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	<title>ToWriteDown</title>
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	<description>Leggo per i bambini piccoli, scrivo per i bambini grandi</description>
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		<title>Il Colore dei Soldi</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 21:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #28 Tra i primi post che ho dedicato al percorso de La via dell&#8217;artista ce ne sono tre che sono stati per me molto importanti, da leggere spesso, ogni volta che ho bisogno di per &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/06/17/il-colore-dei-soldi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5838&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: </strong><strong>ALLENAMENTI #28</strong></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/daniela-tomerini-soldi-dartista.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5841" alt="Daniela Tomerini Soldi d'artista" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/daniela-tomerini-soldi-dartista.jpg?w=584&#038;h=302" width="584" height="302" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Tra i primi post che ho dedicato al percorso de <em>La via dell&#8217;artista</em> ce ne sono tre che sono stati per me molto importanti, da leggere spesso, ogni volta che ho bisogno di per ritrovare motivazione, fiducia, coraggio.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.wordpress.com/2012/11/19/quando-il-coraggio-batte-il-talento/" target="_blank">Il primo è dedicato all&#8217;abbattimento dei killer creativi</a>, quei fattori, umani o materiali, che intralciano il percorso e che devono essere eliminati per riuscire a <strong>recuperare sicurezza e uscire dall’ombra</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.wordpress.com/2012/12/03/la-torta-della-vita/" target="_blank">Il secondo ha una foto che a me piace molto, in apertura</a>: una scritta a penna nera su un quaderno a righe, una scritta che dice, con semplicità, <strong>one day can change everything</strong>. Che poi quando la scelsi, quella foto, ero ancora dubbiosa, eppure no, ve lo assicuro, è così: <strong>quando si decide di fare uscire l&#8217;artista che è in noi può davvero capitare di tutto</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.wordpress.com/2012/12/10/contro-lo-scetticismo/" target="_blank">Il terzo, infine, è un post che propone un esercizio per incentivare il cambiamento</a>, per eliminare vecchie abitudini e invitare a provare nuove strade: suggerisce di tentare approcci differenti per riuscire, una volta per tutte, a  <strong>mettere da parte lo scetticismo ed esplorare a fondo nuove possibilità</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">A questi tre post, per me molto importanti, oggi ne affianco un quarto, questo, per esorcizzare una delle false giustificazioni che chi sta cercando di recuperare creatività racconta a se stesso, per impedirsi di fare quello che desidera realmente per sé, per le proprie aspirazioni, per i propri talenti: <strong>la falsa giustificazione del non me lo posso permettere, del non ho denaro per farlo</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-5838"></span>Una delle cose che mi sono ripetuta più spesso nella mia vita è che mi sarei dedicata alla mia passione, alla scrittura, soltanto quando avrei avuto soldi a sufficienza per farlo senza correre rischi, in tutta tranquillità.</p>
<p style="text-align:justify;">Che poi è quanto mi ripeto tutt&#8217;oggi: non potrei mai lasciare la mia professione per dedicare tempo (vero, pieno, intenso, succoso o come preferite chiamarlo) alla mia scrittura.</p>
<p style="text-align:justify;">Del resto faccio da sedici anni un lavoro che è cresciuto con me, che si è trasformato con me, in cui mi riconosco e di cui vado fiera: ma che, ahimè, non è il <em>mio</em> lavoro. Ha poco contenuto creativo, è poco in linea con il mio carattere, non tiene conto di quanto so fare veramente bene: eppure lo faccio con coscienza, entusiasmo perfino, e tra me e me mi dico che è questa la scelta giusta.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Perché mai dovrei fare un lavoro che sembra un gioco e non un lavoro </strong><strong>serio?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Una domanda a cui non solo non ho una risposta ma a cui faccio fatica a pensare seriamente (ecco il perché di tutta questa evidenza).</p>
<p style="text-align:justify;">La scorsa settimana ho scritto sul tema dei lussi che ognuno si concede e non si concede: molte volte il non concedersi qualcosa viene giustificato con una mancanza di denaro. Ma, come scrive Julia Cameron, <em>il denaro non è mai un autentico ostacolo, poiché l&#8217;unico vero ostacolo è il nostro senso di costrizione e di impotenza.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Per fare la pace con i soldi, Julia propone un piccolo esercizio che consiste nel completare una serie di frasi. Lo propongo qui, e mi permetto di trascrivere anche come l&#8217;ho svolto io: perché voglio rileggere le mie risposte ogni tanto, capire se la penso ancora così o se comincio (perché prima o poi comincerò a farlo) a vedere il denaro in un&#8217;ottica diversa.</p>
<ol>
<li>La gente che ha molti soldi è <em>volubile</em></li>
<li>Il denaro rende la gente <em>egocentrica</em></li>
<li>Avrei più soldi se <em>mi vendessi</em></li>
<li>Mio padre pensava che il denaro fosse <em>un dettaglio</em></li>
<li>Mia madre pensava che il denaro fosse <em>poco</em></li>
<li>Nella mia famiglia, il denaro ha causato <em>liti inutili</em></li>
<li>Denaro uguale a <em>possibilità</em></li>
<li>Se avessi soldi <em>mi libererei</em></li>
<li>Se potessi permettermelo<em> non lavorerei</em></li>
<li>Se avessi un po&#8217; di soldi <em>pagherei i debiti</em></li>
<li>Ho paura che se avessi molti soldi <em>resterei sola</em></li>
<li>Il denaro è <em>un mezzo</em></li>
<li>I soldi causano <em>perdite</em></li>
<li>Avere soldi non è <em>da nascondere</em></li>
<li>Al fine di avere soldi, devo <em>essere me stessa</em></li>
<li>Quando ho soldi, di solito <em>non li spendo</em></li>
<li>Penso che i soldi <em>siano delle ottime reti</em></li>
<li>Se non fossi così avara <em>vivrei con più lussi</em></li>
<li>La gente crede che il denaro <em>dia la felicità</em></li>
<li>Essere al verde per me significa <em>restare più ancorata all&#8217;oggi</em></li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">Aggiungo infine <strong>un gioco che molte volte faccio con me stessa</strong>. Nei momenti in cui i pensieri vagano, in cui non sono troppo preoccupata o triste o esaltata o concentrata, serena insomma, mi chiedo: <strong>di che colore sono i miei soldi?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Non che me la faccio solo per i soldi, questa domanda, la faccio un po&#8217; per tutto e i colori che scelgo variano a seconda del momento. Scegliete anche voi il colore da dare ai vostri soldi: rosa come un momento romantico, verde come il ricordo di un bosco, azzurro come le vacanze desiderate, viola come un lutto da dimenticare, giallo come l&#8217;invidia per un&#8217;amica, nero come i momenti più sinceri, grigio come una giornata milanese.</p>
<p style="text-align:justify;">Oppure rossi come i miei soldi oggi: rossi come i rischi che vorrei affrontare per me, per la mia vita, per tutti i sogni che sembrano sempre ad un passo, ancora non raggiunti.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:justify;">Se vi interessa seguire il mio personale percorso nato dalla lettura di <em>La via dell&#8217;artista</em> vi rimando a <a title="La Via dell’Artista" href="http://towritedown.wordpress.com/la-via-dellartista/">questa pagina</a>, presente sulla barra del menu, dove potete trovare tutti gli articoli che ho scritto sull&#8217;argomento: consultandoli, potete ripercorrere<em> la via</em> fin dall&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E se trovate qualche AllenaMento interessante per lo sviluppo dei vostri talenti, commentatelo o inviatemi una mail: il confronto non solo mi fa piacere, soprattutto mi fa (ci fa) crescere. Insieme.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Gli AllenaM</strong><strong>enti tornano lunedì 24 giugno</strong></p>
