Altre Scuole. Quando l’educazione cambia

Una giornata dedicata alla pedagogia libertaria a Milano

Domenica 5 febbraio presso il Circolo Arci La Scighera di Milano si terrà un evento dal titolo “Quando l’educazione cambia”.

La giornata è dedicata alla presentazione di esperienze di educazione democratica: in particolare verranno presentate le esperienze della Scuola Libertaria di Genova e della Scuola Etica Kiskanu di Verona, tra i pochi esempi in Italia dell’applicazione della pedagogia libertaria.

Nonostante i miei studi in pedagogia, non conosco quella libertaria, ma ritengo possa essere interessante capirne le basi: se non altro perché si pone come educazione che mette i bambini al centro per farne uomini (e donne) liberi. Un’aspirazione non da poco.

L’educazione libertaria riconosce ai bambini la capacità di decidere individualmente e in gruppo come, quando, che cosa, dove e con chi imparare, e la capacità di condividere le scelte che riguardano i loro ambiti organizzativi.

I bambini sono considerati portatori di competenze e pertanto viene loro riconosciuta piena capacità di scegliere, decidendo sui contenuti e i metodi del proprio apprendimento: da qui l’acquisizione della consapevolezza di sé, con lo sviluppo dell’autostima e della capacità di autovalutazione.

Le scuole che applicano tale pedagogia pongono attenzione ad ogni talento, per uno sviluppo della persona armonico e integrale. L’educatore ha il ruolo di un accompagnatore e  affianca il bambino in un comune processo di indagine, scoperta e creazione. Adulto e bambino sono sullo stesso piano come persone, ma la relazione è improntata al massimo rispetto dei ruoli.

Interessante il processo di valutazione che, pur focalizzandosi sul raggiungimento degli obiettivi concordati e sui risultati ottenuti, mette in primo piano il confronto e l’autovalutazione, e non implica in nessun caso un giudizio sulla persona, lasciata sempre libera nel processo di apprendimento. La valutazione è comunque reciproca:il bambino valuta l’educatore allo stesso modo in cui l’educatore valuta il bambino.

La scuola democratica coinvolge anche le famiglie che vengono chiamate a condividere obiettivi e pratiche educative, per creare un continuum tra casa e scuola.

L’ESPERIENZA DELLA SCUOLA ETICA KISKANU

Inizia nel 2005 l’esperienza della Scuola Etica Kiskanu, scuola sperimentale primaria e secondaria di primo grado che ha sede nella provincia veronese.

La scuola non è riconosciuta né parificata per non dover adeguare la concezione educativa del Kiskanu ai Programmi ministeriali, e pertanto gli studenti vengono presentati come privatisti agli esami statali.

I percorsi educativi proposti dalla scuola, ai quali si può aderire liberamente, riguardano teatro organico, lavoro manuale, musica, lingua wolof (senegalese), lingua farsi (persiana), spagnolo (latinoamericano), inglese, askesi (gimnosofia, ritmo-respiro-memoria), laboratori di circo-teatro, poesia (intesa come “sorgiva di creazione”).

La didattica della scuola si fonda sulla pedagogia libertaria che mette il bambino al centro di ogni azione, lasciandogli la libertà di frequentazione delle materie, degli educatori e della didattica realizzata nelle lezioni.

LA SCIGHERA, LA NEBBIA CHE BAGNA LE BARBE

Una piccola postfazione dedicata a La Scighera: al di là di questo evento, che di certo ha un pubblico limitato alle famiglie, ve la consiglio se cercate uno spazio autentico, dove rilassarvi senza mandare in vacanza il cervello, e dove incontrare punti di vista forse diversi dai vostri ma da approfondire.

Tra le sue iniziative vi segnalo la Scigherina, uno spazio per genitori e bambini che presta attenzione all’ecologia e alla partecipazione.

Insomma, il fatto che scighera in dialetto milanese significhi nebbia non è per niente rappresentativo del contesto!

17 thoughts on “Altre Scuole. Quando l’educazione cambia

  1. Riguardo l’evento, se ne avessi la possibilità, ti accompagnerei volentieri. E ti accompagnerei per curiosità e per carpire – nei tuoi sguardi, nei tuoi gesti, nei tuoi probabili interventi – un segno di approvazione o diniego o riflessione riguardo l’argomento perchè tu sei Mamma, al contrario di me.
    Dal mio punto di vista, sicuramente non di mamma nè tantomeno di persona informata sui fatti, a pelle mi viene da pensare che il secondo progetto sia un tantino “anarchico”. Almeno per come ci viene presentato.

    Mi spiego.

    Nella mia storia di bambina e studentessa ho sempre sostenuto che, se la Scuola (come istituzione) invece di “Testare” continuamente i propri “alunni” e di giudicarli attraverso “numeri” o “avverbi\aggettivi” avesse invece stimolato i propri “ragazzi” con giochi, eventi, musica, attività ricreative miscelando queste alle materie di studio e abolendo i “voti”, allora avrebbe tirato fuori sempre più un gran numero di persone consapevoli delle proprie capacità e dei propri desideri, diverse per attitudini ma uguali negli intenti.

