Mare al mattino di Margaret Mazzantini

Taliani in Libia e libici in Italia

L’Italia è terra da raggiungere, meta di flussi migratori da Paesi in guerra o in povertà: una primadonna dopo essere stata per lungo tempo terra da abbandonare e avere prodotto una emigrazione, massiccia e volontaria, verso il nord Europa, gli Stati Uniti, il Sud America, l’Australia. Un fenomeno così massivo che oggi ovunque si vada è consueto trovare, solitamente con grande soddisfazione, un italiano residente di prima, seconda, terza, quarta generazione. 

Diversa l’emigrazione forzosa di inizi anni Trenta che portò migliaia di italiani in Libia a consolidare la colonia nelle aree coltivabili e a cercare una integrazione con la locale popolazione araba e berbera.

Il colpo di stato di Gheddafi nel 1969 capovolse la situazione: circa ventimila italiani furono espropriati dei propri beni e costretti a espatriare quasi come apolidi, palline trasparenti rilanciate al mittente.

La storia di questi Taliani, come vengono chiamati gli italiani in Libia, ha cercato di farsi raccontare in diversi modi (e lascio una traccia bibliografica in calce proprio su questo tema), trovando voci più o meno forti. In Mare al mattino, pur rimanendo fedele al suo stile delicato, la voce di Margaret Mazzantini si fa tonante per legare nel destino la storia di due coppie, madre e figlio, divise da un mare e unite da un deserto.

In Libia c’è Farid, ancora bambino, protetto dalla guerra solo da una madre poco più che ragazzina ma forte del coraggio di ogni madre; in Italia c’è Vito, nel pieno della sua adolescenza, con una madre sradicata e un futuro da immaginare. Le due storie si svolgono e avvolgono tra di loro, sull’onda di un racconto che gioca tra presente e passato, tra Italia e Libia, lasciando immagini e sentimenti a sedimentare.

Ho iniziato il 2012 con questo libro, preso e finito in una notte in cui comunque, a storia letta, non ho potuto dormire. Mi sono trascinata fuori dal letto e sono andata a controllare il sonno di mio figlio: no, a dirla tutta, la sua presenza, per accertarmi di averlo al sicuro. Mi ha attraversato nitido un pensiero, quello che abbiamo sempre quando leggiamo le cronache dei viaggi sui barconi dei disperati: ci ricordiamo di essere nati dalla parte giusta del mare.

INCIPIT

Farid non ha mai visto il mare, non è mai entrato dentro.

Lo ha immaginato tante volte. Punteggiato di stelle come il mantello di un pascià. Azzurro come il muro azzurro della città morta.

Ha cercato le conchiglie fossili sepolte milioni di anni fa, quando il mare entrava nel deserto. Ha rincorso i pesci lucertola che nuotano sotto la sabbia. Ha visto il lago salato e quello amaro e i dromedari color argento avanzare come logore navi di pirati. Abita in una delle ultime oasi del Sahara.

 

Se volete approfondire, sul web trovate:

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/dossier.aspx?id=9

La trasmissione di Rai Educational “La storia siamo noi” ha dedicato un dossier ai rapporti tra Italia e Libia, con tre bellissime puntate sui Taliani in Libia. Vi segnalo che il dossier è stato realizzato prima della caduta di Geddafi nel 2011.

http://www.airl.it/

Questo è il sito ufficiale dell’”Associazione italiani rimpatriati dalla Libia” dove reperire le comunicazioni e i documenti ufficiali dei rapporti tra Stato italiano e rimpatriati. Purtroppo il sito non è aggiornato in tutte le sezioni.

http://www.zeriba.net/

Un sito nato per raccogliere e conservare a futura memoria i ricordi degli italiani nati in Libia.

http://www.insmli.it/pubblicazioni/15/Colonialismo.pdf

In .pdf, una pubblicazione dal titolo “Appunti sul colonialismo italiano” realizzata dal C.I.D.R.A. di Imola: ci trovate informazioni su tutte le campagne coloniali italiane, per allargare l’orizzonte e vederlo da un altro punto di vista.

E in libreria (o in biblioteca) vi consiglio:

Il deserto della Libia di Mario Tobino. Pubblicato la prima volta nel 1952, dovrebbe essere ancora disponibile nell’edizione Oscar Mondadori

E venne la notte di Victor Magiar (Giuntina, 2003)

Ghibli di Luciana Capretti (Rizzoli, 2004)

Carmine Pascià che nacque buttero e morì beduino di Gian Antonio Stella (Rizzoli, 2008)

Libia italiana di Daniele Lembo (IBN, 2011)

Non desiderare la terra d’altri. La colonizzazione italiana in Libia di Federico Cresti (Carocci, 2011)

2 thoughts on “Mare al mattino di Margaret Mazzantini

  1. Sto girando attorno a questo post da un paio di giorni, mi ispira e mi scatena una tempesta di ricordi.
    La Mazzantini è “Non ti muovere”… uno dei rarissimi film che può competere, in bellezza, con le pagine stampate.
    Recentemente ho letto (e sto leggendo) un paio di libri sull’argomento colonie/profughi.
    Uno era “Ogni mattina a Jenin” di Susan Abulhawa, un romanzo molto delicato che racconta la storia di quattro generazioni di palestinesi costretti a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di “senza patria”.
    L’altro, che sto leggendo attualmente, è completamente diverso. Si chiama “New York” ed è scritto da Edward Rutherfurd. Una celebrazione della più grande e famosa metropoli degli Stati Uniti (città che io AMO), una ricerca storica travestita da romanzo.
    Devo dire che trovo molto interessante (terribile, ma interessante) l’evoluzione degli Stati Uniti, da stati coloniali a stati colonizzatori.
    A scuola non ho mai amato la storia, quindi ho moltissime lacune, ma fortunatamente crescendo uno può porvi rimedio.

    • Non conosco i due libri che mi hai citato, devo dirti che gli argomenti mi interessano e vedrò di procurarmeli.

      Invece, da I LOVE NYC, sono certa che potresti apprezzare il libro che pensavo di recensire nel week end🙂

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