<p style="text-align:right;"><em>(photo credits: <a href="http://www.danielatomerini.com/" target="_blank">Daniela Tomerini</a>, opera Soldi d&#8217;artista)</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5838/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5838&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Giovedì, 14 giugno 2001</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 14:24:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  I ricordi dei miei ultimi tredici anni stanno riemergendo in tutto il loro splendore e io sto vivendo una piccola rivoluzione: perché non erano esattamente andate così, certe cose, nei miei ricordi. Più leggo cose scritte anni fa e più &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/06/13/giovedi-14-giugno-2001/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5793&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/tamara-de-lempicka-les-deux-amies.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5810" alt="Tamara de Lempicka Les deux Amies" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/tamara-de-lempicka-les-deux-amies.jpg?w=584"   /></a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">I ricordi dei miei ultimi tredici anni stanno riemergendo in tutto il loro splendore e io sto vivendo una piccola rivoluzione: perché non erano esattamente andate così, certe cose, nei miei ricordi.</p>
<p style="text-align:justify;">Più leggo cose scritte anni fa e più scopro di avere effettuato un bel po&#8217; di revisionismo storico, non solo per i sentimenti, il detto e il non detto, gli eventi cruciali della mia vita, ma anche per cose persone e situazioni di secondo piano.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-5793"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Comunque le cose stanno così: ho seri (intendo dire: serissimi) problemi con la tecnologia, tendo a maltrattarla, a volerla superare in velocità e capacità (ho più memoria io o una ram da 1 tera? Lotte deliranti, le mie). Ogni tanto i miei strumenti informatici si ribellano, si chiudono a riccio evitando di rispondere alle mie sollecitazioni, mi evitano come amanti riottosi. In breve: sì, tecnologicamente sono una sega, ogni cosa che tocco dopo un po&#8217; smette di funzionare, senza alcun romanticismo.</p>
<p style="text-align:justify;">In ufficio, nell&#8217;ultimo mese, ho esagerato: tre tecnici di varia natura si sono alternati e hanno provato a ripristinare le funzionalità sopite del mio pc. L&#8217;ultimo ce l&#8217;ha fatta e, appassionatosi al caso, è andato oltre, ritrovando, non so in quali meandri, archivi che avevo oramai dato per spacciati.</p>
<p style="text-align:justify;">Un esempio: archivio di posta Lotus Notes (sistema che non uso più da almeno otto anni), cartella Personale, sotto cartella S: </p>
<p style="text-align:justify;">Da: Simona</p>
<p style="text-align:justify;">Inviato: giovedì 14 giugno 2001 14.44</p>
<p style="text-align:justify;">A: Grazia</p>
<p style="text-align:justify;">Oggetto: ciao</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Ti ho intravista passare in corridoio, di ritorno dalla pausa pranzo: quando puoi ci beviamo un caffè insieme? Ti sta bene quella gonna, me la ricordo, era la stessa che indossavi quella bellissima sera passata con Edoardo, quella in cui io e te ci mettevamo lo smalto mentre lui cercava di ricostruire un teorema, non ricordo quale, con quei settecento fogli sparsi sul pavimento, tutti pieni di numeri e di simboli. E&#8217; stata la sera in cui mi hai confidato di innamorarti solo di uomini genialoidi. A proposito, sono appena stata nello squallido ufficio di uno di questi&#8230;. che tristezza&#8230;..e sterilità!</em></p>
<p style="text-align:justify;">Da: Grazia</p>
<p style="text-align:justify;">Inviato: giovedì 14 giugno 2001 15:51</p>
<p style="text-align:justify;">A: Simona</p>
<p style="text-align:justify;">Oggetto: rif: ciao</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Mi ricordo che alla fine lo smalto lo abbiamo rovesciato, ma non sui fogli, che sfiga: il giorno dopo sono scesa a lasciare il tavolino Ikea nella zona recupero rifiuti ingombranti, tanto non veniva più pulito! Quanto è vero, questa tipologia di uomini è davvero molto triste: e non lo so se mi piacciono ancora così tanto. Chissà se nella mia vita troverò mai chi mi amerà veramente, incondizionatamente, e che io amerò veramente, senza riserve. Quel che più desidero, alla fine di tutto, è un uomo libero. Libero nella testa, intendo, che è la principale forma di libertà, quella che poi si estende a tutta l&#8217;esistenza. Se non lo trovo, comunque, avrò  sempre me stessa, no? Per il caffè, tra poco ti chiamo.</em></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Non mi ricordavo assolutamente di tutta questa fiducia in me stessa: me la riprendo, subito, tutta e solo per me.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5793/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5793/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5793&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Be Awesome</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 18:51:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi me ne sono andata in giro con questa scritta sulla spalla sinistra. Una sorta di manifesto ambulante. Me la sono riletta stasera, cambiandomi, questa scritta. Colpita da quel Be awesome conclusivo, che sembra quasi un ordine, ho perso una &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/06/12/be-awesome/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5813&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/be-awesome.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5814" alt="Be Awesome" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/be-awesome.jpg?w=584&#038;h=437" width="584" height="437" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Oggi me ne sono andata in giro con questa scritta sulla spalla sinistra.</p>
<p style="text-align:justify;">Una sorta di manifesto ambulante.<span id="more-5813"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Me la sono riletta stasera, cambiandomi, questa scritta.</p>
<p style="text-align:justify;">Colpita da quel <em>Be awesome</em> conclusivo, che sembra quasi un ordine, ho perso una ventina di minuti in rete a inseguirlo, l&#8217;ordine. E ho trovato un libro che lo porta con orgoglio a titolo.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Be awesome</em> è uscito un paio di mesi fa: è un manuale per signore dal sottotitolo fatale, <em>Modern Life for Modern Ladies,</em> scritto da Hadley Freeman, giornalista del Guardian.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.guardian.co.uk/books/2013/may/24/be-awesome-modern-freeman-review" target="_blank">Qui</a> una bella recensione per incuriosirsi.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;ho già etichettato come <strong>libro desiderato</strong>, magari da leggere sotto l&#8217;ombrellone (a proposito, con il caldo di questa primavera posticipata ho cominciato a pensare con grande soddisfazione a tutto il ben di Dio che riuscirò a leggere in vacanza&#8230;).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5813/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5813/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5813&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Be Awesome</media:title>