    Penso però anche (ovviamente sempre fino a prova contraria – e sono sempre pronta a rimettere in discussione i miei pensieri) che un bambino abbia bisogno anche di disciplina, di regole che non devo tradursi in imposizioni ma devono essere una linea guida per tracciare un inizio di strada da percorrere. Mi sta bene che l’educatore sia un “accompagnatore” ma ritengo anche che i bambini debbano riconoscere un'”autorità” poichè credo sia giusto che, nella loro visione di insieme, non conoscano soltanto la bellezza della libertà individuale ed intellettuale ma siano anche consapevoli che nel mondo di oggi esistono regole di civile convivenza che li vincolano ad altri individui e che necessariamente vanno rispettate. E vanno rispettate non solo per il bene della comunità, ma prima di tutto per il bene di noi stessi.

    Questa la mia riflessione. A pelle, da profana. Ma sempre pronta all’ascolto di altri pensieri.

    • Beh, direi che hai usato una definizione a doppio taglio, che da una parte si adatta e dall’altra è frutto di un equivoco linguistico diffuso.

      Vado a spiegare: effettivamente educazione libertaria ed educazione anarchica sono sinonimi, se utilizziamo la parola anarchia non nel significato corrente del parlato quanto piuttosto nel senso dell’ideologia anarchico libertaria teorizzata in Italia da Errico Malatesta.

      Che tutto è fuorché caos, confusione e violenza. Pertanto, se vogliamo utilizzare la parola anarchico in senso puro, legato al movimento di Malatesta, non dovremmo dire di uno che vuole fare sempre di testa sua che “è un anarchico”, come meglio evitare di dire “in questa casa regna l’anarchia” perché la gente si presenta a cena ad orari diversi🙂

      Comunque non volevo addentrarmi in queste tematiche, che tra l’altro conosco solo in modo superficiale.

      Il mio interesse per l’esperienza di queste scuole è sicuramente dovuto al fatto che essere mamma mi ha resa ancora più attenta verso tutte le teorie di educazione, e questa è davvero poco conosciuta: a parte questa iniziativa, ne sono venuta a contatto solo con la lettura di due testi, di cui magari più avanti parlerò .

        • E’ stato un piacere: come ho scritto temo di non riuscire ad esserci, ma mi piacerebbe poter tornare sull’argomento in questo spazio, magari chiedendo l’aiuto a qualcuno del vostro Collettivo.

          A presto,
          Grazia

      • Ho appositamente utilizzato il termine mettendolo tra virgolette al fine di non generalizzare e creare “equivoci linguistici”.
        Sicuramente il termine riveste molti significati e ci tengo a sottolineare che nell’utilizzo ho escluso a priori la valenza “politica” poichè trovo che sia assolutamente fuori luogo.
        Per il resto ho premesso che sono una profana sia in quanto a tematiche di “mamma” che in quelle di “educazione”.
        Mi ha incuriosito però il tuo post ed il tuo interesse e, pertanto, sono dispostissima ad ulteriori approfondimenti.

        • Mia cara Francy,

          purtroppo la mia influenza al posto di migiorare peggiora e non credo di riuscire a partecipare: sto cercando di capire se tra gli organizzatori c’è qualcuno interessato a scrivere per il blog un articolo di approfondimento, magari con qualche riferimento bibliografico.

          Credo che possa essere di interesse anche per chi mamma diventerà in futuro.

          A presto,
          Grazia

  2. Cara Grazia hai ragione in milanese scighera vuol dire nebbia. Ma vuol benissimo dire quella nebbia che abbiamo dentro di noi per idee e principi acquisiti tramite i nostri processi educativi, genitori, scuola ed amici. A noi piace la nebbia perché ti fa porre una semplice domanda cosa c’è oltre?
    Ti ringrazio per aver pubblicato questo evento e per aver descritto con tale sincerità la Scighera. Spero di vedere tu e chi è interessato domenica.

    Daniele
    uno dei tanti soci della Scighera

  3. Grazie per aver dato notizia e rilievo all’incontro che si terrà domenica 5 al circolo la Scighera – Quando l’educazione cambia.
    Rispetto alle questioni espresse suggerisco alcune iniziali riflessioni.
    L’esperienze educative libertarie non negano la necessità o la possibilità che si compongano relazioni ove parole come ‘autorità’, ‘guida’, ‘regole’, ‘impegno’ abbiano un senso ed assumano una forma anche determinata, anzi, tutt’altro; purché questa ‘presa di forma’ avvenga in contesto e nella possibilità di un libero riconoscimento.

