Almost a Masterpiece (Part One)

COSE DA VEDERE, COSE DA TOCCARE

Quando qualcuno dice:
questo lo so fare anch’io,
vuol dire
che lo sa rifare
altrimenti
lo avrebbe già fatto prima.

Questa frase è di Bruno Munari, un artista italiano che ha lasciato in eredità opere pittoriche, sculture, film, giocattoli, libri, ma soprattutto idee. Di quelle che restano e che sono per tutti.

Sembra che Munari fosse anche un dispensatore di motti, chicche, sentenze, benedizioni a più non posso.

E questa è tra le mie preferite: perché “questo lo so fare anch’io” lo abbiamo detto un po’ tutti di fronte ad opere d’arte non comprese. Voi no? E la prima volta che avete visto un Kandinsky? O che qualcuno sorridendo vi ha parlato della Merda d’artista di Piero Manzoni? E che avete pensato guardano le foto sovraesposte e ridipinte di Andy Warhol?

Io devo dirvi di averlo pensato tantissime volte, dalla prima volta che copiai La camera di Vincent di Van Gogh e mi convinsi di averla fatta identica: avevo otto anni e tantissimi colori a disposizione.

E mi è capitato più volte di pensarlo leggendo una poesia ermetica. Questa, ad esempio, Soldati di Giuseppe Ungaretti: 

 

Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

Facile? Come no, provate un po’ a scriverla, e provate a farlo per primi.

Da un lato è bello pensare che in ognuno di noi ci sia una componente estetica pronta ad uscire allo scoperto per creare qualcosa che si possa vedere e toccare (attività, queste, da declinare in vari modi); dall’altro lato è ancora meglio pensare che ogni tanto le idee che girano nell’aria, generate da varie teste e lasciate lì a lievitare, trovino un artista che le traduce per tutti in un’opera, da vedere e da toccare.

Verissimo quindi quanto dice Munari: è in suo onore che oggi ho fotografato un pannello tattile.

Si trova sulla parete di una stanza del nido che frequenta mio figlio: è stato realizzato per i bambini più piccoli, quelli che impegnano tutte le proprie risorse per tirarsi in piedi, e toccano e guardano e cercano di assaporare ogni cosa nuova ascoltando con le mani, come piccoli artisti in cerca di ispirazione.

Il pannello si rifà a I Laboratori Tattili, uno dei libri che Bruno Munari ha dedicato alla didattica e al mondo dell’infanzia: un libro utile e bello in cui Munari dà suggerimenti per creare percorsi per i bambini, per aiutarli a formare il pensiero sperimentale attraverso la possibilità di sentire le differenze al tatto delle superfici, dei tessuti, dei materiali, dando ad ogni cosa il suo nome.

Percorsi che servono a fare ordine tra le nuove cose imparate, per poterle recuperare facilmente quando occorre e iniziare a mettere in correlazione le esperienze tattili e visive.

Non è bellissimo?

Di tali pannelli, anche se Munari non lo aveva previsto, esiste anche una versione per adulti: ne parliamo domani.

7 thoughts on “Almost a Masterpiece (Part One)

  1. Ciao Grazia, con calma provvederò a commentare questo tuo post che mi interessa molto.
    Intanto però ti dico che, se passi da me, troverai un premio per te. Ci siamo incrociate da poco, ma so che ci sono varie cose che ci avvicinano, quindi non potevo non passare anche a te il premio.
    A presto!

  2. Anch’io spesso l’ho pensato e lo penso ancora, nonostante abbia studiato l’arte contemporanea nei miei studi precedenti e, in teoria, mi si dovrebbero essere aperte le chiavi di lettura di molte opere.
    Ma ancor più ho pensato “questo lo so fare anch’io, ma non vorrei mai farlo”. Non parlo di Kandinsky, ma di altre opere contemporanee…Vabbe’, lasciamo perdere😉
    Per quanto riguarda con i pannelli tattili, ispirata dal tuo post, ho deciso che ne farò presto uno per la mia piccola. Tantissime cose scritte da Munari sono davvero delle miniere di idee. Anni fa ho accompagnato una classe di prima media a vedere una mostra su Munari ed è stato proprio bello.
    Il libro di Munari sui pannelli mi manca… dovrò procurarmelo… 🙂

    • Un amico che ha letto questo post mi ha suggerito un bel libro sul tema da leggere: anzi a dire il vero credeva che lo avessi già letto e che mi avesse ispirato.

      Parla di lo so fare anche io, parla di arte contemporanea.

      Mi sa che lo leggo e poi torno sull’argomento!

      Devi assolutamente fare il pannello alla tua piccola e poi mettiglielo alla sua altezza. Vedrai come ci si appassionerà: e tu avrai a disposizione una ventina di minuti…per cucinare😉

      Grazia

    • Grazie Cristina,
      mi ha fatto molto piacere🙂

      Riguardo a Munari, ne tornerò a parlare a breve, i suoi testi e le sue esperienze sono davvero una miniera da esplorare!

      Grazia

  3. Pingback: Cosa Resterebbe Senza la Fantasia? | ToWriteDown

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