A Room of One’s Own

Mi piace pensare che se Virginia Woolf fosse vissuta in questa epoca avrebbe creato per sé una stanza virtuale dove incontrare persone con cui condividere le sue passioni e interrompere così il suo isolamento.

Questa che oggi apro è la mia stanza

E uso la parola aprire in senso letterale: non interrompo di certo un isolamento, ma apro alla condivisione una parte di me.

Non posso che definirmi una che prende appunti, su tutto. Sulla vita, sugli errori, sui discorsi degli altri, sulle parole nuove e su quelle già dette. E sui nomi da ricordare, le cose da comperare, i giochi da creare con mio figlio, le sigarette fumate da mio marito, le borse che vorrei indossare, i libri che vorrei leggere.

E’ qui che voglio riportare gli appunti che costellano i miei pensieri: li voglio trasporre da occhi e cuore a questo spazio libero e piantarli qui come semi in un terreno fertile, a crescere per trovare, se possibile, nuove ispirazioni.

Volete seguirmi in questo percorso?

Benvenuti nella mia stanza, spero davvero che possiate trovare qualcosa che possa servirvi: e se volete, lasciatemi i vostri, di appunti.

Ne farò tesoro.

13 thoughts on “A Room of One’s Own

  1. “[…]Solo chi regna al centro di sè ha diritto a una stanza. Una stanza. per scrivere, per dipingere, per creare. Una stanza per stare in silenzio, con una porta da chiudere sul resto del mondo. Che lusso. ma così poche persone riescono ad averla, questa stanza miracolosa Non è solo un problema di spazio: ma è l’arte, ancora più rara, di saper stare con sè.[…]” Grazia Livi

    Grazie per la condivisione…di nuovo…

    Frà

  2. Sono venuta qui, all’inizio del tuo blog, per conoscerti meglio. Quanto mi piace quello che hai scritto a inizio post. Io amo molto Virginia Woolf. Non avevo mai pensato al fatto che se fosse vissuta ai nostri tempi, forse avrebbe creato una sua stanza virtuale. E’ proprio questa l’idea che in qualche modo mi ha spinto ad aprire il mio blog: avere una stanza tutta per me, soprattutto adesso che, con la nascita della mia bimba, il tempo da dedicare a me stessa è diminuito. E quindi eccoci qui.

    • Grazie, Tamara, come ti ho detto altrove io e te siamo decisamente affini!

      Un dettaglio che ti farà sorridere: solo dopo avere pubblicato questo post mi sono accorta di essere in ritardo di un solo giorno per onorare Virginia, che è nata il 25 gennaio 1882.

      Se avessi ricordato questa data, lo avrei pubblicato il giorno prima!

  3. Che peccato! Un’occasione mancata. Non ci avevo fatto caso. Adesso continuo ad esplorare i tuoi post…ancora non riesco ad organizzare le idee su “Io Scrittore” ed il link che hai indicato.🙂

  4. mi piace l’idea della stanza virtuale, che poi è alla base di quasi tutti i blog in circolazione… un angolo di paradiso (o di inferno, dipende dai casi) in cui una persona può sentirsi libera di essere se stessa… mi piace proprio! un bacio

  5. Pingback: Cento Volte ToWriteDown | ToWriteDown

  6. Non avevo mai letto il tuo primo post, mi ha fatto piacere farlo. E’ proprio bello avere la propria stanzetta virtuale e divertente osservare chi viene a farci visita🙂
    ciao!

  7. Pingback: Chapter #1 | ToWriteDown

  8. Pingback: (Ancora) Una Stanza Tutta per Sè | ToWriteDown

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