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	</item>
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		<title>Lussi Personali</title>
		<link>http://towritedown.wordpress.com/2013/06/10/lussi-personali/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 21:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #27 Come artisti è necessario essere insoddisfatti! Non si tratta di avidità, ma di appetito. Con Julia Cameron e il suo manuale La via dell&#8217;artista si incappa spesso in frasi come questa, riportate da conversazioni &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/06/10/lussi-personali/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5798&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: </strong><strong>ALLENAMENTI #27</strong></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/lusso-personale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5799" alt="Lusso Personale" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/lusso-personale.jpg?w=584&#038;h=754" width="584" height="754" /></a></p>
<p style="text-align:right;"><span style="color:#800000;"><strong><em>Come artisti è necessario essere insoddisfatti!</em></strong></span><br />
<span style="color:#800000;"><strong><em>Non si tratta di avidità, ma di appetito.</em></strong></span></p>
<div style="text-align:right;"></div>
<div style="text-align:justify;">Con Julia Cameron e il suo manuale <em>La via dell&#8217;artista</em> si incappa spesso in frasi come questa, riportate da conversazioni o da scritti di artisti che sento nominare per la prima volta: belle scoperte, che è proficuo approfondire. Questa ad esempio è di un pittore astratto di San Francisco, Lawrence Calcagno.</div>
<p style="text-align:justify;">Mi piace molto: mi ricorda come <strong>il mio essere eternamente insoddisfatta</strong> può essere un valore, una di quelle cose che ad un colloquio puoi mettere tra i difetti perché ha un bel risvolto positivo.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-5798"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Julia nel capitolo dedicato al recupero dell&#8217;abbondanza dice che <em>per chi è diventato artisticamente anoressico</em>, per chi ha un desiderio di creatività che in realtà non sta soddisfacendo, <em>un piccolo, autentico lusso può fare davvero tanto</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Concedere a se stessi piccoli vizi, coccolarsi, prendersi cura di sé permette di offrirsi un forte senso di abbondanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Si torna così al concetto del lusso del tempo di cui <a title="Ricco di Natura" href="http://towritedown.wordpress.com/2013/06/03/ricco-di-natura/">ho già parlato lunedì scorso</a>: <strong>vivere in modo creativo richiede il lusso del tempo per noi stessi</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Qui per lusso si intende che cosa ci dà vera gioia, un concetto che è molto diverso da persona a persona: per ognuno la risposta sarà quindi diversa, figlia dell&#8217;esperienza e dei desideri.</p>
<p style="text-align:justify;">Per tutti il fattore comune sarà comunque l&#8217;intenzione di rendere la propria vita piena, fertile, interessante: <strong>una vita sterile blocca il flusso creativo</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">E il flusso creativo si blocca molto spesso anche quando si resta legati alle proprie abitudini creative, evitando di <strong>ampliare la propria arte</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Quante volte mi è capitato di perdermi nel leggere e rileggere quanto avevo scritto, restando ancorata alle virgole e agli aggettivi che mi sembravano fuori luogo, spendendo così energie che avrei invece potuto veicolare nella <strong>creazione di qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; anche per questo che negli ultimi tempi ho cercato di prediligere <strong>la scrittura a mano</strong>, che poi è anche quella che preferisco per le <a title="Tre Pagine (e Due Ore) Tutte per Sé" href="http://towritedown.wordpress.com/2012/11/12/tre-pagine-e-due-ore-tutte-per-se/">tre pagine del mattino</a>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Scrivere a mano</strong> permette ai pensieri di non cristallizzarsi, di fluire in modo più diretto da mente a foglio, per il semplice transito della mano che tiene la penna. Limitarsi, arginarsi, trattenersi con la scrittura a mano diventa più difficile: non c&#8217;è un file che basta cancellare, rimpolpare, tagliare e incollare altrove.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La pagina scritta diventa una materia più stabile, che richiede tempo per sedimentarsi e offre tempo per ampliarsi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Scrivere a mano su taccuini, moleskine, agende e, in generale, su ogni foglio bianco che mi capita a tiro, rappresenta il mio personale lusso.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:justify;">Se vi interessa seguire il mio personale percorso nato dalla lettura di <em>La via dell&#8217;artista</em> vi rimando a <a title="La Via dell’Artista" href="http://towritedown.wordpress.com/la-via-dellartista/">questa pagina</a>, presente sulla barra del menu, dove potete trovare tutti gli articoli che ho scritto sull&#8217;argomento: consultandoli, potete ripercorrere<em> la via</em> fin dall&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>E se trovate qualche AllenaMento interessante per lo sviluppo dei vostri talenti, commentatelo o inviatemi una mail: il confronto non solo mi fa piacere, soprattutto mi fa (ci fa) crescere. Insieme.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Gli AllenaM</strong><strong>enti tornano lunedì 17 giugno</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5798/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5798/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5798&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Lusso Personale</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Colazione da Tiffany</title>
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		<comments>http://towritedown.wordpress.com/2013/06/06/colazione-da-tiffany/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 19:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
				<category><![CDATA[Imitation of life]]></category>
		<category><![CDATA[Little Women]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Breakfast]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Colazione da Tiffany]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Truman Capote]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Questa qua è per te, senza perché. O meglio, ad essere onesta un perché c&#8217;è, ma per fortuna lo sappiamo solo io e te. Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/06/06/colazione-da-tiffany/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5786&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/colazione-da-tiffany.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5790" alt="Colazione da Tiffany" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/colazione-da-tiffany.jpg?w=584&#038;h=854" width="584" height="854" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa qua è per te, senza perché.</p>
<p>O meglio, ad essere onesta un perché c&#8217;è, ma per fortuna lo sappiamo solo io e te.</p>
<p><span id="more-5786"></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#993300;"><strong>Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto?<br />
</strong></span><span style="color:#993300;"><strong>Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici.<br />
Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia.<br />
E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani. Ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.</strong> </span></p>
