Information Overload in tempi di terremoto

Less is more?

E con oggi finisce gennaio: così quando decido finalmente di pensare ai propositi per l’anno nuovo mi ritrovo con un 2012 di soli 11 mesi.

Fare il bilancio di fine anno e stilare i propositi per quello nuovo sono attività che ho sempre svolto con grande cura, quest’anno sono solo in ritardo: è un’occasione per fare pulizia dei pensieri pesanti, sbarazzarmi di qualche vecchia abitudine, indirizzare il mio percorso verso dove voglio essere in futuro.

Una questione impegnativa, forse è per questo che ho rinviato tanto. Partiamo da qui, allora, dalla mia difficoltà nel prendere decisioni.

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da stimoli continui: come tutti, sono sempre più tempestata da fonti informative, o meglio, mi lascio volentieri tempestare. Una vera e propria information overload, un sovraccarico informativo che mi fa perdere tempo per cercare di analizzare, selezionare, scartare, azzerando la mia capacità di decisione.

L’inizio fu il www e la mail; ma poi arrivò tutto il resto ed la tempesta si scatenò. Le testate on line, i primi blog informativi su Splinder (a proposito: chiude oggi), Flickr, Twitter, Instagram, Viddy, i Feed RSS e simili, e adesso anche Pinterest e il clone Pinspire.

Venerdì scorso qui a Milano si è sentita per la seconda volta in pochi giorni una bella scossa di terremoto: forte, da far spostare gli oggetti sul tavolo nel nostro appartamento al sesto piano. Mio marito, a un minuto netto dalla scossa, mi ha telefonato preoccupato dal fatto di non trovare traccia della notizia sul suo IPhone.

Mia battuta scontata: avevi scaricato la App sismografo? (tra l’altro, sembra che io faccia pessime battute: tale App esiste, si chiama Seismometer)

Anni fa lavorai alla sceneggiatura di un cortometraggio presentato al Milano Film Festival che parlava proprio di information overload: era solo qualche anno fa e allora con questa espressione si intendeva essere oggetto passivo di un sovraccarico informativo. Oggi siamo noi stessi a cercare informazioni in modo compulsivo: diventando soggetti attivi moltiplichiamo gli effetti e traduciamo gli stimoli in disturbi.

Tornando ai miei propositi, in questo inizio anno ho fatto pulizia, sistemato tutta la carta in casa, appunti, agende, ritagli di giornale, scritti vari, file compresi.

Con ciò ho creato una base d’ordine mentale da sfruttare: azzerare il disordine mi ha sempre aiutata a schiarire la mente e a lasciare spazio alla creatività. Ora il mio timore è di perdere questa freschezza ributtandomi a capofitto nel web e nei suoi strumenti.

Quindi, facciamola breve, il mio proposito per il mio anno di 11 mesi è semplicemente questo: usare la sobrietà anche con gli strumenti informativi!

(Mia foto. E non è una melina di fimo, è vera e proviene da un albero di mio padre, lo stesso albero che ha prodotto quella più grande)

4 thoughts on “Information Overload in tempi di terremoto

  1. Mi piace il tuo proposito. Anch’io ultimamente mi sento spesso soverchiare dalla quantità di stimoli che mi arrivano e che mi vado a cercare, finendo poi per avere la brutta sensazione che il mio tempo a disposizione sia ancora meno di quello che in effetti è. Questo mi crea talvolta un senso di impotenza, perchè sono troppe le cose che vorrei fare, approfondire, conoscere. A volte poi, forse dovrei dire “per fortuna”, il tutto esplode in una considerazione: tutto questo cercare, ampliare, analizzare, approfondire, ecc… ma perchè? Mi dà davvero qualcosa in più o mi fa perdere di vista le cose più importanti su cui vorrei o dovrei focalizzarmi? Ancora non ho trovato una risposta certa…😉
    PS: come hai fatto a sistemare tutte le tue carte, i ritagli e tutto il resto? Io mi sento male solo al pensiero…🙂

    • Anch’io ogni tanto penso che questa fissazione a voler approfondire a tutti i costi non che che mi ha portato sempre ad ottenere qualcosa di più: a volte più che a focalizzare porta a disperedere, se non altro le proprie energie. Ma non riesco a farne a meno.

      Per quanto riguarda la mia attività di sistemazione, diciamo che mi sono obbligata a buttare via quello che avevo letto e già interiorizzato ma che non avevo ancora avuto il coraggio di buttare: poi sono passata alle cose che in realtà avevo tenuto dubbiosa ma che non mi sarebbero mai servite per alcun approfondimento.

      A dire il vero dopo queste due scremature è rimsta ancora tantissima roba. Ho preso quindi dei bei raccoglitori di cartone e diverse ore dei miei pomeriggi delle ferie di inizio anno e ho suddiviso scritti e ritagli per argomenti. Adesso è più facile ritrovarli, solo che sono così tanti per ogni categoria che dovrei pensare a delle sottocategorie, ma per ora, forse perchè il lavoro è ancora fresco, mi ci ritrovo.

  2. Rieccomi…ripensavo all’argomento… tutto questo cercare e approfondire di cui parlavamo sopra a volte mi porta a farmi veramente sentire piccolissima, incapace quasi. Non so se ti capita mai. Altre volte invece si innesca un meccanismo creativo che porta a nuovi stimoli, nuove ricerche, nuove creazioni.
    Comunque ti invidio la tua attività di sistemazione…tantissimo…😉

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