Chi leggerà Una mano piena di nuvole?

ARRIVA IN ITALIA IL ROMANZO DI JENNY WINGFIELD

E’ cominciato da qualche giorno il lancio per l’uscita in Italia del libro Una mano piena di nuvole di Jenny Wingfield.

Ho già ricevuto a tal proposito tre mail e diversi tweet per segnalare un contest su Facebook che riguarda la nuova uscita in Garzanti Libri. Ma perché questa strategia per promuovere un libro che sembra poter far parlare di sé anche senza concorsi di contorno?

Le premesse per un successo anche nel nostro Paese ci sono tutte: l’autrice è una famosa sceneggiatrice americana (anche di film animati, come Il Re Leone II, che io vedo spessissimo, tra l’altro), il romanzo ha ricevuto il prestigioso riconoscimento libro dell’anno da parte dell’associazione dei librai indipendenti americani e da luglio ad oggi ha fatto il boom di vendite grazie al passaparola.

In Italia il lancio avviene con un battage pubblicitario serrato, per cui viene da chiedersi cosa significhi vendite su passaparola negli USA. Ho controllato.

Ad aprile dello scorso anno la stampa americana già parlava di The Homecoming of Samuel Lake (titolo originale, decisamente non tradotto), nonostante non fosse ancora uscito; sempre ad aprile sono stati assegnati i diritti di pubblicazione per gli altri Paesi, e Garzanti si è aggiudicata quelli per l’Italia.

A maggio vengono distribuite tra i librai le bozze in anteprima: primi commenti entusiastici. A giugno Amazon proclama Jenny Wingfield come la nuova stella nascente della letteratura. A luglio finalmente esce il libro per i tipi della Random House e l’associazione dei librai indipendenti lo sceglie come libro dell’anno; ad agosto USA Today, Publishers Weekly, Kirkus Reviews e Booklist dedicano al libro intere pagine.

Quando penso al passaparola effettivamente non ho in mente questa fantastica e coinvolgente strategia, ma la curiosità per questo nuovo romanzo resta forte, tanto più che in molti l’hanno paragonato a Il buio oltre la siepe, di Harper Lee, bellissimo libro del 1960 che mi è rimasto nel cuore (e nella libreria).

In Italia l’uscita è prevista per l’8 marzo e io non posso che attendere. Di cosa parla? Sembra una storia commovente sull’infanzia e l’amicizia, con una carrellata di personaggi promettenti.

Questa la trama: Swan ha undici anni e non ha paura di niente. Non ha paura di dire quello che pensa, non ha paura di azzuffarsi con i suoi fratelli, non ha paura delle bugie. Ma soprattutto non ha paura di fare quello che le è proibito. Quando una sera d’estate decide di sgusciare fuori di casa, non immagina di certo che nel bosco si nasconda l’incontro che le cambierà per sempre la vita. Lui è Blade, un bambino tutto pelle e ossa, dall’aria timida e smarrita, gli occhi neri e fieri: è il figlio di un addestratore di cavalli, uomo torvo e brutale, temuto da tutto il paese. Per Blade quella ragazzina è l’unica via di salvezza, ha bisogno di lei per fuggire dalla violenza: e Swan decide di aiutarlo.

Se volete partecipare al contest organizzato dall’editore e accaparrarvi una delle venti copie in palio, andate alla pagina Facebook dedicata e seguite le istruzioni: l’importante è che abbiate buona memoria, tanta ironia e tanti amici in quanto vincerà chi avrà postato il ricordo di una bugia divertente detta da bambino e otterrà più Mi piace.

Nell’attesa, ecco le prime undici pagine di Una mano piena di nuvole: cosa ne pensate?

25 thoughts on “Chi leggerà Una mano piena di nuvole?

    • Sì, Valentina, a volte ho anche io ho l’impressione di essere oggetto di campagne promozionali o pubblicitarie molto spinte; e quando ho ricevuto le prime segnalazioni per l’uscita di Una mano piena di nuvole ho avuto la sgradevole sensazione che si cercasse di nascondere dietro ad un concorso un testo banale e senza troppe aspettative.