<p style="text-align:right;">(Paul a Holly, nel film <em>Colazione da Tiffany</em>)</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Colazione da Tiffany</em> è un film che deve il suo enorme successo al fascino della sua protagonista, Holly, interpretata da Audrey Hepburn, e alla storia d&#8217;amore tra due figure diametralmente opposte, una prostituta d&#8217;alto bordo dalla personalità estroversa, apparentemente tanto vacua quanto bella, e uno scrittore in cerca di ispirazione, introverso, cinico, con i piedi ben piantati a terra.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Colazione da Tiffany</em> è un racconto del controverso Truman Capote: il film c&#8217;entra poco con il testo letterario, nonostante l&#8217;autore abbia lavorato alla sceneggiatura e ne abbia seguito passo a passo la realizzazione. <span style="font-size:15px;font-style:inherit;line-height:1.625;">Ma il racconto resta prezioso e indimenticabile.</span></p>
<p style="text-align:justify;">Mentre il film prendeva forma il povero Capote si fece il sangue amaro vedendo come la sua Holly veniva trasformata e adattata alla figura della Hepburn.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli diede sicuramente fastidio che nella definizione della personalità della ragazza non si tenesse conto di un dettaglio neanche tanto marginale per lo sviluppo della storia, per l&#8217;evoluzione del personaggio stesso: la bisessualità di Holly, a cui si allude in più passaggi del racconto e che rappresenta un elemento fondamentale per il personaggio letterario, nel film viene rimossa completamente.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che però gli diede maggiormente fastidio fu di certo il finale, stravolto rispetto alla sua creazione letteraria: nel racconto infatti non è presente nessun lieto fine, nessuna storia d&#8217;amore che si corona con un <em>e vissero felici e contenti</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma ci si trova, per contro e per fortuna, due situazioni conclusive, perfette e perfettamente separate. Lo scrittore ha finalmente una idea per <em>il libro</em>, quello che il lettore tiene in mano: la prostituta diventa ex, forse, qui bisogna un po&#8217; calarsi nella parte - di certo c&#8217;è che prende consapevolezza di sé e se ne va a cercare la sua vita altrove.</p>
<p style="text-align:justify;">Che poi, diciamocelo, questo finale, quello originale, non è poi così male: è solo un altro modo di scrivere un lieto fine.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5786/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5786/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5786&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>

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			<media:title type="html">Colazione da Tiffany</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Ricco di Natura</title>
		<link>http://towritedown.wordpress.com/2013/06/03/ricco-di-natura/</link>
		<comments>http://towritedown.wordpress.com/2013/06/03/ricco-di-natura/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 21:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Via dell'Artista]]></category>
		<category><![CDATA[On Writing]]></category>
		<category><![CDATA[AllenaMenti]]></category>
		<category><![CDATA[Julia Cameron]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzionario]]></category>
		<category><![CDATA[Salvador Allende]]></category>

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		<description><![CDATA[COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #26   Venerdì scorso (e vi assicuro che venerdì scorso non è stata una gran giornata) ad un certo punto mi sono ritrovata davanti ad un muro. Un grande murales, dai colori del sole in &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/06/03/ricco-di-natura/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5774&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: </strong><strong>ALLENAMENTI #26</strong></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/ricco-di-natura.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5775" alt="Ricco di Natura" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/06/ricco-di-natura.jpg?w=584&#038;h=525" width="584" height="525" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Venerdì scorso (e vi assicuro che venerdì scorso non è stata una gran giornata) ad un certo punto mi sono ritrovata davanti ad un muro.</p>
<p style="text-align:justify;">Un grande murales, dai colori del sole in un tramonto violento, che riporta a caratteri cubitali una frase di <strong>Salvador Allende</strong>:</p>
<p style="text-align:center;"><em><span style="color:#993300;"><strong><span style="text-align:left;">Ser joven y no ser revolucionario, es una contradicción hasta biológica</span></strong></span></em></p>
<div style="text-align:justify;">Facile la traduzione, e<em>ssere giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione perfino biologica</em>. Facile trovare la fonte, un suo discorso del 1972  pronunciato in una università messicana.</div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<div style="text-align:justify;"><strong>Riguardo al senso di questa frase per me</strong>, a come calare questo muro improvvisamente levatosi nel mio vissuto attuale, ci ho messo il weekend intero a capirlo.</div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<div style="text-align:justify;"><span id="more-5774"></span></div>
<p style="text-align:justify;">Alla fine mi sono venuti in soccorso due dei miei soliti alleati, quelli che sanno trascinarmi fuori dalla realtà, dalla pesante, tridimensionale, egocentrica realtà, per permettermi di vedere il mondo da un altro punto di vista.</p>
<p style="text-align:justify;">Uno di questi alleati si chiama Pietro, ha quattro anni, i capelli di mia madre, il naso di mia suocera, gli occhi di mio suocero e l&#8217;incrollabile fiducia nel futuro, che sia il minuto dopo o il domani che ripete in continuazione, di mio padre, uno che a 79 anni continua a progettare quello che farà<em> da vecchio</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;altro si chiama Julia Cameron, l&#8217;autrice de <em>La via dell&#8217;artista</em>, il libro metodo per il recupero della creatività.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Pietro mi insegna giorno dopo giorno a vivere godendo della ricchezza che la realtà può offrire senza fronzoli</strong>: basta accostarsi alla natura, basta raccogliere i frutti che offre di stagione in stagione, scoprirne l&#8217;importanza, la bellezza, il valore.</p>
<p style="text-align:justify;">Basta dimenticare per un attimo che esistiamo, che il mondo girerebbe, alla fine, anche senza di noi, e continuerebbe a regalare bellissimi sassi e foglie incredibilmente preziose a chi sa riconoscerle.</p>
<p style="text-align:justify;">Julia mi offre continue riflessioni su come vedere se stessi, su come cambiare la percezione di sé: ultimamente, rileggendo una riflessione dedicata al tempo, a quello che passa inesorabilmente, a quello che buttiamo via e a quello che non ci permettiamo, ho ritrovato una definizione che mi si adatta, quella <strong>Cenerentola del mondo a cui tendo troppo spesso con soddisfazione</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Le Cenerentole del mondo sono coloro che si concentrano sugli altri a proprie spese, paventando addirittura l&#8217;idea di concedersi, così facendo, un trattamento speciale. <em>Non cercate di assecondare la Cenerentola che è in voi</em>, suggerisce Julia, <em>tenetela pure dentro di voi, ma concentratevi sul trovare la scarpina di cristallo: <strong>la seconda parte della favola è magnifica</strong></em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Vivere in modo creativo richiede il lusso del tempo per noi stessi</strong>. Non si dovrebbe mai dimenticare che l&#8217;artista che è in noi è giovane e i giovani, come dice Allende, sono tante cose ma soprattutto sono rivoluzionari.</p>
