Inverno

PICCOLO OMAGGIO A DE ANDRE’

 

Da ieri è finalmente arrivato l’inverno, con freddo, neve e file in farmacia.

Sembra che mezza Italia sia a letto con influenze di vario tipo (alte vie aeree, basse via intestinali), noi compresi.

E pensare che queste foto sono state scattate solo qualche giorno fa, in un tiepido pomeriggio domenicale, sulle mie colline piacentine.

Guardando ora i tetti imbiancati sembrano davvero i primi giorni di inverno, questi. E mi è tornato un ricordo del mio primo anno al liceo, ora di musica, insegnante che stregava con il pianoforte e voleva farci cantare a tutti i costi, convinta di un metodo in uso negli anni Ottanta che faceva cantare anche i muri (il libro aveva la copertina rossa ed era a schede, se qualcuno ricorda il titolo batta un colpo!).

Come il mio insegnante alle medie, anche questa sembrava essere convinta dell’impossibilità di essere stonati e ci coinvolgeva in cori su testi molto belli.

Uno di questi era Inverno di Fabrizio de Andrè, che lei accompagnava al pianoforte con una passione contagiosa: una canzone intensa, una riflessione sul ciclo della vita, in cui le stagioni si alternano, come i moti del cuore.

Dedicata alla neve di oggi.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell’ombra incerta di un divenire
dove anche l’alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l’amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l’inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un’alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

16 thoughts on “Inverno

  1. Io non amo particolarmente l’inverno, è una stagione troppo malinconica, troppo intima, troppo riflessiva. Però l’inverno ha ispirato molti artisti, anime che riescono ad assorbire tutto questo, senza esserne sopraffatti, ed a tradurlo in musica, poesia, immagini.
    Penso a “A Winter’s Tale” per i Queen. L’ultima, purtroppo, stagione della vita di Freddy Mercury o al buon Shakespeare, con il suo “raccondo d’inverno” a Emily Dickinson con la sua poesia 258 (There’s a certain slant of light) e ai paesaggi di Monet.

    Quando finisce questo inverno?

    • Hai ragione, Stefano: l’inverno ci porta a un certo intimismo, un modo di sentire profondo che è il benvenuto quando stiamo bene con noi stessi e siamo portati all’introspezione, una maledizione quando tutto ma non da soli.

      Difficile poi non sentirsene sopraffatti: la Dickinson secondo me non si viveva poi bene neanche la primavera, nella sua stanza.

      Resta il fatto che questo inverno è agli inizi: tieni duro.

    • Inverno, freddo, letargo, morte ma anche, e soprattutto, candore, raccoglimento, calore del focolare domestico.

      Io invece lo amo l’inverno, forse proprio per quel suo essere malinconico, a volte anche scuro e pesante.
      Fuori scende silenziosa la neve ed io la osservo al caldo della mia casa, seduta sul divano con un buon libro tra le mani.
      Diverse sensazioni…
      e comunque E.Dickinson è perfetta per le giornate invernali..^__^

      “[…]Heavenly Hurt, it gives us –
      We can find no scar,
      But internal difference,
      Where the Meanings, are […]”

      • Emily è Emily..

        Comunque tutti questi escursus mi ricordano un film visto qualche tempo fa “Il Club di Jane Austen”.
        5 donne ed un uomo che decidono di riunirsi una volta al mese e parlare ogni volta del libro di Jane Austen che hanno letto in quel mese.
        Ed inevitabilmente la narrazione si intreccia alle loro vite ed esperienze private.
        Film semplice ma molto “romantico”. Tratto ovviamente dall’omonimo libro – che non ho comprato – ma in compenso ora ho tutti quelli di Jane Austen^__*

  2. L’inverno, non è la mia stagione preferita, ma visto che ci siamo dentro con tutti i doposci, cerchiamo di apprezzare cos’ ha di buono: lo scoppiettare del camino, un divano, una coperta, la cioccolata calda o il vin brulè, la quiete, la calma, la pace….

  3. Oggi c’era un meraviglioso odore di neve mentre camminavo per raggiungere i mezzi pubblici.
    Ci sono odori che associ all’infanzia e quello della neve è uno di questi.

      • Preferisco gli odori della casa a quelli della città… ma io sono un orso (non polare) e quindi non faccio testo.

    • Quella salita innevata però non era niente male!!!^__^

      L’odore della Neve..l’odore dell’inverno..l’odore del Natale…
      Flashback meraviglioso.

  4. La neve ha qualcosa di magico… ma non quando devo portare i bambini all’asilo in macchina…
    A me viene in mente il mare in inverno.
    E mi manca tanto.
    Non so cosa darei per esserci ora!

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