      E’ per questo che ho voluto prendere altre informazioni, capire chi è l’autrice e da dove arriva questo clamore: devo dirti che finora ho trovato informazioni confortanti, tra l’altro la Wingfield non è una ragazzina, ha un curriculum di peso come sceneggiatore di grande successo (sue sono le sceneggiature di The Man in the Moon e The outsider), questo è quindi sì il suo esordio come romanziere ma ha dalla sua anni di esperienza nel mondo della scrittura.

      Per questo mi sono lasciata affascinare da questo “evento letterario” e lo aspetto con curiosità.

  1. Sono un lettore curioso, ma superificale.
    Non sapevo nulla di successi in America, non sapevo nulla di Garzanti, non sapevo nulla delle recenzioni su Amazon, non sapevo nulla del parere dei librai indipendenti o di USA today…
    Non sapevo nulla di questo libro prima di leggerne qui.
    Credo che la strategia di utilizzo dei social network sia inevitabile (e corretta) se si vuole entrare in contatto coi superficiali over 35 come me e, soprattutto, col mondo under 35 (non necessariamente superficiale).
    Credo ci si debba solo abituare.
    P.S. sono abbondantemente sopra i 35. 35 anni è però il confine comunemente utilizzato nella definizione dei target (perché, scusate, per una casa editrice questo sono i lettori: target!)

    • Sì, Sergio, sono d’accordo con te: una strategia di comunicazione oggi deve tenere conto di ogni strumento di condivisione, e i social network sono imprescindibili.
      E rigurdo al target: la pagina facebook di ToWriteDown sta raggiungendo i 100 adepti (si dice così?), per me tantissimi, e ho dato un’occhiata alle statistiche: dominano le donne e il segmento da 35 a 45.

  2. Appena ho letto questo post, naturalmente, hai stuzzicato la mia curiosità.
    Ho recuperato il libro (ovviamente in inglese) e me lo sono caricato sul nook… sarà la mia prossima lettura.

    • Ciao Stefano,

      approfitto di questo tuo commento per riprenderne anche un altro, sempre tuo, sulla rivoluzione dell’editoria legata agli ebook.

      Ho un supporto per leggere gli ebook e ne ho acquistati alcuni, ma devo dirti che non mi sento ancora perfettamente a mio agio: mi manca il peso del libro tra le mani, la porosità sotto le dita, l’odore della carta, il rumore della pagina che gira. Mi manca anche durante il giorno, non solo alla sera.

      So anche che, come per tante altre rivoluzioni digitali già vissute, mi manca solo il punto di svolta, che non è ancora arrivato: giunto quello, leggere in questo modo per me sarà più facile, ma per ora faccio ancora fatica.

      Quindi invidio la disinvoltura con cui tu prendi libri in formato digitale e li leggi, per giunta in inglese! A tal proposito: come procede la lettura? Sono davvero curiosa e un tuo punto di vista mi piacerebbe davvero tanto: perchè non me la scrivi tu la recensione di questo libro non appena lo hai terminato?

      Ho giusto giusto una rubrica da inaugurare, si chiama I’m taking a ride (with my best friend), e mi serve un amico per farlo…

      • Al momento sto finendo un libro, conto di iniziare questo la prossima settimana.
        La mia però non è disinvoltura, faccio fatica a leggere libri in lingua, ma è un esercizio che mi piace fare… siamo troppo pigri, con le lingue straniere, noi italiani.
        Non amo invece scrivere, perchè proprio non lo so fare, ma potrei fare uno strappo alla regola ed abbozzare qualcosa che possa vagamente somigliare ad una recensione.