<p style="text-align:justify;">E io <strong>non ho mai conosciuto un rivoluzionario che non amasse giocare con la realtà</strong>, proprio come fa mio figlio prendendo pezzi dalla natura e cercando di creare un&#8217;altra realtà &#8211; <em>la sua realtà</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Due esercizi proposti da Julia Cameron si ispirano proprio a questi giochi: si tratta degli esercizi che lei definisce di <em>abbondanza naturale:</em></p>
<ul>
<li>
<div style="text-align:justify;">trovate cinque sassolini dalle forme belle, interessanti: dventeranno piccoli talismani da tenere sulla scrivania, vicino al luogo dove creiamo, o da conservare in tasca, per ritrovarli ogni volta che occorre</div>
</li>
<li>
<div style="text-align:justify;">trovate cinque fiori o foglie differenti: sarà piacevole conservarli tra le pagine dei libri che amiamo e sfogliamo più spesso.</div>
</li>
</ul>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a title="La Via dell’Artista" href="http://towritedown.wordpress.com/la-via-dellartista/" target="_blank">Questa è la pagina</a> di riferimento per coloro che incontrano il tema degli AllenaMenti e il metodo de <em>La via dell&#8217;artista</em> solo con questo post: </strong><a title="La Via dell’Artista" href="http://towritedown.wordpress.com/la-via-dellartista/" target="_blank">nella pagina</a>, presente sulla barra del menu, è possibile ripercorrere<em> la via</em> fin dall&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align:justify;">E se trovate qualche AllenaMento interessante per lo sviluppo dei vostri talenti, commentatelo o inviatemi una mail: il confronto mi fa piacere e mi fa crescere.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Gli AllenaM</strong><strong>enti tornano lunedì 10 giugno</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5774/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5774/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5774&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Ricco di Natura</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>E&#8217; Solo Tuo</title>
		<link>http://towritedown.wordpress.com/2013/05/29/e-solo-tuo/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 10:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
				<category><![CDATA[Little Women]]></category>
		<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Desideri]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
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		<description><![CDATA[  A gennaio Domitilla pubblica questo post sulla sua routine quotidiana in famiglia, un post che dovrebbe testimoniare a se stessa e agli altri che tipo di madre è. Se lo domanda pure, nel titolo e in chiusura: sono una brava mamma? &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/05/29/e-solo-tuo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5753&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/05/e-solo-tuo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5757" alt="E' solo tuo" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/05/e-solo-tuo.jpg?w=584&#038;h=775" width="584" height="775" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">A gennaio Domitilla pubblica <a href="http://www.domitillaferrari.com/semerssuaq/sono-una-brava-mamma/" target="_blank">questo post</a> sulla sua routine quotidiana in famiglia, un post che dovrebbe testimoniare a se stessa e agli altri che tipo di madre è.</p>
<p style="text-align:justify;">Se lo domanda pure, nel titolo e in chiusura: <strong>sono una brava mamma?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Io non lo so se sei una brava mamma: certo è che <strong>anche io vorrei avere la tua sincerità, e non tanto nel dirle, ma nel farle, le cose per me.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Non è sull&#8217;essere una brava madre o meno ciò su cui sto riflettendo dall&#8217;alba di oggi, svegliata dal rumore battente della pioggia a cui, nonostante tutto, non sono ancora abituata: il tema al centro dei miei pensieri sono io, senza ruoli, <strong>io e il valore che do a me stessa</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-5753"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Non ho bisogno di andare in analisi per sapere che il valore che do a me stessa è molto basso, che nell&#8217;elenco delle mie priorità sono sempre in coda, che se qualcuno è ingiusto nei miei confronti tendo a trovargli una giustificazione, che se mi arrabbio per un motivo valido cerco subito di dimenticarlo, che se ho un bisogno egoistico da soddisfare so benissimo come soffocarlo.</p>
<p style="text-align:justify;">Risparmio il tempo e i soldi per l&#8217;analisi anche per la ricerca delle cause per cui sono così: le conosco, dipendono in parte dal tipo di educazione ricevuta e dagli esempi in famiglia, in parte dalle esperienze vissute e dalle persone incontrate in momenti cruciali della mia vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono le stesse per cui <strong>il bisogno che ho di essere amata ed accettata</strong> è così forte che talvolta mi ha fatto percorrere strade che si sono dimostrate essere poco costruttive, se non distruttive.</p>
<p style="text-align:justify;">Comunque in analisi ci sono stata, diversi anni fa, per diverso tempo: e queste cose sono uscite piuttosto bene. Come il fatto che mettere il proprio valore in quello che gli altri vedono e pensano di te è sempre uno sbaglio. Però lo faccio, l&#8217;ho fatto e lo rifarò di nuovo. Consapevolmente.</p>
<p style="text-align:justify;">In analisi, sono uscite anche le mie <strong>personali soluzioni</strong> costruite nel tempo per fronteggiare questa mia tendenza a sottovalutarmi: si tratta di vette di sopravvalutazione che riesco a toccare da sola e che riempiono gli spazi di vuoto e di difficoltà che in altri momenti mi creo. E <strong>sistemi di difesa</strong> che riesco a mettere in atto contro me stessa con un discreto successo, dall&#8217;immaginarmi una quercia secolare (ho una passione per gli alberi che manco un botanico) al parare e rimandare al destinatario ogni palla avvelenata.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Una persona risolta</em>, c&#8217;era scritto da qualche parte. <em>A modo suo</em>, aggiungo sempre io.</p>
<p style="text-align:justify;">Che poi i modi possono cambiare nel tempo, <strong>prendendo spunto dalla vita</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad esempio: tra i tanti commenti al post di Domitilla di cui dicevo in apertura c&#8217;è quello di tale Malmostos che riporta una storia che ho riletto in questi mesi diverse volte. Questa storia racconta di Rosi, cinque bambini, vedova e disoccupata<em>. </em>E&#8217; così bella che la trascrivo qui.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Rosi tirava avanti con lavoretti saltuari, viveva in una vecchia cascina sistemata alla meglio, riceveva un magro sussidio dal comune. </em><em>Delle novecento anime che popolavano il paesino, metà (o forse un po’ meno) l’aiutava con i vestiti smessi dei figli, la chiamava a pulire le scale, le faceva arrivare una dozzina di uova. </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>L’altra metà (o forse un po’ di più) la osservava da dietro le finestre quando passava col suo vecchio Ciao sgangherato, chiedendosi cosa andasse a fare al vecchio casello ferroviario nel bosco, luogo di camporelle noto a tutti. Magari a racimolare facilmente dieci mila lire. </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>I bambini erano un po’ spettinati ma sempre puliti e decorosi. Il 21 arrivava il sussidio: lo sapevi perché quel giorno, cascasse il mondo, la signora Rosi si sedeva alla pasticceria con i suoi cinque piccoli davanti a sei gelati con panna e ciliegine. </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Quanti giorni di spesa avrebbe fatto la signora Rosi con quelle venti mila lire spese in affogati al cioccolato? In tanti la criticavano. </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Allora, come oggi, penso che la signora Rosi sia stata una brava mamma. Perché anche per un solo giorno al mese faceva sentire i suoi bambini come i re del mondo, con quelle coppe gelato immense sul tavolino della pasticceria dove appoggiavano gomiti eternamente rattoppati, Barbie senza un braccino, scarpe lise.