    Fatta questa premessa, quello che simili esperienze perseguono, anche se in forma tra loro diversa, è semplice a comprendersi: si tratta di offrire a bambini/e e ragazzi/e la possibilità di compiere un’esperienza entro la quale poter decidere liberamente, in prima persona (quindi con il proprio grado di consapevolezza di se) e al tempo stesso in relazione agli altri (quindi con il proprio grado di consapevolezza del contesto) quali soggetti, situazioni, contenuti ecc. risultino per se stessi così significativi da riconoscere in essi il valore di ‘autorià’ e/o di ‘guida’, definendo con ciò, insieme agli altri/e, anche regole, modi e tempi della relazione educativa stessa.

    Non si tratta quindi di anteporre astrattamente un principio di «bellezza della libertà individuale ed intellettuale» quanto di vivere e praticare esperienze di libertà in relazione ad altri/e.

    Per quanto possa sembrare strano la libertà si nutre di vincoli, ma questi vincoli divengono valore solo se liberamente e reciprocamente riconosciuti come tali. Affinché ciò accada nel più alto grado di rispetto reciproco occorre anche che ciascuno/a possa essere dall’altro/a liberamente riconosciuto/a; ossia la libertà dell’uno/a non deve finire dove inizia quella dell’altro/a bensì incominciare proprio dove trova spazio e prende le sue mosse quella dell’altro/a.

    Ritornando alla relazione educativa, nessun adulto ha quindi il diritto di pensare per il bambino/a – ragazzo/a, ossia nessun adulto ha il diritto di confinare il bambino/a – ragazzo/a nell’ordine simbolico del ‘minus’, ossia nella rappresentazione di un soggetto ‘segnato’ dalla ‘mancanza di’, che per questo deve per forza esser ‘formato’ a misura dell’adulto, sempre necessitato, appunto, dal bisogno di guida e di ‘in-segnamenti’.
    Al contrario, nelle esperienze di educazione libertaria, bambini/e e ragazzi/e vivono in prima persona l’intima e per se stessi gratificante consapevolezza di essere portatori attivi di conoscenze, abilità e competenze ricche e diversificate, evitando il rischio di sentirsi solo sogetti passivi sempre pronti e disponibili ad acquisire conoscenze, abilità e competenze di cui si dice loro che mancano.

    Chiedo scusa per la lunghezza.
    Un caro saluto a tutte e a tutti.

    • Grazie Maurizio per quanto hai scritto: credo che per chi si avvicina per la prima volta a certe teorie sia facile cadere in equivoco, e quindi avere il parere di chi conosce bene queste tematiche sia molto importante.

      Una mia piccola riflessione su cui chiedo un confronto: da quanto letto, l’applicazione della pedagodia libertaria porta alla formazione di uomini e donne con un’alta consapovolezza di sè, dei propri talenti e anche dei propri limiti, con una sviluppata capacità di valutazione e con grande autostima. Dettaglio quest’ultimo che reputo molto importante tenuto conto che la mancanza di stima personale sembra essere la principale causa dei disturbi di personalità soprattutto nei ragazzi e nelle ragazze in età adolescenziale.

      Visto che l’esperienza della Scuola Etica Kiskanu è iniziata 6 anni fa, mi chiedevo se questi risultati sono stati “verificati” (e mi scuso per il termine poco ortodosso) su ragazzi magari oggi adolescenti.

  4. Ciao Grazia, l’argomento mi interessa, non solo come mamma, ma anche come insegnante, dal momento che, pur avendo già insegnato alle scuole medie, adesso sto nuovamente studiando per poter insegnare alle elementari. Non conoscevo queste scuole e nemmeno la pedagogia libertaria. Quello che tu ti chiedi nel tuo ultimo commento interessa anche a me. Mi piacerebbe sapere i “risultati”, per capire che tipo di formazione ha dato quest’esperienza. Per quanto riguarda Milano, io conoscevo solo l’esperienza del metodo Pizzigoni e della Scuola Rinnovata, che ormai però si è conclusa da parecchi anni.

    • Domenica, come nelle previsioni, ho saltato l’appuntamento alla Scighera, ma dovrei riuscire a trovare un aggancio per tornare sul tema e poter riportare gli approfondimenti della giornata, magari con qualche risposta alle notre domande.

      Invece sono molto interessata alla Scuola Rinnovata di cui mi accenni e che non conosco: visto che l’argomento educazione è tra i miei interessi, direi che c’è spazio per l’approfondimento. Se ne hai voglia, sarebbe per me un onore ospitare un tuo post sul tema🙂

      • Eccomi, scusa il ritardo con cui ti rispondo, ma in questi giorni sto studiando per un esame che avrò a breve (non so se lo hai letto in qualche mio post: sto tentando di prendere la seconda laurea per poter insegnare alle elementari).
        Aspetto novità sugli eventuali aggiornamenti relativi alla giornata.
        Sull’esperienza della Rinnovata, sarei onorata io ad essere ospitata da te con un post. Non la conosco direttamente, ma ne ho studiato i vari aspetti, quindi mi farebbe piacere. Nel caso ti andasse ancora, fammi sapere come possiamo fare.😉

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