        • Quanto hai ragione sulle lingue: anche io sono pigrissima!
          Insisto, per quanto posso, per ospitare un tuo scritto: se trovi tempo e l’ispirazione, mi farebbe davvero piacere🙂

  3. Io, invece, che sono molto molto meno poliglotta di Stefano, dovrò aspettare l’8 Marzo…accidenti!!!

    ps. tesoro, potresti suggerire libri una volta al mese?solo per avere il tempo di leggerli^__*

  4. Che dire? Da parecchio tempo, ogni volta che entro in libreria e leggo le quarte di copertina dei vari libri o le recensioni in giro qua e là sembra sempre di avere tra le mani il libro, non dell’anno, ma del secolo. A leggere quello che dicono, sono sempre capolavori, libri che hanno avuto un successo strepitoso, rivelazioni, destinati a rimanere nella storia della letteratura. Purtroppo la maggior parte delle volte sono o deludenti o semplicemente una piacevole lettura. Infatti, ormai, non mi fido molto ed approfitto di mia suocera che li compra e poi li prendo in prestito da lei. Magari sono io ad essere prevenuta, ma mi sembrano sempre casi letterari costruiti a tavolino, invece che su un reale passaparola. Libri che poi si dissolvono come bolle di sapone, almeno nella mia memoria. Come se non lasciassero segni dentro di me.
    Non posso pronunciarmi su questo, ovviamente, dal momento che neppure è uscito. Ho letto, però, le prime undici pagine, di cui hai fornito il link (grazie!). Non so che dire. La sensazione è un po’ la stessa di cui parlavo poco sopra. Spero di rimanerne piacevolmente sorpresa quando mia suocera mi passerà il libro (se lo comprerà) o se mi capiterà di prenderlo in biblioteca. Diciamo che per il momento la mia attesa non è particolarmente trepidante, ma forse perchè ho una lista di libri da leggere che non finisce più.

    • Ciao Tamara,

      dedicandomi oggi a rispondere ai commenti su questo post ho deciso di fare pushing sull’unica persona che so avere a disposizione una copia del libro, seppur in inglese, Stefano: chissà se accoglierà il mio invito a scirvere una recensione per ToWriteDown…

  5. Ho letto la recensione di questo libro sulla rivista letteraria Il libraio e sembra essere l’ennesiom bestseller destinato ad esplodere. Solitamente sono libri avvincenti e ben scritti ma ho imparato a diffidare e a buttarmi su qualcosa di meno conosciuto o sui classici. Purtroppo questi presunti capolavori si dissolvono nel giro di qualche anno non lasciando nessun ricordo di sè, perciò cerco di spendere i miei soldi per capolavori già affermati (anche se a volte mi deludono anche quelli).

  6. Ho un po’ di difficoltà con le risposte dirette ai commenti.
    Vabbè… questo per dire che ho accantonato l’altro libro ed ho iniziato a leggere questo.
    Come primo impatto posso dire che la scrittura mi piace, al momento è molto leggera ed ironica.
    Sicuramente prenderò anche la versione italiana, perchè (sperando nella traduzione) sono consapevole che mi sfuggirà qualche sfumatura.
    Grazia, per sfruttare il tuo bistrattato ebook reader, potresti caricarci dei libri che hai già letto, però in inglese, così potresti prendere confidenza con il “nemico” e sconfiggere un pochino di pigrizia.
    Se hai bisogno di ebook, chiedi pure.

    • Stavo ragionando su quanto mi hai scritto sull’uso dell’ebook che resta sempre sul ripiano dell’armadio.
      E ho deciso di provare.

      Se sei ancora disponibile, a breve ti faccio una lista di richieste🙂

      Invece come va la tua lettura?

      • Sempre disponibile🙂
        La lettura procede bene, decisamente piacevole, mi mancano una ventina di pagine e conto di farti avere qualcosa in giornata o domani (mi pare giusto, prima che esca l’italica versione).

        • Sarebbe fantastico, grazie Stefano!

          E…se ne hai voglia, una foto del tuo ebook sulla copertina americana del libro sarebbe una bella immagine di apertura🙂

          Buona giornata

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