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Quei gelati erano l’amore di una mamma che diceva “questo è vostro”. </em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Non importa quante volte tu possa sederti al tavolino a mangiare un mega gelato. Ma quando lo fai, la tua bambina sa che la sua mamma le sta dicendo: “è solo tuo”.</em></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Non festeggio i miei compleanni, cerco di uniformarmi ai paesaggi che attraverso, tendo a compiacere chi si rivolge a me anche solo per chiedermi come sto.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quanto non posso vivere scrivo</strong>, anche se vorrei solo avvolgermi in un velo per creare un bozzolo e infilarmi in un posto immaginario come quello della foto, quella là in alto, <strong>per uscirne solo quando sarò diventata una farfalla, bellissima come vorrei essere.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ma visto che i luoghi immaginari esistono solo nella mia mente e nelle mie storie e che io, in fondo, sono già una bellissima farfalla, <strong>mi</strong> <strong>siederò ogni tanto a un tavolino, con la mia coppa di gioie e speranze davanti, regalandomi un momento solo mio</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5753/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5753/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5753&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Dio delle Piccole Fortune</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 21:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Via dell'Artista]]></category>
		<category><![CDATA[On Writing]]></category>
		<category><![CDATA[AllenaMenti]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi di scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Julia Cameron]]></category>
		<category><![CDATA[La via dell'artista]]></category>
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		<description><![CDATA[COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #25 Tra i talenti importanti che ho esercitato quest&#8217;anno c&#8217;è saper trovare quadrifogli nei campi. Non sto scherzando: erano anni che volevo imparare a farlo, da quando osservavo stupita la capacità innata di trovare trifogli &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/05/27/il-dio-delle-piccole-fortune/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5742&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: </strong><strong>ALLENAMENTI #25</strong></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/05/quadrifoglio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5743" alt="Quadrifoglio" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/05/quadrifoglio.jpg?w=584&#038;h=682" width="584" height="682" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Tra i talenti importanti che ho esercitato quest&#8217;anno c&#8217;è saper <strong>trovare quadrifogli nei campi</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Non sto scherzando: erano anni che volevo imparare a farlo, da quando osservavo stupita la capacità innata di trovare trifogli geneticamente modificati di Paola, mia amica nonché vicina di casa e pertanto frequentatrice degli stessi miei prati.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>I trifogli sono quadrifogli che hanno perso un petalo: devi trovarli prima che abbiano vissuto troppo</em>, mi diceva. E poi aggiungeva: <em>tu cerca, che se Dio te lo vorrà fare trovare, lo troverai.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ché la fede in Dio di Paola è innata, proprio come la capacità di trovare quadrifogli.</p>
<p style="text-align:justify;">E quando stasera ho raccolto questo quadrifoglio, sulla via di casa, ho pensato che fosse <strong>il momento giusto di parlare anche del lato spirituale de<em> La via dell&#8217;artista</em>.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-5742"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Tutto il percorso che Julia Cameron propone con il suo metodo <em>La via dell&#8217;artista</em> è impregnato di spiritualità: l&#8217;affidarsi a Dio, il lasciarsi guidare da uno spirito creatore, da un potere superiore, è uno degli assiomi su cui si fonda la<em> Via</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad un certo punto, a metà percorso, per l&#8217;esattezza, Julia suggerisce di dedicare per una settimana intera <a title="Tre Pagine Ogni Giorno" href="http://towritedown.wordpress.com/2013/03/18/tre-pagine-ogni-giorno/">le pagine del mattino</a> alla descrizione della propria personale concezione di Dio, il Dio in cui si crede e quello in cui si vorrebbe credere.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Dio di Julia è fondamentalmente l&#8217;essere creatore che ha dato origine a tutto il mondo, quello che non potrebbe mai punire nessuno occupato in attività creative essendo egli stesso un creatore,<strong> l&#8217;artista per eccellenza.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Guardano la natura,</em> scrive Julia, <em>verrebbe da dire che Dio stesso non sapeva quando fermarsi: non esiste un&#8217;unica specie di fiori rosa o dieci specie, bensì centinaia. Per non parlare dei fiocchi di neve, massima espressione di una pura esultanza creativa, giacché non ne esistono due uguali. </em><strong>Da un simile creatore non possiamo che aspettarci un supporto ai nostri impulsi creativi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Qual è il mio Dio?</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:15px;font-style:inherit;line-height:1.625;">Mi piace molto la visione </span>di Julia, anche il mio Dio è un essere creatore, un artista che capisce e guida, un potere che vuole solo la mia felicità e che facilita la mia libertà: un Dio leggero, che scioglie le briglie della sua e della mia fantasia, senza ipocrisie né pregiudizi, e soprattutto senza ragionevolezza.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Perché la creatività non è mai stata ragionevole e mai lo sarà</strong>.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a title="La Via dell’Artista" href="http://towritedown.wordpress.com/la-via-dellartista/" target="_blank">Questa è la pagina</a> di riferimento per coloro che incontrano il tema degli AllenaMenti e il metodo de <em>La via dell&#8217;artista</em> solo con questo post: </strong><a title="La Via dell’Artista" href="http://towritedown.wordpress.com/la-via-dellartista/" target="_blank">nella pagina</a>, presente sulla barra del menu, è possibile ripercorrere<em> la via</em> fin dall&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align:justify;">E se trovate qualche AllenaMento interessante per lo sviluppo dei vostri talenti, commentatelo o inviatemi una mail: il confronto mi fa piacere e mi fa crescere.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Gli AllenaM</strong><strong>enti tornano lunedì 3 giugno</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5742/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5742/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5742&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Hotel California</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 13:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
