Oggi me ne sono andata in giro con questa scritta sulla spalla sinistra.
Una sorta di manifesto ambulante. Continua a leggere
Oggi me ne sono andata in giro con questa scritta sulla spalla sinistra.
Una sorta di manifesto ambulante. Continua a leggere
Questa qua è per te, senza perché.
O meglio, ad essere onesta un perché c’è, ma per fortuna lo sappiamo solo io e te.
So che oggi avrei dovuto dedicarmi ad uno degli AllenaMenti che propongo per il percorso della Via dell’Artista.
Ma oggi mi sono persa.
E per ritrovarmi mi serve la poesia. Un po’ di poesia, per me, per tutti.
E domani è un giorno nuovo.
Un paio di mesi fa ho ho scritto e pubblicato un racconto, Dove vivi tu, ispirato all’esercizio delle tre parole, quelle da associare liberamente: niente più di un gioco, di quelli che aiutano a liberare le idee e, talvolta, i personaggi.
Ecco, i personaggi: il mio gioco me ne ha fatti incontrare due interessanti, Piero ed Elsa, anziani coniugi che vivono in un appartamento, sito in viale Monza, con due ingressi che li separa e un giardino interno che li unisce.
Piero ed Elsa sono la versione anziana e disillusa di Luca ed Alba, due personaggi che mi trascino dietro da una quindicina di anni con affetto ed ostinazione: loro, che vivono in una casa di campagna isolata, con un unico ingresso e con un giardino esterno, sono il mio esperimento di scrittura attorno ad uno dei temi che maggiormente mi interessa, quello dei rapporti coniugali.
E sono anche la mia personalissima versione di Manlio (perché è lui, no? l’alter ego dello scrittore), voce narrante del romanzo, e di Sara, la moglie incomprensibile ed incompresa, del bellissimo Parlami, dimmi qualcosa.
Questo romanzo l’ho conosciuto dopo avere scritto Dove vivi tu: e per avermelo segnalato, ringrazio di cuore Sara Durantini.
Con uno scarto di un anno e tre giorni presento un libro che consiglio a chi è in cerca di una lettura leggera ma la tempo stesso intelligente: conoscete Duchesne (“Sì, ma con la c dolce. Ducesne”, mi raccomando)?
Duchesne, aka Federico Baccomo, era un blogger, oggi è uno scrittore con due romanzi al suo attivo, Studio illegale e La gente che sta bene. Ho letto il primo e sapete che vi dico? Che mi ricorda tanto la mia prima Milano, quella che mi ha accolto diversi anni fa e che, nonostante me, esiste ancora. Quella del lavoro al costo della vita. Continua a leggere