Mondo ZR

Da un paio di giorni ho inserito nella spalla sinistra di ToWriteDown il collegamento con un sito amico, Zerorelativo, che ho citato di striscio in un articolo di inizio settimana.

Oggi voglio darvi qualche informazione su questo bellissimo progetto che ho conosciuto nel 2008 alla Fiera Fa La Cosa Giusta, a Milano, e che da allora non ho mai smesso di seguire.

Ah, questo qui accanto è Zeronimo, mascotte e simbolo di Zerorelativo: ha il nome di un guerriero, ma è gentile, curioso e coscienzioso, come ogni barter che si rispetti.

Barter è un neologismo coniato da Zerorelativo per indicare chi aderisce alla sua community, la prima in Italia per lo scambio di oggetti e prestazioni senza l’utilizzo di denaro: la formula proposta è proprio quella che nasce spontaneamente tra i bambini quando hanno oggetti che non utilizzano e li propongono agli amici in cambio di altri, più desiderati, più utili.

Zerorelativo è una piattaforma di baratto, riuso e prestito gratuito che permette agli utenti (che diventano barter) di mettersi in contatto per barattare, prestare gratuitamente e donare oggetti e prestazioni. Il progetto nasce da una idea del 2006 di Paolo Severi, che ho avuto il piacere di conoscere e con cui ho barattato con grande soddisfazione.

Guardate questo video che in pochi secondi vi racconta tutto il mondo di Zerorelativo, ZR per gli amici, un mondo semplice che si pone obiettivi importanti: diffondere nuovi modelli di consumo orientati al benessere sociale e ambientale, allenare al consumo critico e sdoganare una forma di scambio che può essere concretamente applicata alla vita quotidiana. Baratto, prestito e dono come azioni ad alto valore educativo.

Mentre scrivo, ZR conta 25.804 iscritti e ha 80.364 annunci attivi: nonostante sia un sito ADV Free, iscrizione e annunci sono gratuiti perché ZR è anche una Associazione che si sostiene attraverso forme di autofinanziamento delle persone che vi “lavorano” (le avete conosciute nel video) e il contributo dei barter.

Da fine 2010 ho deciso di diventare barter sostenitore per aiutare anche economicamente ZR a diffondere una idea di consumo critico in cui credo molto: mi piace immaginare di poter vivere in una società in cui si faccia più attenzione alle persone, ai valori, alle cose. Come dice Paolo Severi, “ciò che per noi vale zero, per altri può avere più valore (zero relativo, appunto!): il baratto può essere una forma di partecipazione e di emancipazione e orientare verso stili di vita e di consumo più attenti e consapevoli”.

In America la pratica del baratto è molto consolidata: lo chiamano swapping e gli swap party, arrivati anche da noi, sono organizzati soprattutto al momento del cambio armadi. Come ho letto in una intervista a Pietro Alessandrini, ordinario di Politica Economica all’Università di Ancona, quella praticata oggi è una “nuova forma di baratto, ben diversa da quella tipica delle economie arretrate. Lì serve per la sussistenza, qui siamo di fronte a un prodotto dell’eccesso di mercatismo. Il consumismo sfrenato ha fatto accumulare stock eccessivi di beni e il baratto permette di sgonfiare la bolla, allocando meglio le risorse. Un figlio dell’opulenza, più che della crisi economica”.

Figlio di chi volete, io sono per dare nuova vita a quello che non uso più: che, per la cronaca, sono libri, soprattutto, ma anche cd musicali, accessori, giocattoli per cui mio figlio ha perso interesse, utensili da cucina che io ritengo di poco interesse. Ve l’ho già detto, sono una pessima cuoca!

7 thoughts on “Mondo ZR

  1. Aspettavo questo tuo post, che – immaginavo – non sarebbe tardato ad arrivare. Come ho scritto altrove, da molto tempo guardo e riguardo il sito di Zero Relativo e accarezzo l’idea di aderire. Ho varie domande che mi circolano ancora nella mente, ma l’idea mi piace molto e penso di decidermi ad aderire.🙂

  2. Pingback: L’Albero del Baratto | ToWriteDown

  3. Pingback: Aspettando il Pomeriggio in Fiera | ToWriteDown

  4. Pingback: The Three R’s of the Environment | ToWriteDown

  5. Pingback: Pop Economy | ToWriteDown

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