				<category><![CDATA[I deserve It]]></category>
		<category><![CDATA[Little Women]]></category>
		<category><![CDATA[On Writing]]></category>
		<category><![CDATA[Adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Eagles]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>

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		<description><![CDATA[  Ci sono canzoni che al primo ascolto ti restano dentro, come emozioni che si imparano, si classificano, si possono richiamare quando occorre. Ogni volta che le ascolti, queste canzoni, finisci in un posto che riconosci, che ti appartiene. Sanno &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/05/21/hotel-california-2/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5731&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/05/hotel-california.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5732" alt="Hotel California" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/05/hotel-california.jpg?w=584&#038;h=418" width="584" height="418" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono canzoni che al primo ascolto ti restano dentro, come emozioni che si imparano, si classificano, si possono richiamare quando occorre.</p>
<p style="text-align:justify;">Ogni volta che le ascolti, queste canzoni, finisci in un posto che riconosci, che ti appartiene.</p>
<p style="text-align:justify;">Sanno riportarti indietro, queste canzoni, stapparti a quello che stai facendo pensando vedendo mangiando per avvolgerti in un’emozione. Forse quella che stavi provando al primo ascolto &#8211; forse quella che avresti voluto provare al primo ascolto.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Hotel California</em> è una di queste canzoni.<span id="more-5731"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Mi ricorda un ballo. Mi ricorda un taxi. Sulla mia testa ci sono i cieli stellati di due emisferi differenti, nel cuore vivono un desiderio che è rimasto tale e un sogno che si è avverato.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Capodanno 1987</strong>. Nel paese dove vivo la cosa più eccitante che puoi fare, per evitare di passare San Silvestro in casa con i tuoi, i loro amici e i figli dei loro amici, disperati quanto te, è andare alla festa organizzata dai ragazzi dell’oratorio nei locali della scuola materna, quella che hai frequentato, <em>quella delle suore</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Per andarci e non suicidarti prima della mezzanotte convinci le tue due amiche, quelle del cuore, quelle con cui stai diventando grande dividendo pomeriggi, merende, libri, gatti, segreti e speranze.</p>
<p style="text-align:justify;">Convincerle non è una passeggiata, ma ti impegni: l’alternativa è non ritrovarvi, tutte e tre rapite dalle rispettive famiglie, che mal si sopportano, figurati passare un Capodanno insieme.</p>
<p style="text-align:justify;">Convinci la prima parlandole di un ragazzo che di certo ci sarà (e convincerai subito dopo pure lui, o per te sarà finita), l’altra dicendole che stanno cercando gente per organizzare il buffet: è in fase <em>da grande voglio fare la cuoca</em>, una fase che è durata sì e no tre mesi, caduti proprio a cavallo dell’anno. Una botta di culo che non ti è più capitata.</p>
<p style="text-align:justify;">Devi però dire la verità, se non altro a te stessa: le tue amiche ti servono unicamente per non andare da sola &#8211; ché per entrare in qualsiasi posto affollato che non sia casa tua ti servono ancora degli accompagnatori.</p>
<p style="text-align:justify;">In realtà ci vai, a questa festa in un asilo di suore, per vedere Andrea. Di quello che faranno loro, quella sera, poco ti importa.</p>
<p style="text-align:justify;">Andrea ha un paio di anni in più di te, abita a Milano, capelli e occhi scuri, accento strano, una passione per la filosofia che ancora non capisci ma che ti intriga, l’estate che si fa al tuo paese, come le vacanze di Natale e di Pasqua, ultimo di tre fratelli maschi che sembrano fotocopie fatte in anni diversi, una madre mezza santa, dita lunghe da pianista, quella che ti sembra una cultura musicale sterminata, gambe sottili sotto i pantaloncini corti che indossa ad agosto, un bellissimo giubbotto invernale che ti sembra caldissimo, che vorresti anche per te.</p>
<p style="text-align:justify;">Alla festa ci deve essere per forza, ci sono tutti i ragazzi che frequenta nei suoi giorni piacentini.</p>
<p style="text-align:justify;">E infatti c’è. In jeans e camicia bianca. E tu ti vergogni subito della tua gonna di taffettà e della giacca di velluto nero: sei in un asilo, mica ad un party adulto. Ma questi vestiti ti stanno bene, e soprattutto sei tu che li hai scelti.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Hotel California</em>, dicevo.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché è su questa canzone che ballate, e ballate. E ballate ancora. Viene messa una mezza dozzina di volte, ed è sempre vostra.</p>
<p style="text-align:justify;">Tanto che la impari, la impari già la seconda volta che la ascolti, appoggiata a lui che è molto più alto di te, avvolta in braccia che provi per la prima volta.</p>
<p style="text-align:justify;">Qualche giorno prima hai letto un racconto che parla di amore, di coppie clandestine, di passioni che non invecchiano: potrebbe essere stato anche un <em>Harmony</em>, per quanto ricordi, ché leggevi tutto in quel periodo, ogni foglio stampato. Anche i racconti delle riviste <em>Intimità</em> e <em>Confidenze </em>che qualcuno regalava a tua madre.</p>
<p style="text-align:justify;">In quella storia si parlava di una coppia matura, una coppia clandestina che si ritrova dopo anni in un hotel, per caso, in compagnia dei rispettivi coniugi: senza pudori, i due ex amanti si ritrovano sulla pista da ballo, abbracciati in un lento che è una specie di riconciliazione. Il narratore commenta dicendo che non ci sono dubbi, <em>quando una donna è andata a letto con un uomo ce ne si accorge sempre da come ballano insieme</em>. Fossero passati cent’anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco, tu e Andrea neanche un bacio, ma tantissimi giri di <em>Hotel California</em> insieme.</p>
<p style="text-align:justify;">L’hai imparata allora, dicevo.</p>
<p style="text-align:justify;">Sai che a <em>I had to stop for the night</em> ce n’è ancora tanta, da ballare.</p>
<p style="text-align:justify;">E che a <em>Some dance to remember, some dance to forget</em> sei arrivata quasi a un punto di svolta, che si va in discesa, d’ora in poi.</p>
<p style="text-align:justify;">E poi che <em>You can check out any time you like, but you can never leave</em> non segna davvero la fine, perché ci sono ancora così tanti giri di basso e di batteria che il vostro ballo potrà ancora fingere di durare per l’eternità ed oltre.</p>
<p style="text-align:justify;">Giri di basso e di batteria. Giri di ballo sul marmo della sala dei tuoi giochi di bambina. Giri portati dal vento di tante serate estive. Giri che hai ritrovato in una notte di sei anni fa, sul taxi che ti riportava a casa dal tuo viaggio di nozze, sotto un cielo che non è più stato il tuo e forse di nessun altro, con quella felicità pulsante per una promessa di gioia illimitata. Giri di pensieri in macchina, oggi, ascoltando questa canzone che qualcuno ha caricato su una chiavetta usb per te, senza sapere cosa avrebbe ricordato, a te e alla ragazza che vive in te.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Hotel California</em>, dicevo.</p>
