Amplificato (come Me)

IL SONNO DEI BAMBINI

Pietro dorme

 

Giorno di Pasqua, le diciotto passate da un po’. La casa si è appena svuotata, io sono esausta, tuo padre pure.

La luce inizia a farsi meno piena, rarefatta: illanguidisce come noi, come te che siedi sul divano e chiedi di vedere un cartone. Accendo il 43, il canale più usurato, qui, e lascio il volume basso mentre inizio a raccogliere tutte le cose sparse attorno, dalle carte delle uova alle tazzine di caffè.

Il tempo della sigla di Peppa Pig e tu stai dormendo.

Fermo tutto, mi siedo sul tappeto, proprio di fronte a te, a contemplarti. Tuo padre ti fa pure una foto.

Perché, che ci risulti, è la prima volta che ti addormenti da solo.

Un evento: se non fosse che siamo stravolti e sufficientemente nutriti per le prossime ventiquattro ore, staremmo brindando con l’ultima bottiglia di prosecco rimasta.

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Crescere Figli Maschi

NON VOGLIO UNA GENDER DIRECTIVE ANCHE NELLA MIA VITA

Domenica parlavo con un’amica, mamma di un bimbo di tre anni e mezzo, come il mio, e di una bimba di un anno, delle implicazioni gender nell’educazione dei figli.

Ci confrontavamo sulle assurdità sottese a quei giochi estremamente tipizzati sul genere (dalle casse supermercato reperibili solo in color rosaconfettozuccheroso ai banchi da lavoro modello garagedelbuonpadredifamiglia), e anche sull’anacronismo di quelli che invece lo vogliono cancellare, il genere, fingendo che tra maschio e femmina non esistano differenze di sorta.

Sono due estremi, due brutte facce di una stessa medaglia: due modi di fare giocare i bambini che possono comportare comunque, nel tempo, questioni di identità.

E mi sono ricordata due libri letti un anno fa, due testi che consiglio a tutti i genitori.

Senza distinzione, però. Che abbiate un figlio maschio o una figlia femmina, leggeteli: che siate madre o che siate padre, leggeteli. Continua a leggere

Sostituire il Calendario dell’Avvento

Come appendere il Libro Casa

Il primo problema che ho dovuto affrontare con Pietro nel 2013 ha riguardato il calendario dell’avvento.

O meglio: come sostituirlo. Si è capito subito che era impensabile toglierlo e basta: ci voleva un sostituto.

Ora, non so se avete convinto più o meno facilmente i vostri figli che le finestrelle erano tutte aperte, il periodo festivo chiuso, e che, con l’albero e le altre decorazioni, anche il calendario doveva farsi da parte.

Pietro non ne voleva sapere, quindi ho dovuto ingegnarmi. Ecco, credo oggi di avere trovato una soluzione: ho usato un libro, guarda il caso, un libro decisamente originale. Continua a leggere