ad un autore di essere letto, è il finale che rimane veramente dentro al lettore”
    hai perfettamente ragione!

  6. Pingback: Amicizie | ToWriteDown

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