<p style="text-align:right;"><em>(Photo Credits: thanks to <a href="http://www.sxc.hu/" target="_blank">sxc.hu</a>)</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5731/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5731/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5731&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;Ora al Giorno</title>
		<link>http://towritedown.wordpress.com/2013/05/20/unora-al-giorno/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 05:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ToWriteDown</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: ALLENAMENTI #24 Sabato sono tornata dal Salone del Libro di Torino che sembravo una scappata da casa. A parte i capelli, che pioggia e umidità avevano reso ingestibili, i vestiti stazzonati, piedi e mani intirizzite (una giornata &#8230; <a href="http://towritedown.wordpress.com/2013/05/20/unora-al-giorno/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5717&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>COME SVILUPPARE IL PROPRIO IO CREATIVO: </strong><strong>ALLENAMENTI #24</strong></h3>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/05/unora-al-giorno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5726" alt="Un'ora al giorno" src="http://towritedown.files.wordpress.com/2013/05/unora-al-giorno.jpg?w=584"   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Sabato sono tornata dal Salone del Libro di Torino che sembravo una scappata da casa.</p>
<p style="text-align:justify;">A parte i capelli, che pioggia e umidità avevano reso <span style="font-size:15px;font-style:inherit;line-height:1.625;">ingestibili, i vestiti stazzonati, piedi e mani intirizzite (una giornata freddissima), avevo con me oltre alla borsa anche due sacchetti di carta strapieni di libri, cataloghi, cartoline, segnalibri, fogli e fogliettini vari.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Di mio ho acquistato 12 libri.</strong> In considerazione del fatto che nemmeno un mese fa avevo acquistato altri 10 volumi e nel frattempo avevo scaricato una mezza dozzina di ebook, domenica mattina mi sono fermata a fare una riflessione.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-5717"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Con una tazza di latte tiepido in una mano e un libro aperto nell&#8217;altra, mentre con un orecchio ascoltavo i grugniti di mio figlio (a casa nostra i dinosauri fanno lo stesso verso dei maiali, non chiedetemi il perché) e con l&#8217;altro i cicli di centrifuga della lavatrice, mi sono chiesta: <strong>perché stai facendo questa indigestione di storie? Perché, se non leggi, non fai che pensare? Perché invece, per la miseria, non scrivi?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Perché è così: non sto scrivendo. Mi abbevero delle storie che qualcuno ha scritto anche per me, esorcizzo le mie attuali paure con pensieri che si sovrappongono come carta velina (quella che si rompe facilmente e che comunque non copre, non copre mai abbastanza), scribacchio <a title="Come non abbandonare le Tre Pagine" href="http://towritedown.wordpress.com/2013/03/25/come-non-abbandonare-le-tre-pagine/" target="_blank">le mie tre pagine</a> che sono ossessionatamente ancorate agli stessi pensieri di qui sopra. <strong>E non scrivo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono quindi detta che a volte la mano va un po&#8217; forzata. Anche quella che tiene una penna. E che se non si scrive spontaneamente occorre seguire <strong>qualche buon esercizio che conduca di nuovo alla scrittura.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Negli spizzichi di una domenica uggiosa, caratterizzata ancora una volta da una festa di compleanno per bambini, da un po&#8217; di letargia domestica e dall&#8217;incombenza di organizzare una settimana pesante, ho riaperto<em> La via dell&#8217;artista</em> e ritrovato alcuni esercizi che propongo qui per tutti quelli che, come me, ogni tanto accantonano la scrittura, per un motivo o per l&#8217;altro.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Archivio delle immagini</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Julia Cameron suggerisce di focalizzare l&#8217;attenzione su cinque desideri, da realizzare solo con le proprie forze o con un aiuto economico, o di altro tipo. Qualunque tipo di desiderio, insomma.</p>
<p style="text-align:justify;">Per ogni desiderio, cercare e ritagliare immagini che conducono allo stesso: fotografie, stralci di riviste, disegni (ché se il desiderio è solo nostro, a volte occorre pure disegnarlo da sé).</p>
<p style="text-align:justify;">In tempi digitali come i nostri, è possibile realizzare collezioni di immagini che conducono ai nostri desideri utilizzando Pinterest (<a href="http://pinterest.com/towritedown/" target="_blank">qui le mie board</a>, che presto aggiornerò proprio per sviluppare questo esercizio) oppure <a href="https://evernote.com/intl/it/" target="_blank">Evernote</a>, un archivio digitale per testi, immagini, idee da portare sempre con sé.</p>
<p style="text-align:justify;">Scopo dell&#8217;archivio delle immagini: avere i propri sogni sempre a disposizione, per parlarci spesso e capire come raggiungerli.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Se avessi</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Assomiglia un po&#8217; all&#8217;esercizio fatto per <a title="Contro lo Scetticismo" href="http://towritedown.wordpress.com/2012/12/10/contro-lo-scetticismo/" target="_blank">battere lo scetticismo</a>, questo del <em>se avessi</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">In più mette una variabile molto interessante: quella dell&#8217;età.</p>
<p style="text-align:justify;">Se avessi vent&#8217;anni quali avventure vorrei andarmi a cercare? E se di anni ne avessi molti di più dei miei attuali, se avessi sessantacinque anni, cosa vorrei per la mia vita?</p>
<p style="text-align:justify;">Scrivere le idee che, inesorabilmente, arrivano, scriverle per capirsi.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, di quanto visto, ascoltato, sfogliato, acquistato e sognato al Salone scriverò in questi giorni, prestissimo: <strong>del resto scriverò già oggi. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Un&#8217;ora al giorno. </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong>Perché <strong>è in quell&#8217;ora che posso trovare una felicità mia, solo mia</strong>. Che potrò condividere solo quando la mia storia sarà abbastanza grande da camminare da sola, da uscire ed andare in giro per il mondo autonomamente, per farsi conoscere anche dagli altri.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a title="La Via dell’Artista" href="http://towritedown.wordpress.com/la-via-dellartista/" target="_blank">Questa è la pagina</a> di riferimento per coloro che incontrano il tema degli AllenaMenti e il metodo de <em>La via dell&#8217;artista</em> solo con questo post: </strong><a title="La Via dell’Artista" href="http://towritedown.wordpress.com/la-via-dellartista/" target="_blank">nella pagina</a>, presente sulla barra del menu, è possibile ripercorrere<em> la via</em> fin dall&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align:justify;">E se trovate qualche AllenaMento interessante per lo sviluppo dei vostri talenti, commentatelo o inviatemi una mail: il confronto mi fa piacere e mi fa crescere.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Gli AllenaM</strong><strong>enti tornano lunedì 27 maggio</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/towritedown.wordpress.com/5717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/towritedown.wordpress.com/5717/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=towritedown.wordpress.com&#038;blog=31219774&#038;post=5717&#038;subd=towritedown&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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